Allora chiariamo subito alcune cose:
- No, il primo album della discografia non è necessariamente il migliore. Se lo pensate, perchè avete ascoltato gli ultimi tre cd di sfuggita pensando alla ennesima cagata svedese stile Soilwork, siete in torto.
- No, gli In Flames non c'entrano un cazzo con i Darkane. E neanche i sopra citati Soilwork, nè alcuna band che suoni il tipico swedish melodic death metal made in Goteborg. Se lo pensate, o siete sordi, o non avete mai ascoltato i Darkane con attenzione, nè li avete mai visti dal vivo.
Bene: detto questo, direi che si può iniziare a parlare di questo "Layers Of Lies", ultima fatica della band svedese. Trattasi di thrash metal, sia chiaro. Moderno, a tratti molto heavy, con qualche influenza death, se volete molto tecnico, se volete debitore qua e là ai Meshuggah, ma pur sempre thrash; tanto quanto sono thrash gli ultimi lavori dei Testament.Ed è un eccellente lavoro, oltretutto. Vario, sufficientemente originale, ben suonato ed ancor meglio prodotto. Niente più ritmiche ovattate e pesanti stile "Expanding Senses": questa volta la band ha voluto fare tutto da sè in sede di produzione, e bisogna ammettere che i risultati sono decisamente soddisfacenti.
Si potrebbe paragonare quest'ultimo album ad un "Insanity" più vario e più ragionato, con una particolare predilezione verso la forma-canzone e una maggiore maturità compositiva.
Insomma, dopo svariati problemi che li hanno tenuti fuori dal "giro" delle uscite discografiche e dei concerti per quasi due anni, i Darkane tornano e non deludono, pronti (si spera) per poter calcare i palchi internazionali di nuovo e, mi auguro, anche quelli italiani in posizioni di scaletta decenti. Perchè lo meritano: sanno suonare e spaccano culi.Ad ogni modo, questo lavoro si apre con la tipica intro classica, per poi sfociare da subito in un paio di "hits" niente male: "Secondary Effects", con la tipica strofa thrashy, e la bellissima "Organic Canvas". l' esecuzione dei riff ad alta velocità è a dir poco perfetta, e il tutto si amalgama con effettistiche, assoli, ritornelli con melodie e ritmiche ricercate, e la solita inconfondibile voce di Andreas Sydow (la quale può facilmente risultare ostica ad un primo ascolto, ma che non può di certo deludere coloro che apprezzano le linee vocali tipiche di bands come ad esempio Strappin Young Lad).
Da segnalare l' ottima title-track, forte di una marcata influenza heavy metal e del classico ritornello facilmente memorizzabile (che molte volte risulta essere un'arma vincente, ma che facilmente può cadere nel ripetitivo, come ad esempio in alcune parti di "Fading Dimensions" o "Vision Of Degradation"). Inutile sarebbe citare ogni traccia, giacchè i cali di tensione sono ben pochi, tuttavia vi consiglio di ascoltarvi "Contaminated" ad alto volume se volete farvi un'idea di che cosa sono i Darkane oggi. Vi assicuro che vi assalirà una voglia irrefrenabile di prendere "Clayman" e buttarlo dalla finestra, sempre che al tempo l'abbiate acquistato.
Concludendo, qusti cinque svedesi meritano. Meritano perchè sanno suonare, e bene. Meritano perchè propongono materiale fresco, moderno, che spacca culi, che ha personalità, che rende su cd e dal vivo. Meritano perchè sono la dimostrazione vivente di come sia possibile godere del supporto di mamma-Nuclear e contemporaneamente gestirsi le proprie necessità di registrazione e composizione in tutta libertà, senza doversi appiattire sui clichè del metalcore o chissà di cos'altro.
E tutto questo da 3 album a questa parte. Che non è poco.
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