Il mini cd di cui stiamo scrivendo rappresenta l’ultima release della Trazeroeuno, label italiana, che da alle stampe il prodotto in queste ultime settimane dell’anno duemiladieci. Questo disco raccoglie in poco più di trenta minuti di musica un brano degli Asofy, gruppo italiano dedito ad un black metal visibilmente intaccato da acidi sperimentali e capitanato da Tryfar, ed un brano degli Sleeping Village in cui, oltre al già menzionato Tryfar, milita M., già all’attivo anche con i Blue Deers ed i Cervix. Si può senza ombra di dubbio affermare che più casereccia di così una produzione non si era mai vista. E questo è un bene perché l’etichetta italiana ha bisogno di prodotti per farsi conoscere nelle sue molteplici sfaccettature sonore, forte di una cura per i particolari ed un impegno che nelle label indipendenti non sempre sono all’altezza del pubblico più esigente.
Come al solito, già l’apparato grafico e il package del disco rientrano negli standard piuttosto elevati delle altre produzioni dell’etichetta. Semplice ma curata e d’impatto la sleeve di cartoncino cela al suo interno le informazioni sul disco più un set di tre fotografie tutto ad opera di “capitan” Tryfar.
La musica che viene esposta in Information/Noise si divide in due, marcando in modo piuttosto evidente la prima composizione dalla seconda. Lo stile degli Asofy, mi spiace doverlo ammettere, subisce in questo disco una sterzata verso luoghi ahimè piu noiosi rispetto al validissimo disco precedente, Lento procedere prima del sonno, che mi aveva entusiasmato per il suo sound cupo e sulfureo, influenzato a mio avviso più dalle cadenze del funereo doom metal che non dai ruggiti del black. Cosa che invece avviene in questo ultimo lavoro. Di per sé il brano non è una brutta composizione ed anzi al suo interno ci sono dei momenti più che felici con soluzioni ritmiche indovinate ed un sound decisamente pregevole ma gravato forse da una eccessiva prolissità. Dodici minuti sono troppi per poter esprimere in modo lineare il mood del brano che a me è sembrato decisamente sovraccaricato.
I territori più violentemente noise del disco risiedono nella sua seconda parte. In diciassette minuti di follia gli Sleeping Village rilasciano tutta la loro verve artistica giocando con suoni che spaziano da opprimenti divagazioni rumorose ad appena accennate melodie chitarristiche. Il tutto condito con ampie porzioni di harsh vocals e blastbeats batteristici. Le intenzioni del brano sono più che positive ma anche questa volta, a parere di chi scrive, l’eccessiva prolissità del brano gioca un ruolo negativo nei confronti del gradimento finale. È un vero peccato perché proprio verso il finire dei questa traccia si assiste al suo momento più luminoso, dove nella coltre di nebbie elettriche dall’odore d’inferno digitale fa capolino una imponente sezione armonica cadenzata che spezzando il ritmo del brano concede ad esso una evoluzione totalmente inaspettata. In chiusura, tra suggerimenti chitarristici dalla venatura melodica e grida disperate, un drone distorto conclude l’opera del dormiente villaggio.
Questo disco conferma l’ottimo stato di salute della Trazeroeuno, una delle più promettenti etichette che mi è capitato di incontrare sul suolo italiano. Dall’altra parte è anche il testimone di un mezzo passo falso determinato non tanto dal tipo di musica suonato quanto dalla lunghezza pedante delle composizioni. L’ottimo ed austero suono degli Asofy risente veramente tanto di questa caratteristica nonostante anche il loro precedente lavoro presentasse canzoni di minutaggio non certo esiguo.
È comunque un prodotto interessante che ci rende partecipi della situazione underground del Bel Paese dimostrando come anche da noi ci siano situazioni musicali sconosciute ai più ma apportatrici di idee nuove e voglia di suonare. Credo che per giudicare la validità compositiva ed esecutiva degli Asofy e degli Sleeping Village dovremmo aspettare i relativi full lenght, confidando che non lasceranno sicuramente delusi i fan più intransigenti.
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