Dopo quasi quindici anni di onorata carriera arriva il "best of" anche per i doom masters Cathedral. La pecca principale della presente raccolta è che è stata pubblicata dall'etichetta storica della band, la Earache, e che di conseguenza contiene solo materiale pubblicato dalla label tralasciando l'ultimo periodo posteriore alla firma della band per Dream Catcher prima e per Nuclear Blast poi (a discapito comunque va detto che il materiale non Earache è solo l'ultimo cd ‘The Seventh Coming'). L'artwork è come al solito curato da Dave Patchett e ritrae un suo disegno in copertina nello stile a cui la band ci ha abituati (anche se va detto, questo disegno di Patchett è molto semplice e non complesso come le opere a cui siamo avvezzi), mentre l'interno del booklet è diviso in due parti esattamente come la raccolta stessa, edita in due cd dai titoli diversi. Il primo cd (e conseguente metà del booklet) intitolato ‘The Serpent's Treasure' è una raccolta di quindici pezzi tratti dai lavori della band fino ad ‘Endtyme'; non so chi abbia scelto la scaletta, vorrei solo farvi notare che in proporzione sono state selezionate molte tracce risalenti al primo periodo della band (otto) mentre le ultime uscite sono documentate con un pezzo ad uscita. Sulla raccolta evito di esprimere giudizi in quanto, essendo completamente assuefatto alla band di Coventry, non riesco citare un pezzo singolo che sia più meritevole di un altro; mi limito a dire che la selezione offre una buona panoramica che può servire ai neofiti della band, anche se personalmente avrei optato per inserire una scaletta leggermente differente, ma si sa, ognuno ha le proprie preferenze. L'artwork, come detto, segue di pari passo la ‘dualità' della racolta, ed infatti la prima parte (quella legata al best of) contiene una lunga intervista a Lee Dorrian nella quale viene narrata la nascita dei Cathedral e la storia della band fino ad ‘Endtyme'.
La seconda parte (e relativo cd) è ciò che spingerà i Cathedral fan all'acquisto del presente best of: intitolata ‘The Serpent's Chest' la raccolta contiene dodici succulente perle tra versioni demo, inediti, strumentali e pezzi live rimasti nei cassetti della band fino ad oggi (ad eccezione di ‘Schizoid Puppeteer' pubblicata sulla compilation della Rise Above ‘Dark Passages II') che faranno la gioia dei seguaci della band. Oltre infatti a poter sentire le versioni embrionali di ‘Serpent Eve', ‘Comiserating The Celebration' e ‘Midnight Mountain' (inquietante quest'ultima), per la prima volta si sentono canzoni scartate come ‘Violet Breath' (in pieno stile Zeppelin), ‘The Olde Oak Tree', ‘Rabies' (cover dei Witchfinder General) e rarità live come ‘Blue Light' (nell'unica volta in cui fu suonata live) e ‘A Funeral Request' con Joe Hasselvander e Victor Griffin in formazione. La seconda parte del booklet (quella cioè legata al cd di inediti) altro non è che un ‘track by track' dove Garry Jennings racconta curiosità e aneddoti relativi ad ogni singolo pezzo.
Che dire...essendo un fan della band ho chiaramente preso il cd a scatola chiusa, ad ogni modo ritengo che i Cathedral non siano scaduti nel solito ‘best of succhiasoldi' regalando a chi li segue da sempre un'ottantina di minuti di curiosità e canzoni altrimenti non reperibili. Per chi non conosce la band (pazzi!) e vuole farsi un'idea è un acquisto consigliatissimo per entrare nella ‘cattedrale'; chi invece crede di poter vivere senza un disco dei Cathedral in casa è meglio si suicidi.
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