All’ultimo incontro coi North Carolina finest mi ero congedato con un’aporia a proposito del percorso intrapreso dai cinque, piuttosto che limitare l’analisi al cd in sé, ed è ora di fare i conti con l’ultimo arrivato in casa BTBAM . Un ep di sole 3 tracce ma piuttosto denso, 30 minuti spaccati di peregrinazioni tra un genere all’altro come solo loro sanno fare.
Un esperimento per tastare il terreno guadagnato dal contratto con la celebre Metal Blade? Forse, di sicuro un pargolo dalle potenzialità inespresse, dai lineamenti ancora abbozzati.
Non riesco a capire. Le idee ci sono, gli spunti a far meglio devono essere rimasti dietro l’angolo e il lazo della loro creatività dirompente non riesce a raggiungerli, perché altrimenti è inspiegabile lasciare così impunemente vuoti e informi certi passaggi che, per dirla tutta, su Colors avrebbero avuto vita breve.
Si sente la spregiudicatezza dell’incedere totalmente unico e irripetibile eppure qualcosa sfugge ai nostri; diversamente tale pochezza potrebbe rappresentare il sangue da versare per il ‘salto di qualità’. Mancano le lacrime e l’airdrumming istintivo di Ants Of The Sky , il laborioso intrecciarsi alla perfezione degli strumenti, manca il sussulto, quell’impalpabile scintilla geniale. Swim To The Moon era meglio lasciarla al cd precedente evitando l’autoplagio, fino a qua il problema è arginabile, di tutt’altra lega il dissapore da calare a malincuore.
The Parallax: Hypersleep Dialogues scivola attraverso l’intro pomposo andandosi a perdere dentro mareggiate di tastiera sintetica, proseguendo su danze armene e black sinfonico dai pretesti ormai probanti di prog rock, cesellati dall’inarrivabile Tommy Rogers. La pregiata materia prima tuttavia pesa sulla coscienza di chi sa bene cosa aspettarsi dallo stesso gruppo capace di partorire Sun Of Nothing , quei maledetti raccomandati da Apollo, coloro i quali all’ineccepibile tecnica univano un coinvolgimento empatico da tachicardia. Riunendo ogni album, da The Silent Circus ad oggi, la composizione ottenuta forma una curva il cui culmine ancora si fa attendere.
La cornucopia offerta si è arricchita formidabilmente di sperimentazioni a lungo raggio, costrutti musicali estremamente policroni e contenuti rimarcabili divenuti sinonimo di progressive metal d’eccezione.
Ora datemi un buon motivo per lasciare la benda sugli occhi e rinunciare (tenendo ferme la tecnica e la composizione sublime) al sentimento.
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