Cephalic Carnage / “Xenosapien”

Xenosapien

Cephalic Carnage

Xenosapien

Relapse, 2007

Voto: 8/10

Avanti tutta per il processo di involuzione degli hydrogrinders Cephalic Carnage. Se il precedente "Anomalies" aveva segnato quello che forse rimarrà l’apice del gruppo, incontenibile compromesso tra nuova aggressività e le folli divagazioni (free jazz, sludge, stoner, industrial,…) tanto care al passato del combo, questo nuovo "Xenosapiens" segna un ulteriore passo avanti verso un suono sempre e comunque oltremodo tecnico e cerebrale ma decisamente più inquadrabile rispetto alle uscite precedenti. Se da un lato si gode nell’ascolto di un disco stimolante quanto d’impatto, d’altra parte si rimane con l’amaro in bocca, orfani di quella sensazione di smarrimento che i Nostri erano soliti regalarci ad ogni traccia. Si rimane comunque colpiti dalla palpabile sensazione che questa virata non abbia nulla a che spartire con un calo d’ispirazione, quanto dia chiaramente l’idea di una scelta ben metabolizzata da tutta la band (anche le vocals si contengono decisamente di più rispetto agli eccessi grotteschi di Exploiting Dysfunction). Scelta diplomatica per accostarsi alla nascente new wave of death metal (si veda il mucchio selvaggio guidato da Despised Icon, Job For A CowBoy, Coldworker,...) oppure nuovo sberleffo (impossibile dimenticarsi della sonora presa per i fondelli del trend emo metal core che risponde al glorioso titolo di Dying Will be the Death of Me, dal precedente Anomalies) ad opera dei cinque del Colorado? In qualunque caso un disco vertiginosamente sopra la media, capace di mantenere a livelli di guardia tensione ed attenzione dal primo all’ultimo secondo. I Cephalic Carnage riescono a rimanere fondamentali anche quando sbagliano un disco.

Sinteticamente: oltranzismo open minded, anche se più sotto controllo rispetto al passato

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