Arvorar / “Recede”

Recede

Arvorar

Recede

Le Crepuscule Du Soir, 2011

Voto: 7/10

Zero notizie circa questa nascosta entità proveniente dal brasile. Certo, accostare parole come black metal e dark ambient alla terra della foresta amazzonica procura sempre leggeri pruriti, ma queste sciocchezzuole vengono subito grattate via ai nastri di partenza (quando verremo accolti freddamente dall'introduzione Absence). Il breve ascolto interamente strumentale (appena 32 minuti) scorre tiepido e senza il minimo rischio/problema di sorta. La musica del progetto Arvorar è cupa e opprimente quel tanto che basta, ma nonostante questo riesce a mantenere su di se una strana e fioca luce. Efficace, manieristico e semplice, questi i termini che balzano subito all'orecchio, Recede è un disco di trasporto, un disco che ha come unico scopo quello di traghettare l'ascoltatore su un percorso arido e "depressivo".

Parte elettrica e parte atmosferica si dividono il palcoscenico molto bene, e quando l'unione fa la forza non si può che stare fermi, imbambolati ed apprezzare. L'operato del Burzum più atmosferico deve essere stato di determinante importanza per la musica di questo progetto, si sente abbastanza chiaramente come Recede voglia remare in quella direzione, basterebbe il sospiro (ma forse è tastiera?) che si percepisce lontanamente nella title track, una traccia martoriante e ossessiva in grado di mostrare l'essenziale abilità di Arvorar per capirlo. Reflection è l'altro pezzo forte dell'uscita, sembra quasi di vederlo chiaramente il momento in cui la notte lascia posto al giorno, un vero trionfo estatico. In Reflection viene battuto un territorio non lontano dal migliore Vinterriket, un ambientazione che ritroveremo svolazzante anche nella lunga Recall, dove timidi rintocchi ci trasportano al silenzio finale. Il vero peccato alla fine è quello che tutto finisca cosi in fretta, non si fa in tempo a crearsi il proprio habitat che tutto è finito, questo a conti fatti l'unico lato negativo di Recede.


Incentivi vari sono la limitazione di poche copie dell'opera e l'oscura e nebulosa copertina che ben si sposa con le note che andremo a sentire. Recede è un percorso naturale, l'ideale per chi cerca qualcosa di dannatamente semplice (c'è ancora qualcuno vero??) in grado di tenere un poco di compagnia dando le tanto ricercate sensazioni "di vuoto".

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