Cradle Of Filth / “Thornography”

Thornography

Cradle Of Filth

Thornography

Roadrunner Records, 2006

Voto: 4/10

Ci risiamo, i Cradle Of Filth ritornano sulle scene e come per ogni loro uscita discografica l'audience metallica si spaccherà inevitabilmente in due fazioni: chi li incensa e li adora a prescindere dalla vera qualità della loro musica e chi li denigra e li odia anch'essi a prescindere dal valore dell'album. I vampiri albionici sono una band che, nonostante la miriade di cambi di line up, non ultimo l' uscita anche se postuma a questo cd del batterista Adrian Erlandsson, è sempre stata molto prolifica, sfornando album con una costanza incredibile. "Thornography" infatti è il settimo lavoro ufficiale della band, se si escludono i live e gli ep.Ormai è chiara quale strada i C.O.F. abbiano intrapreso, allontanandosi gradualmente, ma con continuità dai propri esordi estremi, fatti di canzoni articolate, tirate e lunghe per avvicinarsi sempre di più ad un sound più semplicistico e easy, meno complesso e più facilmente assimilabile e se vogliamo sempre più commerciale. Sembra che la band, o meglio Mr. Filth, arrivato ad un certo punto della carriera si sia posto una domanda: Vogliamo continuare a suonare metal estremo o fare una montagna di soldi? E la scelta, anche se non credo che gli Inglesi abbiano mai venduto poco, è caduta sulla seconda ipotesi. "Thornography" è la naturale evoluzione degli ultimi due album dei vampiri più famosi del metal, che va a mischiare le componenti più Thrash/Death di "Damnation An A Day" con quelle più Heavy e Gothic dello scialbissimo "Nymphetamine" e il risultato è un altro album piatto e semplicistico che comunque rappresenta un passo in avanti rispetto al predecessore. Non ci sono sostanziali novità rispetto al recente passato della band, come al solito abbiamo una produzione perfetta, le solite melodie che hanno almeno il pregio di essere sempre riconoscibili e la solita mancanza di ispirazione, che si riflette in un riffing veramente ripetitivo e noioso, oltre che su di una sessione ritmica molto poco dinamica e banale. Di diverso su quest'album troviamo certamente l' uso sempre minore delle tastiere e delle atmosfere orchestrali che da sempre hanno contraddistinto il sound degli inglesi, relegate ad un ruolo di contorno e di secondo piano. L'altra novità sono le vocals di Dani Filth che in quest'album usa sempre meno il suo "famoso" scream, che per la cronaca a me ha dato sempre fastidio, per cimentarsi, con poco successo a mio modo di vedere, anche con delle vocals "pulite" e melodiche, nel tentativo di rendere più vario un lavoro veramente monotono, ma che purtroppo per lui e di chi ascolta sono veramente inascoltabili. Non basta nemmeno la comparsata di Ville Valo, cantante dei Love Metallers HIM, in “The Byronic Man”, canzone 100% gothic e che meglio rappresenta i Cradle Of Filth 2006, cioè una band lenta, alla continua ricerca di melodie soporifere e monotona da far scendere il latte alle ginocchia. Ascoltare l'album per intero è stato veramente faticoso per me, fatta eccezione per qualche singolo riff come in "Libertina Grimm", dove però la voce di Dani fa assolutamente rabbrividire per la sua bruttezza, o in "Dirge Inferno" che posta in apertura mi aveva fatto almeno sperare di non trovarmi al cospetto di un album completamente anonimo, grazie a qualche piccolo richiamo al passato dato soprattuto da qualche sporadica accellerazione. Ma così non è stato, perchè "Thornography" è un album che senza mezzi termini si può definire brutto e pietoso, ma che alla faccia di questo scribacchino permetterà alla band albionica di fare una caterva di soldi.<span>Sinteticamente: Il solito disco dei Cradle Of Filth, vi prego passate oltre.

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