All Shall Perish / “This Is Where It Ends”

This Is Where It Ends

All Shall Perish

This Is Where It Ends

Nuclear Blast, 2011

Voto: 9/10

Dopo l'ultimo album, gli All Shall Perish decisero di continuare senza Chris Storey e Matt Kuukendall, rispettivamente chitarrista e batterista. Scelta rischiosa pensai, temendo un calo di rendimento sul lato creativo del combo. I californiani invece tornano oggi con una lineup più invincibile che mai, con Francesco Artusato, di origini italiane (giusto per andarne fieri), alla chitarra e Adam Pierce alla batteria.

Fin dagli inizi ho riconosciuto negli All Shall Perish una band dalle infinite qualità, capace di miscelare sonorità estreme, spudorata violenza, attitudine hardcore e melodia: già in precedenza, quando tutte le band deathcore della scena sembravano sfornare lo stesso album con lo stampino, ecco che arrivavano gli ASP a dettar legge e a settare nuove frontiere nel neo-genere, attingendo da classici e aggiungendo una spiccatissima e riconoscibile personalità, sempre.

"This Is Where It Ends" non smentisce l'andazzo, anzi, a dirla tutta è andato anche ben oltre le mie aspettative!

I riff monolitici si fondono a momenti massacranti in due quarti in pieno stile At The Gates, ma sempre mantenendo una impronta fresca assolutamente innovativa, il tutto arricchito da breakdown e sezioni ritmiche capaci di spezzare il collo a chiunque in pochi secondi.
Condite il tutto con due chitarristi eccezionali, in particolare la new entry Francesco, veramente un fuoriclasse che vi lascerà a bocca aperta in più di una occasione. Una ulteriore nota di merito per Hernan "Eddie" Hermida, che ancora una volta spazia con una maestria impressionante da growl profondi a screams taglienti come pioggia acida, rendendo le vocals mai piatte nè scontate.

I pezzi da non perdere, per nessuna ragione: There Is Nothing Left (Non vedo l'ora di sentirla dal vivo e assistere al massacro), la bellissima downtempo Procession Of Ashes e la mastodontica Royalty Into Exile, che verso metà sfoggia il miglior riff dell'album. Tra l'altro quest'ultima è presente sull'album in edizione limitata anche in versione cantata in spagnolo, dal titolo Nobleza En Exilio.

Impossibile non farsi prendere da questo album. Saprà conquistare tutti i fans del death metal in ogni sua forma, dagli appassionati dello stile americano di fine anni 90, ai fanatici del più moderno deathcore, senza neppure tralasciare gli amanti di melodic death svedese, per i particolarissimi intrecci di melodie e velocità delle chitarre!

Sicuramente tra le migliori uscite del 2011.

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