Aiumeen Basoa / “Iraganeko Bide Malkartsutik ”

Iraganeko Bide Malkartsutik

Aiumeen Basoa

Iraganeko Bide Malkartsutik

Erzsebet Records, 2010

Voto: 8/10

I baschi Aiumeen Basoa arrivano al traguardo del primo full-lenght dopo uno split di quasi dieci anni fa. Un nuovo inizio per la formazione e molta curiosità per noi. Il primo impatto con loro crea di per sè interesse, il nome, la provenienza e il genere. Trattasi di folk metal estremo e qui tutti penserete "che palle l'ennesimo gruppo folk fenomeno da baraccone per far felice la moltitudine di kids ossessionati da Finntroll, Korpiklaani e altri simili". Ed invece sta qui l'errore, evitare gli Aiumeen Basoa, primo perchè hanno ben poco da spartire con il resto della scena folk "che tira" (la loro musica sembra provenire come intenti e produzione direttamente dagli anni 90), secondo e naturalmente più importante, la musica di qualità che i nostri riescono a tirare fuori in questo esordio.

"Iraganeko Bide Malkartsutik" non è cosa facile, partendo dalla durata considerevole delle canzoni (la media è piu o meno di nove minuti) si può già capire di quanto il disco necessiti di lavoro "uditivo" per riuscire nel suo intento di convincere l'ascoltatore. Tenendo conto che si tratta pur sempre di un disco folk metal si può trarre la conclusione di come il fatto sia quanto meno raro.

Non so quanti lettori conoscano una realtà ungherese dal nome di The Moon And The Nightspirit, fautori di un ethereal folk zigano di alto spessore. Bene, gli Aiumeen Basoa sembrano catturare quell'identico spirito aggiungendoci ovviamente parti di metal estremo (presenti parti black metal perfettamente integrate al resto). Il risultato è misticheggiante, molto vario (le canzoni passano da momenti molto dolci ad altri velenosi) e privo di una sola minima sbavatura compositiva. Oltre al reparto strumentale il disco decolla totalmente grazie alle parti vocali maschili/femminili. Ogni nuovo intervento, pulito o "sporco" che sia, impreziosisce l'album di volta in volta come in una sorta di viaggio di continuo arricchimento. Violini, tastiere ed acustiche completano l'impianto sonoro e la continua varietà fà si che la noia non si profili mai. Eccellente il duo di apertura formato da Kantauriko Trabain Erruak e Jentil Odola che assieme alla penultima e magica Ekaitzaren Begitik vanno a formare il tris di mie preferite (da lacrime nelle ultime due citate le strofe alla In The Woods, davvero da non crederci).

Etereo, "terreno" ed heavy, "Iraganeko Bide Malkartsutik" va ascoltato, metabolizzato, dopodichè non faticherà ad entrarvi nel cuore. Questo 2010 mi regala un altro ottimo prodotto e lancia una nuova formazione alla ribalta (spero). Se in passato avete dato un opportunità a formazioni uniche come Darkestrah, Negura Bunget, Falkenbach o Primordial ora datela anche agli Aiumeen Basoa e magari su questa lista potranno finirci pure loro.

Commenti
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
Ma suona vagamente come gli Empyrium?
DukeFog
DukeFog ha scritto 2 anni fa:
no no, meno poetici e più dinamici questi spagnoli (paragone ovviamente con i primi due Empyrium). Hanno proprio radici diverse diciamo ma forse forse un punto in comune è la produzione.
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
drò una ascoltata

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