A due anni dall’ acclamato Hail Destroyer tornano i canadesi Cancer Bats. Mettiamo subito le carte in tavola: dal disco precedente cambia ben poco. Siamo sempre alle prese con un HC dalle forti influenze sudiste, una sorta di Every Time I Die allo sciroppo d’acero. Sicuramente coinvolgenti, grintosi e dinamici. Peccato che il disco scivoli via senza lasciare nulla, se non la sensazione di aver passato quaranta minuti piuttosto piacevoli. Non che ci siano difetti evidenti o cadute di stile imperdonabili, semplicemente le tracce scorrono e ci si dimentica di premere nuovamente play. Esiste forse una colpa maggiore in un periodo di assoluto eccesso di proposte come questo? L’unica perla indimenticabile del lavoro rimane la bonus track, cover della leggendaria Sabotage a opera dei Beastie Boys. Al di là dell’assoluto valore del pezzo di partenza rimangono una freschezza e una genuinità che lo elevano immediatamente a episodio migliore dell’intero opus. Un giusto dosaggio tra brutalità e aperture melodiche non riesce più a garantire la caratura di un disco, così come un andamento mai noioso o seduto su se stesso. Negli anni di MySpace, Blogspot e Torrent vengono premiate solo le band capaci di svettare. E quando non si hanno le capacità tecniche e/o creative ci si deve buttare sulla foga d’esecuzione. Quella grinta capace di far smuovere la testa anche al più scettico degli spettatori. Può sembrare cinico, ma la dura verità è questa: essere semplicemente un buon gruppo non porta più da nessuna parte.
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