Abbiamo incontrato Daniel, batterista degli svedesoni IN FLAMES, in occasione della sua calata italica per promuovere il nuovissimo e controverso "A Sense Of Purpose".
Ecco il resoconto di un pomeriggio invernale, in un hotel qualsiasi a Milano...
Faust: Ciao Daniel, è un piacere poter parlare con te e avere qualche anticipazione a proposito del nuovo album degli IN FLAMES, "A sense of purpose".La mia prima domanda è relativa all'artwork: Che cosa rappresenta esattamente? Ho avuto occasione di vederlo velocemente, raffigura un ragazzo con la testa di un animale se non erro. Qual'è il significato di questo disegno?
Daniel: Sì è esatto, rappresenta un ragazzo con la testa di un uccello che si aggira all'interno delle mura di un labirinto, in cerca di una via di fuga.
La copertina è solo una parte del concept dell'intero artwork che si sviluppa all'interno delle pagine del booklet. Sfogliando il booklet il concept può risultare molto più chiaro.
Il labirinto è pieno di luoghi che rappresentano le tentazioni del mondo moderno e sembra quasi che questo personaggio cerchi di starne alla larga, di evitarle, come se volesse scappare dalla quotidianità e dalle tentazioni del mondo in cui vive, in cerca di una via di fuga.
F: Cosa puoi dirmi riguardo il nuovo video che avete girato di recente in svezia per il vostro nuovo singolo "The Mirrors Truth"?
Daniel: Posso dirti che è un video nel quale sono stati investiti molti soldi. Abbiamo valutato diverse proposte da parte di diversi registi, prima di scegliere la proposta del team Popcore, che ci è sembrata la più originale e creativa. Non voglio anticiparti nulla riguardo alla storia, ma posso dirti che sono stati utilizzati un sacco di effetti speciali ed è stato molto divertente girarlo, soprattutto perchè non avevamo una idea chiarissima riguardo il risultato finale, ci siamo semplicemente fidati ciecamente del regista e abbiamo seguito tutti i suoi consigli e le sue indicazioni. Ovviamente siamo molto soddisfatti di come sia venuto fuori alla fine!
F: "A sense of purpose", puoi spiegarmi il significato celato dietro il titolo del vostro nuovo album?
Daniel: Praticamente si può dire che è il grande dilemma sul quale si basa la vita dell'uomo moderno. Il proposito di essere qualcuno, di avere più cose possibili, lavorare, tornare a casa, comprare la macchina più bella e costosa, sono tutte cose che affligono la vita di chi vive in questa era. Un po' quello che è rappresentato metaforicamente nell'artwork di cui parlavo prima..
F: Ho potuto ascoltare in anteprima il vostro nuovo album. Ho notato che a differenza dei precedenti album, dove lo step sia a livello di composizione che di produzione è sempre stato molto grande, avete preferito mantere uno stile più vicino ai vecchi album, riscoprendo un po' le vecchie sonorità degli In Flames di album come Colony o Clayman, mantenendo una produzione molto vicina a Come Clarity...
Daniel: Beh sì, potrebbe essere.. (sorride) Onestamente è abbastanza difficile parlare di queste cose... Ad esempio in molti dicono che c'è stato enorme passo da Clayman a Reroute To Remain, che personalmente non credo sia esattamente così, credo invece ci sia stata una evoluzione molto più evidente tra Colony e Clayman. Ma credo anche che sia una sorta di sensazione che può variare da ascoltatore a ascoltatore. E' sempre interessante ascoltare i pareri di chi ci segue e ci ascolta, ma la nostra sensazione dall'interno spesso è totalmente diversa rispetto a quello che sente la gente dall'esterno. Da parte nostra cerchiamo di rinnovare e migliorare il nostro songwriting di album in album, tutto il resto dipende da voi che ci ascoltate, ognuno di voi può incontrare ovunque similitudini o differenze tra i vari album del passato e quelli più recenti.
F: Potresti spiegare ai lettori dell'evoluzione del processo di songwriting degli In Flames? Utilizzate qualche strumento particolare per comporre? Come nascono le vostre canzoni?
Daniel: Ovviamente se confrontiamo i primi album con gli ultimi c'è una differenza abissale. All'inizio eravamo abituati a registrare i riff e le idee su nastro, le analizzavamo insieme e poi cercavamo di sviluppare la canzone passo dopo passo. Adesso con l'ausilio di computers e programmi come Pro Tools, registriamo con molta più semplicità i riff di chitarra praticamente ogni giorno. Risulta anche molto più semplice e veloce unire idee e riff insieme.
Solitamente Bjorn registra delle bozze di riff di chitarra, poi tutti insieme pensiamo a una ipotetica struttura della canzone e successivamente registro delle parti provvisorie di batteria. Con l'aiuto di ProTools possiamo riascoltare i pezzi diverse volte, valutare, editare o sostituire le parti che ci convincono di meno. Una volta definita la struttura del pezzo, proviamo a registrare una sorta di demo, e Anders scrive i testi e le linee vocali che verranno poi registrate e aggiunte alle tracce strumentali.
F: Ok parliamo della vostra ormai arcinota scena musicale svedese. Gli In Flames sono stati e sono tuttora una delle band più importanti del Gothenburg Sound. Conosci qualche nuova band della scena underground di Göteborg e dintorni da consigliarci?
Daniel: Onestamente vorrei avere un po' di tempo libero in più per interessarmi alla attuale scena underground, ma il tempo non è mai abbastanza e purtroppo mi trovi abbastanza impreparato sull'argomento. Ho sentito qualche volta i Sonic Syndicate, dovrebbero essere anche loro di Göteborg se non erro, non sono male, ma non li conosco molto bene ad essere sincero. Prometto che cercerò di tenermi aggiornato con la scena musicale underground in generale, che sembra veramente in grande fermento e sono sicuro che ci siano moltissime band molto promettenti che meriterebbero la giusta attenzione.
F: Ti ringrazio per il tempo concesso e spero di vedervi presto dal vivo in Italia.
Daniel: Grazie a te, non vediamo l'ora di suonare da queste parti, il pubblico italiano è in assoluto il nostro pubblico preferito. Trasmettete ogni volta una grandissima energia durante i concerti. E questo ci lusinga molto. Siamo sempre felici di suonare in Italia! Perciò... a presto!
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