Intervista ai Lilyum

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Li avevamo lasciati solo qualche mese fa con quel Princeps Malis Generis primo full "ufficiale" dei Byblis, li ritroviamo ora qui, con immenso piacere.

Stiamo parlando della premiata ditta Kosmos Reversum-XeS rispettivamente chitarrista/polistrumentista e vocalist di alcune tra le più interessanti realtà del panorama underground italico in ambito estremo. E per l’occasione siamo orgogliosi di presentare ai lettori il nuovo progetto dei Lilyum da sempre one-man band del polistrumentista piemontese per l’occasione "ricambiato" dal lavoro di XeS che ha prestato la propria voce nell’ottimo Nothing is Mine fresco di uscita sotto Dusktone e già recensito dal sottoscritto sulle pagine di questo sito.

Ed è proprio con Kosmos Reversum che abbiamo scambiato una piacevole chiacchierata, proprio in occasione dell’uscita del nuovo lavoro che si presenta come una vera e propria chicca per tutti gli amanti del black metal in generale, capace com’è di mantenersi dentro determinate coordinate di stile senza ripetere necessariamente gli stilemi tipici di un genere in cui, la linea tra validità e "pacchianità", è molto spesso troppo flebile. Ma bando alle ciance, la parola al protagonista…

Thrasher: Ciao Kosmos. Tanto per iniziare vuoi presentare la band ai lettori di Headbang?

Kosmos Reversum: Lilyum parla attraverso la sua musica, non credo sia troppo interessante fare un riassunto della nostra storia, con note biografiche, membri uscenti ed entranti ecc. Siamo ormai in giro dal 1999, e dal 2007 al 2011 abbiamo registrato 3 ep e 4 full-lenght. L’ultimo parto si chiama Nothing is Mine.

T: Kosmos Reversum/Xes, una collaborazione che si ripete dopo l’interessantissimo progetto Byblis…com’è nata questa idea?

K: Proprio da quella collaborazione. Ho trovato davvero valido il suo stile in Princeps Malis Generis dei Byblis e quindi mi è venuta l’idea di contattarlo per chiedergli se fosse interessato a cantare sul nuovo album dei Lylium. Dopo la sua risposta positiva tutto è andato liscio e l’album è stato completato abbastanza velocemente.

T: Parlaci della gestazione di Nothing is Mine

K: Come per i precedenti dischi, tutti gli strumenti sono stati registrati dal sottoscritto nel mio home studio. Una volta finito di incidere tutta la parte relativa agli strumenti e finiti i brani ho passato il tutto a Xes, il quale ha lavorato sui testi e ha aggiunto la voce. Grossomodo è questo il modo di lavorare che prediligo e va avanti da molti dischi, precisamente sin dall’ep An Abscence of Light; sostanzialmente è cambiato il cantante.

T: Da un punto di vista compositivo, come nasce un brano dei Lilyum?

K: Tutto nasce da una mia idea, da una pulsione, da un bisogno creativo che devo soddisfare. Dietro tutto questo credo ci sia molto del mio "vissuto" e la necessità di esternare delle sensazioni, dei sentimenti, soprattutto quelli che solitamente non mostro completamente nella vita di tutti i giorni. Quindi, come accennavo nella risposta precedente, inizio dalle parti di batteria, poi passo alle chitarre ritmiche, poi al basso. Fatto questo passo poi agli arrangiamenti, alle chitarre soliste e a tutto quello che penso possa rendere più completo un pezzo. Infine viene registrata la voce, ma a volte questa può essere registrata prima degli arrangiamenti finali, dipende.

T: Da un punto di vista concettuale invece, su cosa vertono i testi dei Lilyum?

K: Da sempre sono affascinato dal tema della morte, dal nostro disgregarci e finire la nostra esistenza in pasto ai vermi. Non importa come uno abbia vissuto la propria vita, davanti alla morte siamo tutti uguali, e nel momento in cui moriamo torniamo ad essere Nulla, come prima di nascere. Se dopo ci sia o no qualcosa, per me è abbastanza indifferente, o meglio penso non ci sia nulla. Prendere coscienza di essere nulla quando si è ancora in vita avvicina molto alla morte e ci rende più vulnerabili e forti allo stesso tempo. Il resto elle tematiche ruotano attorno al tema della misantropia, dell’insanità psichica e del Male in genere insito nell’uomo.

Già nel caso dei Byblis parlammo di come, con l’ausilio della tecnocologia e con tanta buona volontà, si possa superare anche il problema della "distanza" nella stesura di un lavoro. Al tempo stesso fu sottolineato come quel progetto era destinato, almeno per il momento, a rimanere "in studio". C’è qualche possibilità a breve di vedere i Lilyum dal vivo?

K: Non credo vedrete mai i Lilyum dal vivo, anche se mai dire mai…Potremmo fare qualcosa a fine carriera, tipo un solo concerto per chiudere il cerchio, ma suonare dal vivo coi Lilyum è proprio contro il pensiero stesso della band e soprattutto contro il mio, quindi vedo poche possibilità in tal senso.

Dagli esordi tipicamente thrash metal all’attuale oscura realtà passando per un periodo black più "classico"…logiche evoluzioni di una realtà che non ha paura di osare. Possiamo aspettarci ulteriori mutazioni per il futuro?

K: Credo di sì. Lilyum è un’entità che ha radici coerenti e abbastanza raidcate in un concetto di musica oscura in generale, ma io vedo questo progetto in continua evoluzione, perchè segue la mia volontà ed i miei sentimenti. E ogni disco sottolinea un mio particolare momento. Penso che qualsiasi cosa faremo in futuro, rimarrete sorpresi, come sempre. Ma la nostra natura ed essenza non cambierà mai, può cambiare la foma, ma non la sostanza.

T: Come mai la scelta con Nothing is Mine di tornare alla drum machine?

K: Semplicemente ho pensato potesse stare bene con le sonorità contenute nel disco ed esprimere il concetto del nulla assoluto meglio di un batterista umano. Il disco suona cinico e alienato, non c’è via di fuga, non c’è luce, sembra quasi non sia suonato nemmeno da uomini. Questo è quello che volevo trasmettesse una volta teminato e penso di esserci riuscito.

T: Progetti a breve per il futuro?

K: i Lilyum sono attualmente al loro stadio più alto e basso allo stesso tempo. Sono partiti dal Nulla, sono saliti, e ora ci sono tornati. Starà a me decidere se ricominciare partendo dall’odore di cenere e morte che Lilyum emana oppure terminare tutto qui. Presto avrete notizie. Se uscirà un nuovo album vuol dire che avrò trovato qualcosa di valido per cui ricominciare il cammino.

Com’è stata la reazione generale della critica al lavoro?

K: Devo dire molto buona e ciò non era per nulla scontato. L’album è freddo, criptico e ha anche una produzione particolare, nitida, infernale e apocalittica. Credevo avrebbe spaccato la critica tra detrattori e amatori, invece per un buon 90% questo lavoro ha trovato pareri lusinghieri. Sono contento di ciò, ma non era mia intenzione comunque assecondare nessuno, è successo e basta.

T: Come vi siete trovato con Dusktone?

K: Molto bene. Dopo aver avuto un paio di offerte interessanti da altre labels, ho ricevuto anche la chiamata dalla Dusktone, la quale mi informava che aveva trovato Nothing is Mine davvero buono e che avrebbero voluto stamparlo, e io ho subito dato loro carta bianca in quanto conoscevo il loro operato e la loro serietà. Per il resto si son comportati molto bene anche a livello di distribuzione, e il disco è reperibile ovunque nei negozi specializzati. Non vedo cosa dovrei volere di più.

Siamo giunti alla conclusione Kosmos…a te la parola…

K: Un saluto a tutti i lettori di headbang.it ed un ringraziamento alla redazione pe questa intervista. A presto.

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