Sembrerà paradossale, ma c’è qualcosa di vagamente rassicurante nel grind di livello medio-alto (che sarebbero poi quelle produzioni dove capisci chi sta suonando cosa). Dopotutto si finisce per infilare il cd nel lettore con la ferma sicurezza di stare per subire 20 minuti di pura furia sonica, incontaminata da ogni forma di trend e realmente estrema. E la stessa cosa succede anche con gli Exhale. Non siamo ai livelli della geniale intolleranza dei vari Gridlink, Gadget o Mumakil, ma gli ingredienti per un grande album grind core ci sono tutti. Chitarre soffocanti, blastbeat sconsiderati, vocals al vetriolo. Un’ amalgama talmente devoto all’estremo da far soprassedere anche a una presunta (ma non così ingombrante come si potrebbe pensare) mancanza di originalità. Gli svolazzi industrial di band come Antigama o le cessioni alle briciole di melodia care ad Atka e Dr.Doom non trovano di certo spazio in questi lidi. Totalmente votati alla scuola svedese, gli autori di Blind travolgono l’ascoltatore con un muro di intransigenza capace di spazzare ogni traccia del deathcore tanto in voga in questi tempi. Se si amano veramente certe sonorità è l’equivalente di una boccata di ossigeno in una stanza dove una carcassa in putrefazione aspetta di convincersi della propria morte. In fin dei conti decisamente grind. Per riassumere tutto questo in un’unica espressione penso che non esistano parole migliori di quelle del grande Tanaka Tsuchida (noto esperto di musica estrema) “I bet you thought that new over produced multi track trigger laden piece of shit in your car stereo was brutal. Guess what? It’s not!”. Più chiaro di così!
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