The Modern Age Slavery

The Modern Age Slavery

In pochissimo tempo diventati una creatura “Mitologica” all'interno della scena estrema underground italiana, i The Modern Age Slavery hanno riscosso negli ultimi anni un fortissimo successo ovunque.
Di ritorno da un tour europeo di supporto a Vomitory e Malevolent Creation, abbiamo il piacere di scambiare due chiacchiere con loro.

Ciao ragazzi e bevenuti tra le pagine di Headbang.it! Il vostro nome sta recentemente girando moltissimo, raccogliendo tanti feedback positivi! Presentatevi però brevemente per chi ancora non vi conosce...

The Modern Age Slavery nascono ufficialmente nel Novembre 2007 quando io e Gio (cantante) abbiamo incontrato Sym (chitarra) nostro amico di vecchia data ad un concerto dove si esibivano The Red Chord, Job for a Cowboy e The Black Dahlia Murder per una prova preliminare cercando di capire se poteva esistere quel feeling indispensabile per una band che ha voglia di creare qualcosa di importante . Cosa che è avvenuta subito dopo le prime note. Al tempo avevamo solo un demo di quattro pezzi e un sito myspace. Nel mese di aprile il nostro demo è stato recensito su rock hard germany come demo del mese e da lì a poco la firma del contratto con la Napalm records. Dopo l'uscita dell'album e vari concerti di promozione, nell'aprile del 2009 per motivi personali il batterista Gregorio Ferrarese ha lasciato la band e il suo posto dietro le pelli è stato preso da Stefano “Reynoldz” Brognoli.

Dicevamo, state ormai collezionando feedback positivi e nuovi supporters ogni giorno... Ripercorrendo mentalmente i vari passi dei The Modern Age Slavery dagli inizi a oggi, e ripensando ai numerosi sacrifici che accomunano la vita di ogni musicista, che effetto vi fa?

Sicuramente quello che sta succedendo intorno ai TMAS ci fa molto piacere. Leggere i commenti che ci lasciano sullo space oppure vedere ragazzi che cantano le tue canzoni durante i concerti è motivo di soddisfazione. Questo un po' ci ripaga di tutti quei sacrifici e momenti difficili sia umani che economici che abbiamo dovuto affrontare in passato. Voglio sottolineare però che questo è un punto di partenza che ci deve dare un'ulteriore spinta per cercare di ottenere qualcosa di importante.

Siete tornati da poco tempo da un tour europeo insieme a Vomitory e Malevolent Creation che ha toccato diverse regioni europee, tra le quali due date in Germania di supporto a Dying Fetus e Cannibal Corpse. Qualche commento a freddo?

Semplicemente magnifico! Sono stati 20 giorni indimenticabili. Oltre alla parte musicale che è andata molto bene trovando sempre situazioni organizzative perfette e un ottimo riscontro di pubblico, siamo riusciti ad instaurare con i ragazzi dei Malevolent e dei Vomitory un rapporto fantastico. Sono persone magnifiche, molto umili, rispettose e grandi professionisti. Abbiamo avuto la possibilità di girare l'Europa, vedere città, conoscere gente e vivere situazioni ogni giorno differenti. Poi come gran finale le due date con Cannibal Corpse e Dying Fetus… personalmente ho realizzato un sogno, cioè suonare con i Cannibal Corpse che sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre. Anche loro persone tranquille, umilissime, disponibilissime che non fanno pesare la loro popolarità. Insomma una grandissima esperienza!

Veniamo al discorso "Damned to blindness", che ha già riscosso un meritevole successo su moltissime riviste e webzine di tutto il pianeta, raccontateci come è nato questo disco!

La band si è formata con un obiettivo in comune che era quello di proporre musica nella maniera più spontanea e pesante possibile. Abbiamo unito tutte le nostre esperienze passate e abbiamo semplicemente suonato e composto quello che ci piace. Durante la fase di composizione abbiamo cercato di rendere le canzoni il meno scontato possibili curando nel dettaglio ogni riff e arrangiamento. Stessa cosa per le parti vocali, dove Gio ha passato notti insonne per fare testi e metriche. Quando avevamo tutto pronto siamo entrati in studio con l'idea di ottenere un disco brutale e soprattutto credibile cercando di seguire il meno possibile le mode.

A che tipo di ascoltatore consigliereste il vostro disco?

Probabilmente vedendo come và adesso è consigliato alle nuove generazioni che si nutrono di The Red Chord, Despised Icon e Job for a Cowboy, ma noi essendo cresciuti con la scena death metal anni '90 che ha fatto scuola alle nuove generazioni grazie a band come Cannibal Corpse, Suffocation, Morbid Angel, Decapitated ecc... si possono ritrovare all'interno di "Damned to Blindness" anche questo tipo di influenze e sonorità. Non per niente abbiamo aggiunto la cover di Wolverine Blues degli Entombed.

Sembra che nel panorama metal italiano stia finalmente germogliando il seme giusto per creare una scena musicale veramente interessante, voi che ne pensate? Come vedete il futuro del metal made in italy?

Anche se in questo periodo è miglioratro qualcosa putrtroppo la scena italiana, pur avendo ottimi gruppi come Hour of Penance, Fleshgod Apocalypse, Stigma, Slowmotion Apocalypse ecc... è ancora ferma in quanto non c'è la gente che va a vedere i concerti. Questo comporta che i locali rimangono aperti solo nel week end, (ed il 90% non fa metal), quando ad esempio in altri paesi al lunedì o al martedì ci sono i gruppi che suonano ed il pubblico non manca... è proprio una questione di abitudini, in Italia la gente preferisce stare davanti alla TV magari e se si sposta lo fa solo per i grandi nomi, come ad esempio Slipknot o Metallica. Questo è davvero molto penalizzante per tutta la scena, in quanto le etichette si rendono conto di questa cosa e non fanno il contratto ad una band italiana che spacca perchè sanno che non è in grado di autopromuoversi efficacemente nel suo paese. Questo è un gran peccato perchè in Italia esistono band che non hanno nulla da invidiare a quelle estere.

Pensate in qualche modo di aver contribuito alla crescita del panorama musicale? E se si, che cosa avete aggiunto in termini di originalità?

In primis, per noi è già motivo di orgoglio essere la prima band italiana che firma per Napalm Records, un’etichetta che, fino ad ora, non era certo conosciuta per la produzione di metal estremo. Se non per il panorama musicale, questa è di per se una grande crescita per noi stessi.
Per il resto, scriviamo la nostra musica, la sudiamo e la viviamo. Semplicemente… con un’attitudine che forse ci accomuna al mondo dell’hard-core. Se qualcuno obbiettasse che la nostra musica non è il massimo dell’originalità, risponderemmo che, se non siamo originalei nel “cosa” suoniamo, lo siamo nel “come”!

Quali sono invece le band della scena musicale internazionale che ritenete essere più promettenti per i prossimi anni?

Ci vorrebbe la sfera di cristallo perché ormai i teenagers sono abituati a cosa talmente allucinanti che potrebbe scoppiare anche la controtendenza verso l'easy listening... ma anche no ! Un nuovo trend che sta prendendo il volo mi sembra quello derivativo dai Meshuggah... lo chiamano onomatopeicamente "djent" e la cosa può far sorridere ma ci sono un paio di band che potrebbero sfornare dischi di svolta, sù tutti i Periphery che stanno facendo parlare molto di loro senza avere ancora un album fuori.
Allo stesso tempo c'è la lotta per l'ultra velocità nel nostro settore death / deathcore... ma non dimentichiamoci che i bpm assurdi non sono sinonimo di killer songs ! Staremo a vedere cosa succederà... noi TMAS faremo il possibile per ritagliarci l'attenzione degli ascoltatori presenti e futuri.

Domanda provocatoria: il trend del momento è il death/grindcore (o, se volete, più semplicemente 'deathcore'). Voi suonate al 100% death/grindcore. Non si può nascondere che stiate avendo dei buoni riscontri anche perchè siete a cavallo di quest'onda (oltre al fatto di essere ottimi musicisti). La cosa può in qualche modo darvi fastidio?

Non ci tocca. Noi suoniamo quello che ci piace suonare e ci divertiamo nel fare quello che facciamo. Se la nostra musica arriva a molti ascoltatori questo non può che essere positivo… a loro il compito di giudicarci. Sicuramente il vento sta tirando a favore del genere però è anche un'arma a doppio taglio perché le orecchie sono ormai sature e proporre qualcosa di diverso è diventato per noi un must. Il processo è iniziato con "Damned to Blindness" ma è giustamente solo l'inizio, stiamo buttando giù il materiale per il nuovo album e la parola d'ordine è : nessun compromesso... solo piede sull'acceleratore !

A voi lo spazio per concludere l'intervista a piacimento!

Vi ringraziamo per l’intervista e per averci concesso questo spazio. The Modern Age Slavery è una band che esiste al suo massimo durante i live. Venite a vederci anche se questo non è il vostro genere… perché abbiamo qualcosa da dire. E parecchie birre da offrire, per cui vi vogliamo vedere lì sotto !!
STAY METAL!!!!!!!

Commenti
Allu
Allu ha scritto 2 anni fa:
eh si cazzo... grandi TMAS!!!
davvero una ottima band sia su disco quanto live!
giù il cappello davanti a gruppi di questa portata.. :)

Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.