Anneke Van Giersbergen / “Everything Is Changing”

Everything Is Changing

Anneke Van Giersbergen

Everything Is Changing

Agua Recordings, 2012

Voto: 8/10

Se Re Mida avesse una controparte femminile quella sarebbe senz'altro Anneke Van Giersbergen, ormai ne sono profondamente convinto. Fatele cantare qualsiasi cosa e vedrete che lei la tramuterà in qualcosa di altamente sopraffino. Non riesco ad elaborare altri concetti ascoltando l'ultima sua fatica da solista intitolata Everything Is Changing. Ascoltarlo è un continuo stregamento, la sua voce riuscirebbe a tramutare in qualcosa di sopportabile anche la peggiore delle canzoni, figuriamoci quando queste riescono già discretamente in partenza.

Con Everything Is Changing ci troveremo davanti un lavoro rock/pop con tutte le varianti del caso (qualche passaggio debitore dell'ultimo periodo di Anneke con i The Gathering c'è, e non mancano nemmeno pezzi più lenti e qualche raro momento "confusionario"). Se la base di fatto è molto semplice (non siamo troppo distanti da composizioni alla Alanis Morisette o Avril Lavigne tanto per capire subito l'antifona) quello che stupisce ancora una volta (o forse no, fate voi) è la versatilità di una artista che plasma ogni strofa e ritornello possibile a proprio piacimento e tornaconto, rendendolo in qualche modo "vivo" e piacevole da ascoltare.

Con questi dati alla mano possiamo decidere se il prodotto fa per noi o meno, non c'è metal, ma fra tutte le possibili sorprese questa è di certo la minore (le distanze ormai sono state prese da diverso tempo). Si andranno ad ascoltare una serie di brani d'autore davvero efficaci come Feel Alive e Take Me Home (per i quali ha girato anche i video, semplici e "frontali" come la musica), My Boy (fragile e materna), Stay (onirica e oscura a suo modo), la title track, Circles (da pelle d'oca ogni volta che la sento), You Want To Be Free e Slow Me Down (sbarazzine), Hope, Pray,Dance, Play (trascinante grazie ad un refrain fatto per essere ricordato) e la conclusiva 1000 Miles Away From Home (classico brano da standing ovation). L'unica pecca è rappresentata da Too Late, unico pezzo a mio parere sottotono (ma comunque ascoltabile) e veramente evitabile.

Anneke come un usignolo arriva piano piano, ci imbarazza quasi con la sua voce, una creatura che non poteva finire da altre parti se non su un palco a cantare ci dona un altro regalo preziosissimo, sarebbe da stupidi non apprezzarlo per quello che è lasciando da parte recite o messinscene da poppanti. Relax ed Anneke, ottima terapia contro la negatività, assicurato.

Commenti

Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.