Ihsahn / “After”

After

Ihsahn

After

Candlelight Records, 2010

Voto: 8/10

La discografia di Ihsahn comincia ad assumere proporzioni importanti. L'uscita di "Prometheus - The Discipline of Fire e Demise" sembra ormai appartenere ad un'epoca giurassica e dopo la dipartita del nome Emperor ricominciare/proseguire non era di certo facile. Ihsahn invece ha riversato tutta la sua classe nei vari progetti che lo hanno visto partecipe, continuando il suo percorso fatto di personalità e voglia di osare.

Dopo "The Adversary" e "angL" ci troviamo in questo inizio 2010 al cospetto di "After", terza fatica dell' Ihsahn pensiero. L'artista non stravolge il suo stile, tanto da pescare a piene mani nelle ultime due opere Emperor. A ciò va aggiunta la consueta genialità che da sempre lo accompagna. Genialità al servizio di canzoni che offrono una minima evoluzione ma sottolineano l'immane creatività del personaggio. Sintetizzando, cercate una qualche follia o progressione? avete bisogno di violenza ed odiate il sax? questo non è il disco per voi. Se volete ascoltare invece pezzi ben studiati, senza nessun punto di riferimento ben preciso e privi di una forma canzone non del tutto lineare allora "After" potrebbe stuzzicare il vostro apparato uditivo. Musicalmente lo si potrebbe etichettare come metal estremo (però,vista la mente dietro al progetto, non va banalizzata la definizione) infarcito di soluzioni "alternative", dalla massiccia presenza del sax ai momenti introspettivi. L'aspetto vocale è come di consueto magistrale (chi non adora le sue impostazioni canore d'altronde), e lasciatemi elogiare in particolare modo le parti vocali pulite che sono di una raffinatezza unica.

Sin dalla iniziale The Barren Lands salta all'occhio la dinamicità di Asgeir Mickelson alla batteria, altro mattatore del tutto. Semplicemente perfetta la clean vocal che irrompe in maniera divina spaccando la ritmica del brano. Il già citato sax fa la sua prima comparsa in A Grave Inversed, ritagliandosi sprazzi di follia sul tipico tocco compositivo "tirato" del norvegese. La calma della title track potrà causare sonnolenza a qualcuno ma la linea melodica rimane comunque d'autore e mi solleva un quesito interiore: sembrano i Solefald o sono i Solefald che hanno saputo apprendere parte della sua vena creativa rendendola personale?
Frozen Lakes On Mars vede la presenza di un ritornello pulito da sinceri applausi e spiana il territorio per le ultime quattro canzoni che rappresentano per chi scrive il lato forte di "After".
Due suite di dieci minuti dove Ihsahn dà sfoggio di tutta la sua bontà compositiva. La prima, Undercurrent, è una vera e propria prog/extreme song; la seconda e conclusiva On The Shores è la vera perla che lascia a bocca aperta. Sin dai primi secondi si respira un clima "epico" del tutto speciale con sax e strofe recitate alla grandissima. Il finale poi è un'apoteosi di goduria.
In mezzo troviamo la doppietta Austere e Heaven's Black Sea, la prima sognante ed eterea, nella quale trova spazio l' hammond per una finale denso d'emozione. La seconda mostra un lato inquietante dando un senso di straniamento.

Insomma, album importante e qui non ci piove. E' lecito aspettarsi di più dal suo creatore? Anche si, ma finchè si hanno sottomano lavori come "After" altri pensieri possono benissimo aspettare.

Commenti
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
Bella recensione ma non concordo. Secondo me After sarà anche carino da ascoltare ma è manieristico all'inverosimile. Premetto che sono un fan di Ihsahn con gli Emperor e con la partecipazione nel disco The Sham Mirrors degli Arcturus con il brano The Radical Cut che ha del miracoloso. Ma i suoi dischi solisti li ho sempre trovati banali e non all'altezza delle cose precedenti. Oltre il 7 non va. Nemmeno quest'ultimo, che comunque è quello che preferisco.
Thrasher
Thrasher ha scritto 2 anni fa:
Devo dargli un'ascoltata, i primi capitoli dell'Ihsanh solista non mi avevano convinto molto
Northern
Northern ha scritto 2 anni fa:
Grande grande disco, finalmente un Ihsahn convincente anche nella sua creatura solista.

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