Abigor / “Fractal Possession”

Fractal Possession

Abigor

Fractal Possession

End All Life, 2007

Voto: 9/10

Mi sarei davvero rotto le palle, ultimamente, di leggere in giro recensioni dei cd degli Abigor. Puntualmente stroncati. "Satanized" è stato sommerso di parole e questo nuovo "Fractal Possession" non è da meno. Ma io me lo ricordo bene, quando anche "Supreme Immortal Art" veniva denigrato, per non parlare dell' immenso "Channelling The Quintessence of Satan". Tutti puntualmente dei capolavori, ovviamente. A meno che non si voglia pensare che il buon PK abbia, ad un certo punto della sua carriera musicale, subito una tale botta in testa da rincoglionirsi completamente - cosa che peraltro lo scioglimento e poi la reunion degli Abigor poteva far pensare.
E invece no.
E poi mi sarei anche stancato di leggere in giro che "dopo un brutto album la band ha rialzato la testa", perchè vuol dire che non avete ascoltato bene nè questo nè quello precedente, dato che sono perfettamente allineati sia a livello compositivo che di sonorità: ciò che cambia è principalmente la produzione e una certa attitudine all'avanguardia.
Fatto sta che "Fractal Possession" rappresenta ciò che un gruppo Black Metal può proporre oggi senza copiare il passato. Gli Abigor non sono gli unici ad averci provato: i maestri MayheM ci sono riusciti - a mio giudizio - dopo non pochi tentativi, realizzando l' ottimo "Ordo Ad Chao", altro esempio di album controverso ma dall'alta qualità artistica indiscutibile. I Dodheimsgard ne sono un altro esempio, e mostrano come sia difficile confermarsi a questi livelli. Potrei citare i Diabolicum ultima maniera, o i Black Lodge (quelli si, forse un po' troppo canonici, compositivamente parlando), ma il tipico Abigor-sound si sente fino alle ossa, almeno per chi ben li conosce.
Non lasciate dunque trarvi in inganno dalla produzione, dalle sperimentazioni industriali, dagli inserti elettronici, dall' esecuzione assolutamente chirurgica: sono sempre loro, inconfondibili (potrei esemplificare decine di riff, dall'inizio di "Injection Satan" alla strofa intera di "Heaven Unveiled", dal finale di "The Fire Syndrom" al bridge sparato a mille di "Vapourized Tears", durante il quale sovente godo). E spaccano culi come sempre. E quest'album, se è vero che il tempo è galantuomo, sarà rivalutato, e coloro che oggi lo denigrano, se c'è una giustizia divina, accorreranno a baciare i piedi a questi tre austriaci che hanno fatto la Storia del Black Metal europeo.
E che, se il genere non sarà costretto ad implodere su se stesso e sulla pacchianaggine che il music-biz porta sempre appresso, continueranno a farla, assieme a quelli che hanno qualcosa di nuovo da dire e poggiano le loro radici ben piantate nella tradizione, come ad esempio i Deathspell Omega.
Velocissimo nero metallo contaminato, roba per intenditori: ritmiche impeccabili, riff maledettamente dissonanti, voce al vetriolo, partiture firmate Abigor. Musica da gustare nel tempo, quella che migliora al passare degli ascolti. Nove monumenti all'avanguardia della musica estrema.
Non fatevi fottere da chi ve li sconsiglia: sono dei pazzi, e il tempo darà loro torto.

Sinteticamente: l' ennesima perla ai porci. Post-black-metal-hate

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