Amorphis / “Magic & Mayhem: Tales From The Early Years”

Magic & Mayhem: Tales From The Early Years

Amorphis

Magic & Mayhem: Tales From The Early Years

Nuclear Blast, 2010

Voto: 7/10

Il sestetto finlandese ha compiuto quest'anno il suo ventesimo compleanno, e possiamo tranquillamente sbilanciarci dicendo che hanno seriamente deciso di esagerare con i festeggiamenti.

Duplice regalo per i fans, dunque: il primo è il ricchissimo CD/DVD Forging The Land Of Thousand Lakes, uscito pochi mesi fa, contenente tonnellate di materiale (live e non) che percorre la carriera della band, dai recenti live al Summer Breeze Open Air 2009 e The Oulu Show, a un interessante documentario (Tales From The 20 Years) e diversi video-clips.
Il secondo è l'album in questione: Magic & Mayhem: Tales From The Early Years, una raccolta di vecchi successi, riveduti e reinterpretati dalla lineup corrente.

Se siete venuti a conoscenza degli Amorphis solo con le loro più recenti release (Eclipse, Silent Waters o Skyforger), dovreste senza ombra di dubbio procurarvi questo disco celebrativo, che raccoglie e riarrangia in modo magistrale una selezione delle migliori tracce dei primi tre anni di vita della band, che caratterizzarono l' era più estrema degli Amorphis.

Attenzione: se state pensando al classico "The Best Of", non potreste essere più lontani dalla verità. Si tratta di un album "autocelebrativo" e decisamente interessante, che ci mostra non solo le ottime capacità della attuale lineup, in grado di rivedere e interpretare al meglio i pezzi che iniziarono la band alla scena metal internazionale vent'anni fa, ma anche uno scorcio affascinante dei primi passi di questa band storica.

Dimenticatevi per un attimo le delicate e raffinate melodie di Silent Wars e Skyforger, su Magic & Mayhem: Tales From The Early Years gli Amorphis non vi daranno un attimo di tregua: pestano dall'inizio alla fine.
Troviamo la cover degli Abhorrence Vulgar Necrolatry (swedish death metal anni '90), tratta dall'album The Karelian Isthmus del 1992 insieme a Exile of the Sons of Uisliu e The Sign from the North Side. Seguendo l'ordine cronologico della discografia della band, troviamo Magic and Mayhem, Into Hiding, Black Winter Day, The Castaway, Drowned Maid tratte dal masterpiece Tales From the 1000 Lakes del 1994, nelle quali le clean vocals di Joutsen arricchiscono (seppur senza dare valore aggiunto) gli arrangiamenti delle canzoni scritte ben 15 anni fa, rendendole in qualche modo più moderne.
Con My Kantele, On Rich and Poor, Song of the Troubled One and Against Widows, originariamente pubblicate su Elegy del 1996, si chiude lo scenario "Amorphis 1992-1996", dopo il quale la band decise di dedicarsi a sonorità più progressive e ricercate.

Bellissima la bonus Light My Fire dei Doors, una delle migliori e meglio riuscite cover death metal di sempre.

Un bell'album per i fans della band che vogliono emozionarsi riascoltando gli esordi di uno dei pilastri del metal degli anni '90, in versione sicuramente più matura e sottolineata da una produzione impeccabile (pur mantenendo il "marciume" delle chitarre, senza esagerare, che caratterizzava quegli album).

Un bell'album anche per i supporter degli ultimi Amorphis, pur mostrando un lato ben più estremo e violento della band, è interessante e curioso sentire quanto questo riffing spietato e devastante scorra ancora nelle vene di questa band.

Un ottima opportunità di riavvicinarsi alla band per tutti coloro che non avessero apprezzato la nuova piega "troppo melodica" che gli Amorphis avevano preso da una decina d'anni a questa parte.

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