Converge / “No Heroes”

No Heroes

Converge

No Heroes

Epitaph, 2006

Voto: 7/10

Cosa aspettarsi dall’ultimo album dei bostoniani Converge lo si capisce subito, fin dalla grafica di copertina. Un illustrazione che fino a pochi anni fa avrebbe fatto strappare i capelli dalla voglia di ascoltare il succulento contenuto di un così invitante imballo ad un qualsiasi amante della contaminazione più apocalittica. Ora la situazione ci appare decisamente cambiata: l’estremo diventa manierismo, anche nel caso di un gruppo pionieristico e destinato per troppo tempo a precorrere i tempi, consegnando ai posteri un album che puzza già di vecchio. Il lavoro si pone a metà strada tra l’asciuttezza punk di “You Fail Me” e il marasma sonico di “Jane Doe”, badando bene di aggiungere all’impasto qualcosa di nuovo e frizzante, in questo caso parti vocali melodiche (non ad opera di Bannon comunque, ma da parte di Jonah Jenkins, militante nei Only Living Witness). Per il resto la solita zuppa (da ristorante a cinque stelle, è da dire, ma pur sempre la stessa) fatta di ritmiche epilettiche, riffing noise reso ancora più noise dalla produzione di Ballou, urla beluine e testi sospesi tra introspezione, pessimismo cosmico e rabbia da nervi scoperti. “No Heroes” sarebbe un disco capace di catapultare qualsiasi gruppo nel gotha delle next big thing in ambito core, ma pensare che dietro a quella cover praticamente identica a quella di una qualsiasi altra pubblicazione Deathwish ci si nascondano i Converge fa sgonfiare l’entusiasmo in meno di un attimo. Decisamente un passo falso.<span>Sinteticamente: passo falso

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