Seppur apprezzando tantissimo la scena Metal canadese, devo ammettere che i Beneath the Massacre non sono un gruppo che, con la propria personalità, ha mai fatto particolare breccia in me.
La strafottente esasperazione della proposta siderurgica unita al martellante incedere senza sconti, punto di forza del combo, non hanno abbandonato i nostri neanche ora, regalandoci un gustoso EP di ben 5 tracce, durevole solo una decina di minuti ma senz’altro utile a ricordare al mondo chi e cosa sono i Beneath the Massacre. Forse proprio questo limitato minutaggio, o forse la più contenuta indole mitragliante qui espressa, fa sì che Marée Noire sia un lavoretto che, decisamente, lascia il segno fin da subito, scorrendo fluidamente nella sua spigolosa concezione, aiutato anche da brani con la B maiuscola, giusto compromesso fra pesantezza, tecnica ed ostinazione.
Le continue mitragliate di Dystopia sembrano essere state un poco smorzate in favore della nostra sopportazione uditiva e di un andamento più groove, anche se qui la parola “groove” assume un significato tutto suo. Indubbiamente, per molti, sentire Marée Noire equivarrà ad un’ esplosione caotica con pezzi di ferro che arrivano da tutte le parti in maniera casuale e roboante, colpendo con ferocia ogni nostra fibra dedita a cercare d’imbrigliare l’impatto sonoro, per studiarlo, comprenderlo. Ma probabilmente, tutto questo voler analizzare è un atteggiamento sbagliato con i Beneath the Massacre: molto meglio invece abbandonarci allo sfiancante turbinio dei vari brani, più semplice e godurioso.
Ecco allora che, ancora una volta, questi maestri del Death Metal brutale e, soprattutto, tecnico, diventeranno un appetitoso prodotto per chi cerca la vena più cervellona e difficile di questo genere, mentre per chi schifa questi amanti delle produzione senza marciume e dalla spiccata maestria nel mestiere, ostentata senza vergogna, sarà la solita uscita da lasciare a chi piace fare le zozzate con i propri strumenti.
Va anche detto che, probabilmente, questo piccolo Ep è anche più accessibile del materiale rilasciato fin’ora dai canadesi. Certo, qualcuno potrebbe non essere poi molto d’accordo, ma ho personalmente trovato più porte aperte per entrare nel fatato mondo dei Beneath the Massacre. Una semplice sensazione? Forse; sta di fatto che qualche noiosa mitragliata in meno c’è, e questo aiuta lo scorrere del lavoro.
Lasciatevi quindi demolire da The Casket You Sleep In, titolo che è tutto un programma dato che difficilmente riuscirete a dormire tra gli incessanti assalti multiformi, o Black Tide, forse la migliore del lotto, davvero coinvolgente nei suoi sweep e nelle accelerate da scavezzacollo.
Un lavoro davvero piacevole (considerando che questo forse non è il giusto più adeguato), in attesa di un nuovo album.
La strada qui percorsa sembra assolutamente spianata a qualcosa di decisamente interessante e potenzialmente devastante, migliorando secondo me – non poco – la fluidità, monolite non facile da superare in casa Beneath the Massacre.
Avanti gli amanti del mal di testa sponsorizzato da musica per matematici cattivi.
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