Videocracy

Videocracy
...peccato che chi vuole sapere sappia già...

Regia: Erik Gandini
Anno di produzione: 2009
Durata: 85'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Svezia



La cosa più desolante di un prodotto come questo è la sua inutilità sul mercato italiano. Non perché Videocracy sia brutto o fazioso (anzi), ma per via del fatto che tutti quelli che lo andranno a vedere avranno già le idee chiare sul dominio televisivo nel nostro paese. E poi, ammettiamolo, non occorre essere geni per capire come il Presidente abbia passato gli ultimi 3 decenni a manipolare le menti degli italiani (che vogliono essere manipolati). Se il cosa dovrebbe essere di una chiarezza disarmante (a meno che: 1) non abbiate mai preso un aereo se non per chiudervi in qualche villaggio che puzza in modo insostenibile di nonluogo augeniano 2) non avete una connessione Internet 3) non avete mai letto un libro se non quelli compresi nell'esposizione del vostro supermercato) allora concentriamoci sul come.

Il bergamasco di Svezia Erik Gandini riesce a narrare di una realtà terribile alternando immagini di repertorio a grandi intuizioni di regia. Le inquadrature fisse sui protagonisti, con la loro voce fuoricampo a narrarne le storie, un uso intelligente del sonoro e un tono sempre sospeso tra più registri (si sconfina perfino nell'horror, passando per la commedia e il giornalismo più tradizionale) tengono alta l'attenzione. I due punti più alti degli 85 minuti risultano essere l'annichilente candore con cui Lele Mora mostra uno slide show a base di svastiche e croci uncinate dal suo cellulare (scena agghiacciante, intelligentemente mostrata in presa diretta e senza tagli dal regista) e l'amoralità di Corona, non a caso ripreso completamente nudo. Due volti del male assoluto, intramezzati da spot elettorali da subumano e dai sorrisi di un uomo che ha ridotto l'Italia (perché più della metà di noi gli ha lasciato campo libero) a suo bengodi personale.

Il solito documentario comunista su un grande imprenditore? Direi di no. Il fatto che la testimonianza degli orrori venga direttamente dalla bocca di chi li perpetra dovrebbe azzerare ogni forma di faziosità, così come la provenienza dei fondi con cui è stato girato (la Svezia, dove, almeno da questo punto di vista, la coda di paglia non hanno la minima idea di cosa sia). Se all'estero si faranno delle grasse risate vedendo come qualche milione di italiani sia ancora convinto che Silvio stia lavorando in buona fede, a noi non rimane che abbassare il capo e aspettare che il l'attuale classe politica si estingua (non manca molto, anche aspettando cause naturali). Tanto chi dovrebbe veramente vedere questo documentario sarà chiuso in multisala in pieno hinterland, indossando occhialetti per il 3d.

Commenti
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 3 anni fa:
Verissimo, è un film inutile all'utente italiano che si informa. E credo che sia utile sino ad un certo punto anche all'estero, visto che sembra che conoscano la situazione meglio di noi.

Lo ho visto perchè sono curioso. Vi posso assicurare solo una cosa: ad un certo punto il regista monta delle immagini di ragazze che ballano. Lo fa sia con spezzoni di programmi televisivi che con spezzoni di alcuni concorsi immagino per raccattare qualche tizia che poi sarà la nuova velina, letterina, ballerina ecc.

Bene, mi stava venendo un conato di vomito. Io non sono uno che si impressiona facilmente, da bravo contadino ho visto cose che non potete nemmeno immaginare (tipo: come si fanno i salami). Eppure ho visto qualcosa di malato in quei corpi che si muovevano in modo sgraziato così come in quei volti che non mi hanno trasmesso niente. Niente, porca miseria.

Pensavo si potesse arrivare a livelli infimi (vedi Corona e Lele Mora) ma non che si potesse essere totalmente svuotati e riempiti di valori che non sono i nostri.

Voglio andare via.

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