Enslaved / “Axioma Ethica Odini”

Axioma Ethica Odini

Enslaved

Axioma Ethica Odini

Indie Recordings, 2010

Voto: 6/10

Nella loro lunga e generosa carriera gli Enslaved non mi hanno mai entusiasmato particolarmente. Ad essere sincero continuo tutt’ora a preferire le sonorità dei primi anni novanta (leggi Yggdrasill, 1992) rispetto alla svolta avvenuta poco dopo il volgere del millennio. Tutt’ora considero Below the Lights un album interessante e sottovalutato ma negli anni successivi ad esso gli Enslaved non sono riusciti a pubblicare un album che soddisfasse appieno i miei gusti. Blasonati come alfieri del progressive metal dalle sonorità estreme, non riuscivo a vedere allora come non riesco a vedere oggi questa vena marcatamente prog che i recensori continuano ad affibbiare a questo gruppo. Gli spunti da cui gli Enslaved traggono ispirazione sono ben lontani dal genere e di sicuro questo Axioma Ethica Odini non fa eccezione.
L’ultimo disco della band, prodotto e pubblicato dalla Indie Recordings, giunge due anni dopo il discusso Vertebrae e non aggiunge niente di nuovo a quanto già stato detto dal quintetto norvegese. Sebbene oramai la Norvegia non guardi più al passato ma si proietti verso il futuro della musica estrema, per quanto riguarda questo 2010 ci sono stati ampi e ricchi buchi nell’acqua. Band dal nome importante o neo-promesse deludono, almeno il sottoscritto, con i loro ultimi lavori. Gli Enslaved esperienza ne hanno da vendere ma evidentemente questo non basta a concepire materiale nuovo. O quantomeno a tirare le somme della svolta stilistica a cui sopra accennavo. Senza infamia né lode, Axioma Ethica Odini svolge il lavoro che ci si potrebbe aspettare da un qualsiasi disco di black metal, sebbene ibridato ed ammorbidito. Niente di eccezionale quindi. Il disco è molto “chitarroso”, con una buona sezione ritmica anche se non troppo ricercata e un uso dell’effettistica parsimonioso ma incisivo. La voce subisce un continuo alternarsi tra harsh e clean vocals. Sia le parti più violente del disco che quelle più rilassate e melodiche sono suonate con una maestria non indifferente, che sembra provenire più dagli anni di militanza live e studio che da una ricerca certosina sul suono del materiale composto. Gli episodi veramente sopra le righe si contano sulle dita di una mano. Le prime tre dita. Gli unici brani che riescono, in un modo o in un altro, a sfondare la soglia della mera accettabilità si riducono a Ethica Odini, Raidho e Nightsight. Sprazzi di ispirazione si ritrovano anche nella conclusiva Lightening, oscurati però da una struttura troppo macchinosa per rendere agevole l’ascolto del brano. Il resto, me lo concederete, è abbastanza noioso forse grazie al fatto che canzoni di questo tipo hanno saturato il mercato da un bel po’ di tempo. Il tratto più penalizzante, per chi scrive, è il continuo clivaggio a cui sono sottoposte le varie parti di ogni brano, che non riescono a saldarsi in una struttura continua ed armoniosa. Un vero peccato perché la registrazione è di tutto rispetto e i suoni sono curati nei dettagli, permettendo all’ascoltatore di godere di una qualità veramente ineccepibile sotto questo punto di vista.
Sarà che ormai la concorrenza è spietata, sarà che dopo vent’anni è anche possibile che le idee comincino a mancare, per tutti i motivi sopra elencati il disco non sarà certo da annoverare tra le migliori uscite dell’anno in corso. Ad ogni modo è un disco piacevole da ascoltare. Piacere che diventa godimento vero solamente nei primi due brani, unici esempi di songwriting ispirato ed efficace.

Commenti
Northern
Northern ha scritto 1 anno fa:
A me invece, per una volta, han proprio convinto. Era dai tempi di Isa che ci andavano dietro...
MoD
MoD ha scritto 1 anno fa:
Ottimo disco, anche se un po' "mainstream" per me... la produzione è luccicante, le composizioni un po' troppo melodiche e, sinceramente, mi sembrano una versione black metal degli Opeth... Vertebrae era molto meglio...

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