Amia Venera Landscape / “EP 2009 ”

EP 2009

Amia Venera Landscape

EP 2009

Autoprodotto , 2009

Voto: 8/10

Già distintisi al Suonika Live Contest (vincendone l’edizione ) e con il brano “A New Aurora” contenuto nella compilation Neurosounds Vol.1 nel lontano 2007, gli AmiaVL ritornano a deliziarci sfruttando una stucchevole abilità nel modellare a loro piacimento ( e stupendamente) assetti dalle polarità antitetiche che ben si invertono tra loro, nel variegato sistema in cui balenano chitarre incorporee, dapprima leggiadre arpe a sostegno di cristalline backvocals, complici delle polifemiche intrusioni ( "Nicholas" 3:57, l’attacco è soverchiante) conservando sempre una compostezza elegante nell’assecondare il dispotico vocal di libera ispirazione Cult Of Luna, totalizzante in cotanta aridità. Gli ammalianti rintocchi delle suite sfiorano l’ambient, si torcono straziate attraverso risvolti poisonthewelliani ammantati di pathos collerico e costellati da fantasiosi paradiddle, creando un’amalgama emblematica compiacente una nutrita fetta di pubblico, dai più irriducibili fans degli Isis agli Underoath afecionado. L’ep si apre con il crescendo dei feedback come in una visione escatologica, ed immediatamente ci adesca tra le sue spire. Nel dolce soffocare le imminenti mura presto si disfano in impalpabili tendaggi ma solo per poco, sino al counterattack serpeggiante degli strumenti che turbinando attorno al duettare delle voci creano un’idilliaca orchestra di violini, un tripudio infranto solo dal nostalgico piano outro. Il fervore artistico è inusuale, schietto,gonfio e assuefatto da stilemi ostici da applicare ad architetture così complesse(pensiamo ai Pelican) ma mai colpevole di passiva emulazione, semmai capace di contrarre nuove genialità e coagulare influenze così statiche verso risonanze sentimentali accattivanti ed insieme profonde. Avvicinandosi a toni umorali davvero trasportanti, il risultato non può non essere eminente. Le sibilliche occhiate vocali raggiungono lo zenith in "Nicholas" e senza tralasciare i medesimi effetti biforcuti del guitar tracking, oscillante tra il lacerante e il portamento sinuoso, rimandano a sotterrate attese e speranze dissolte, elementi ricorrenti nel walzer delle passioni. "Glances" non è da meno, senza preamboli ( esclusivamente qualche nota di piano ) travolge l’ascoltatore in media res, un vero e proprio campo lisergico, uno sfogo dirompente presto quietato dalle brillanti variazioni di batteria e dall’arpeggiare pacato e adamantino. Interiorizza l’anima del gruppo, indomabile e torrenziale ma sostanzialmente passionale , padroneggiandone l’aritmia. Ho un certo sentore su questo sestetto veneto , sicuramente posseggono mente e cuore per ripetersi in ulteriori ineccepibili prove, le preghiere stavolta vanno rivolte alle booking e alle label detentrici del potente attrezzo promozionale. Rimane soltato augurargli la meglio visibilità anche sul piano internazionale e gratificanti soddisfazioni , risentiremo presto il nome Amia Venera Landscape.

Commenti
Asradel
Asradel ha scritto 2 anni fa:
forse, se proprio devo fare un appunto, le clean vocals non mi fanno impazzire...
Faust
Faust ha scritto 2 anni fa:
io le adoro!!!

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