Solo un anno dal precedente Hell Chose Me, i Carnifex tornano irruenti sul mercato con l’intenzione di non lasciare che il loro nome si affievolisca nelle menti del pubblico. Ancora una volta su Victory Records, gli americani tornano con quello che sanno fare meglio: Deathcore brutale ed assassino, pesante come un monolite, feroce come l’Inquisitore Eymerich contro un miscredente. Penso che nessun fan dei Carnifex non si aspettasse proprio ciò che questo Until I Feel Nothing risulta, ovvero un canonico album dei Carnifex, un canonico album Deathcore. A conti fatti va anche bene così per chi si accontenta, ma citando un nostrano cantante molto amato da tutti noi brutallari: “chi si accontenta gode, così così”. Infatti, ascoltando il disco, sorge un quesito piuttosto impellente: dopo tre album, tra qui uno appena lo scorso anno, serviva davvero questo lavoro? Serviva per cosa, consacrare un nome già consacrato? Allietare gli animi affamati di *core estremo? Metterci al corrente di nuove evoluzioni nel sound?
Sicuramente no. Sicuramente, Until I Feel Nothing va visto in maniera totalmente diversa, meno impegnata, meno pretenziosa. Và assorbito come un lavoro che alimenta il fuoco d’una band in piena ascesa, dove ogni uscita innalza la fiamma vitale del gruppo, dandogli vigore, tenendola robusta e ben visibile a tutti.
Perché quindi si dovrebbe comprare questo ultimo parto degli americani? Di per sé per nulla, potreste tranquillamente lasciarlo sullo scaffale; non vi è niente che aggiunga, o migliori, o che si differenzi in maniera sostanziale dai precedenti dischi. Tuttavia, se adorate i riff pesanti intervallati da accelerazioni blastate che tanto rimandano agli amici europei del Black Metal, divisi tra pesanti growl e laceri scream (in pieno stile Deathcore), condite, qui e lì, da qualche parte atmosferica (con utilizzo di leggere sinfonie e tetri arpeggi), se questo è quello che cercate e tanto vi basta, allora probabilmente Until I Feel Nothing avrà ragione d’esser sul vostro scaffale dei cd (o lettore mp3). Innegabilmente i Carnifex si sanno ancora far ascoltare senza nessun problema, costruendo brani che convincono e che immagino, in sede live, daranno il meglio di sé. Tutto è al posto giusto, tutto scorre con una tale mancanza di (appetibili) sorprese che,paradossalmente, va anche bene così: il risultato, per certi versi, c’è, anche se comunque vi è ancora chi riesce a far meglio anche in questi sensi staticamente brutali (My Damnation/Chelsea Grin/vi dicono niente? ).
Lungi da me dirvi che Until I Feel Nothing non sia un pasto appetibile per chi si lacera l’anima ogni volta che sente una sette corde vibrare assassina od un breakdown tirarvi giù i muri di casa, perché lo è (senza una grande qualità comunque), però bisogna domandarsi se serva davvero avere un disco discreto e nulla più che di certo non aggiunge nulla di significativo alla carriera dei Carnifex. Se tutto ciò vale i vostri soldi, lo potete trovare, nel momento stesso in cui scrivo, su Play.com a 10 euro.
Chi si accontenta gode...
................................... così così.
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.