Ritorno alle origini, abbandono della vena troppo spinta da sperimentatori e riacquisizione prepotente del proprio ruolo di dominatori incontrastati del deathgrind. Si riparte resettando il progetto Cephalic Carnage allo spirito di 6/7 anni fa con questo "Anomalies" che macina e macina a profusione pezzi da urlo e li snocciola e sputacchia con dimestichezza fuori dalle casse del vostro stereo.
Fondamentalmente gli ingredienti in gioco non sono poi cambiati, ci troviamo di fronte a un deathgrind che va dall'ipercinetico schizzato al granitico e al monumentale, utilizzando cambi di mood e tempo mai così fluidi e "naturali" come in questo "Anomalies". Le voci variano tantissimo in un range vocale ampio da far paura e coadiuvato da artisti come Corporate Death, Barney Greenway tra i tanti. Ci sono i consueti richiami ad altri generi musicali (tra l'altro i generi che "tirano" se ci avete fatto caso, quasi a voler parodiare la cosa) a cui già in passato ci avevano abituato... ci sono in pratica tutti gli elementi che ci hanno fatto conoscere e amare i Cephalic Carnage nel corso di questi anni ma che, a mio parere per un eccesso di desiderio di stupire, ce li avevano anche resi distanti, poco diretti, poco immediati, poco comprensibili, poco amici. Quegli elementi che li avevano allontanati dallo stato in cui, chi li segue dal primissimo demo "Fortuitous Oddity", li vorrebbe.
Alcuni colleghi ben più specializzati, volenterosi e con più tempo libero di me hanno amato fare un excursus dei dodici pezzi dell'album, riconoscendone al tempo stesso, direttamente o meno, la grandiosità di un album che non ha un pezzo uguale all'altro ed ognuno preso singolarmente risulta ampiamente distinguibile e accattivante. Avete bisogno di sentire che in un pezzo ci sono accenni sludge e in un altro stoner? Mentre nell'altro ancora ci sono richiami metalcore oppure neurisis? Direi di no anche se ormai ve l'ho detto, ma non vi ho detto in che pezzi! Mannaggia, tocca a voi scoprirlo ora!
Esempio luminoso e splendidamente vero di come la ricerca e la voglia di stupire a tutti i costi non siano sempre la strada giusta da seguire. D'accordo con chi l'ha definito il loro disco più bello!
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