Catuvolcus / “Gergovia”

Gergovia

Catuvolcus

Gergovia

Deathbound Records, 2012

Voto: 7/10

Non è facile trovare al giorno d'oggi un gruppo così giovane in grado di scrivere di già grandi cose. I Catuvolcus a tratti fanno davvero "il botto" sfiorando apici ed eccellenze varie, ma sono giovani ed essere giorni al giorno d'oggi paga poco.

Il loro secondo disco (purtroppo non sono andato a scoprire il debut, mea culpa) Gergovia non sempre riesce a tenere alta la concentrazione, a volte si perde (seppur con classe e senza pericolosi tonfi) ed è un vero peccato perché i Catuvolcus sanno come si compone e come si scrivono melodie "d'altri tempi". Ogni volta che sento le prime due canzoni vere e proprie (dopo l'intro Elaver) Par Monts Et Par Vaux e Le Colline De Chanturge penso sempre: "wow! sono nati i Naglfar canadesi!". Queste due prime gemme mettono addosso una carica ed un furia glaciale/bestiale divenuta nel tempo merce rara. In questi brani è racchiuso il segreto di cosa vuol dire "sensitivamente" il black metal per il sottoscritto, ed ogni volta rimango pietrificato attendendo altri momenti del genere nel resto della tracklist, momenti che purtroppo non si ripeteranno se non in brevi fiammate.

Il loro black metal è epico ma non nel senso più ovvio del termine, l'epicità è raggiunta grazie a liriche urlate e dall'uso sapiente di melodia (niente momenti "happy" tanto per intenderci visto che il livello d'intensità rimane sempre alto, anche nei pochi momenti "riflessivi").

Il problema di pezzi come Litaviccos e Impetus sono forse la lunghezza, forse i ragazzi non si trovano ancora completamente a proprio agio con costruzioni più articolate e necessariamente "epiche". L'attenzione va così un po scemando pur restando all'ascolto comunque piacevole. E' come se si assistesse al lento spegnersi di un grosso fuoco, un fuoco che da l'idea di riprendere vigore solo tratti. Questi lampi vengono rappresentati al meglio da una Aux Portes De L'Oppidum nuovamente trascinante, dal finale di Recueil D'Opprobres e dal trionfante incedere della stra-epica À la Poursuite des Vents.

Se avessi una piccola etichetta non ci penserei su due volte, li prenderei sotto la mia ala e attenderei pacificamente il risultato. Ne consiglio l'ascolto ai fissati con il sound svedese, e quelli che non si lasciano sfuggire nulla dal binomio Francia/Canada.

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