Bleeding Through / “This Is Love, This Is Morderous”

This Is Love, This Is Morderous

Bleeding Through

This Is Love, This Is Morderous

, 2004

Voto: -

Se doveste scrivere la ricetta per il perfetto disco metal-core nell'anno di grazia 2003-04 da cosa comincereste? Probabilmente vi basterebbe comprare il debut di questa nuova band made in Orange Country per avere tutte le risposte a portata di mano: infatti, i Bleeding Through riescono a raccogliere in un solo lavoro tutte le sfaccettature (positive e no) di questo nuovo trend estremo.
Prendete una tonnellata del metallo più denso e pesante, quello che va dagli Slayer (veri numi tutelari di tutto l'HC new school) fino alle meravigliose derive scandinave di In Flames, At The Gates e Haunted, senza dimenticare una spruzzatina del black meno malvagio e minimale, aggiungete poi una tecnica di tutto rispetto (notevolissima da parte del drummer), attitudine romantico decadente quanto basta e una super produzione che valorizzi il tutto. Sembra che ci sia tutto, a parte forse la cosa più importante: la componente HC. Ed è qui che il meccanismo si dimostra meno perfetto di quello che sembra: negli States (dove, ricordiamo, gli Slayer sono diventati famosi solo con gli ultimi due lavori...) probabilmente i kids non potrebbero chiedere di meglio, ma nella vecchia Europa, dove abbiamo mantenuto un senso critico decisamente superiore, non riusciamo proprio a farci piacere tutto. Il disco, perlomeno a livello formale, si dimostra perfetto e senza sbavature di sorta: la pesantezza del sound è indiscutibile e la composizione delle canzoni è spettacolare, la presenza di tastiere atmosferiche dona al disco una profondità ed un'originalità inedite, senza contare un ‘ immagine potentissima e curata fin nei minimi particolari. Peccato che io non riesca proprio a immaginarmi cinque ragazzotti (più una fanciulla alle keyboard) californiani cresciuti a sole, mare e hamburger nei panni del metallaro svedese o norvegese! A questo punto preferisco i ben più ferali Darkest Hour che, oltre ad avere registrato il nuovo disco nei Fredman Studio (Svezia) con l'aiuto di originali singer death (Tompa, Anders Bjorler, Peter Wichers,..), hanno saputo miscelare il nuovo sound metal-core con l'impegno politico e con la fisicità tipiche dell'HC. In altre parole hanno saputo miscelare le cose migliori dei due generi, andando direttamente al nocciolo della questione.
Sarà vera gloria quindi? Sicuramente band di questo tipo venderanno moltissimo e nel giro di pochi mesi vedremo prolificare una pletora di band-clone, perfette sotto ogni punto di vista ma carenti nel carattere che ha reso leggendari gruppi come Hatebreed, Arkangel, Strife,... ma per quanto verrà dopo è dura fare pronostici.
Mi riservo dal dare una votazione numerica al disco, poiché può variare dal 8/9 (punto di vista formale ed esecutivo) al 3 (se si considera feeling e attitudine).

Tags:
Commenti

Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.