Intervista ai 36 Crazyfists @ Gods Of Metal 2010
HB: Benvenuti in Italia! Com'è stato suonare a mezzogiorno oggi?
Brett (basso): Oh, mi aspettavo di trovare i ragazzi là fuori con caffè e cereali o mangiando banane, ma erano in tanti ed è andata molto bene per essere le 12 del mattino... anzi del pomeriggio, per noi più che altro è mattino visto che stiamo sempre svegli fino alle 3-4 in giro dopo gli show!
HB: Parliamo un pò del nuovo disco in uscita tra pochi giorni, Collisions and Castaways.
Steve: (chitarra): L'hai sentito? Ti è piaciuto? Non dire bugie!
HB: Penso che sia strano, diverso dalle release a cui ci avete abituato. E’ molto lontano da un disco come Rest Inside The Flames.
Steve: Te lo dico io, a te piacevano le parti cantate di quel disco.
HB: Si, ma in generale la maniera in cui le canzoni erano scritte, un misto di rabbia e melodia. Anche nei primi due dischi, Bitterness The Star e A Snow Capped Romance avevate un'ispirazione diversa. Questo disco suona diverso.
Steve: Si sono d'accordo.
HB: Ho avuto occasione di ascoltarlo solo 3-4 volte comunque, quindi ancora non l'ho capito molto bene.
Brock: Fai così: organizza un party, vai sulla spiaggia a bere con le ragazze e metti su il nostro disco in sottofondo. Ti accorgerai che è un disco spaccaculi!! Seriamente parlando, questo disco ha dentro ogni cosa che la nostra band può fare, in ogni canzone praticamente, a parte un paio che sono suonate a manetta. Ci siamo trovati a discutere della stesura del nuovo disco e ci siamo detti: "Ok, questo è il nostro quinto album, stiamo suonando da 16 anni, facciamo qualcosa che tutti vogliamo fare! Heavy di brutto, melodico, diretto!"
Steve: La cosa divertente riguardo a questo disco è che ci siamo seduti a parlare e dire "è il caso che ci fermiamo? è il caso che facciamo qualcos'altro?". Tutti quanti avevano altre cose da portare avanti. Abbiamo avuto questa grossa conversazione dove abbiamo deciso "Facciamo un disco bello tosto, rock!" Così io e Thomas (il batterista) abbiamo iniziato a jammare e registrare in Novembre. Ci trovavamo a parlare, un paio di birre e suonavamo, e tutto era ok.
Brock: Abbiamo pensato a un disco che spacca, con cui la gente si può divertire, fare casino.
HB: State dicendo che sia una sorta di mossa "commerciale", con le dovute virgolette?
Brock: In realtà abbiamo semplicemente cercato di scrivere un disco più rock. Ci sono molti più riff rock, stoner. C'è molto meno sing/scream/sing/scream in questo disco, ci siamo staccati dalla formula canta il ritornello e urla sulle strofe o viceversa.
Steve: Una delle cose preferite della mia band è il cantato rock, è dinamite! E' una cosa che ci distingue dalle altre band, nessuno canta nel modo in cui canta Brock, e abbiamo cercato di sfruttarlo, è una cosa fica. Ultimamente la scena è molto sul metalcore, hardcore, scene di qui non abbiamo mai fatto parte e non vediamo perchè avremmo dovuto farlo ora. Abbiamo detto "scriviamo un disco rock, niente breakdown o cose simili..."
Brock: E alla fine è uscito bello pesante!
Steve: Si infatti suonando con Thomas ci siamo divertiti parecchio!
HB: Avete anche cambiato i suoni, c'è molta meno sperimentazione sulle chitarre e sugli effetti in generale rispetto ai vecchi dischi. Personalmente sono sempre rimasto stupito dai suoni della tua chitarra, sono tutti originalissimi.
Steve: La parte più difficile è essere l'unica chitarra in una band. Poche volte sono stato in tour con band che avevano un solo chitarrista, sono sempre in due di solito. I Throwdown hanno un ottimo chitarrista, e anche i Voivod mi piacevano molto. Penso di essere il chitarrista più scarso oggi in questo festival, ma non mi è mai interessato essere un grande virtuoso. Mi piace sentire grandi chitarristi suonare, ma mi sono sempre concentrato di più sul song writing.
HB: Steve ha curato la produzione del disco. Com’è lavorare senza un produttore esterno?
Brett: Un sacco di lavoro, un sacco di tedioso lavoro! Un mucchio di cose entrano in gioco quando stai facendo un disco da solo, molte più di quando hai tecnici del suono e ingegneri che si occupano degli aspetti lunghi e difficili della registrazione, ma alla fine ne vale sempre la pena.
HB: Brett, sei il nuovo bassista: com'è andato il cambio di testimone con Bear?
Brett: Bear aveva bisogno di stare con la sua famiglia! Ha avuto una bambina, e i suoi genitori non stavano molto bene, io sono il loro tecnico delle chitarre fin dal 1998, quindi i ragazzi mi hanno chiesto se volevo rimpiazzarlo temporaneamente ma poi la sostituzione è diventata definitiva.
HB: Purtroppo vi viene concesso sempre poco spazio nelle date italiane, vi vedremo mai con un set più lungo?
Brett: Chi lo sa! Le cose per il momento vanno così! Ora staremo ancora per 4-5 giorni in europa, poi andremo in America e Canada con i Fear Factory, ma torneremo in Italia in Novembre con i Devildriver, se saremo fortunati suoneremo di più!
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.