Terre Desolate

Terre Desolate

Terre desolate
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling paperback
Anno pubblicazione: 1992
pag 438, 8,50€
Gli ingredienti usati per sfornale questa prelibata pietanza sono: esplorazione, redenzione e coraggio. Tutti vanno considerati a diversi livelli, da questo punto di vista nulla di nuovo rispetto agli altri volumi, ma la profonditá raggiunta e il gusto sadico di portare il lettore verso i confini della desolazione, questo si che è un’innovazione. Nella desolazione di questo panorama surreale, lo spessore dei nuovi vecchi eroi si stagglia quasi oscurando l’ombra proiettata dalla torre nera . Ma queste icone sono supportate da solida fondamenta concettuali: King ripaga il lettore della fiducia dimstratagli arogmentanddo l’unicitá di questi eroi, come se stesse difendendo una tesi di psicologia, ma con tutto l’entusiasmo e l’enfasi del romanzo western-fantasy (altra definizione non riesco a trovarla). Le pagine vuote del diario della vita del pistolero si vanno riempendo, così come quelle dei suoi compagni di viaggio e quello che si legge stupisce  non per il contenuto, insomma oramai la letteratura è piena di personaggi misteriosi che svelano letamente i loro retroscienza di vita, quello che coinvolge è la capacitá di regista di King. Le vite dei protagonisti (vi ricordate Jake, il bambino incontrato ne “L’ultimo cavaliere”? Secondo voi è morto veramente? Siete sicuri di aver compreso affondo il concetto di Ka) sono calate e rapite dalle strette ed invisibili maglie del Ka, lo spazio-tempo che li separerebbe e solo pura e semplice apparenza e gli episodi ricorrenti nelle vite dei pistoleri si richiamano come elettroni in risonanaza. Alla fine ci si rende conto che sfugge il concetto d’individualitá e solo concludendo “Terre desolate” il lettore capisce di essere stato giocato dallo scrittore: il protagonista è unico, i personaggi che si muovo, combattono e ricercano sono quattro aspetti dello stesso essere, diviso dalla potenza dello spazio tempo al fine di ripartire la pienezza del suo essere nella realtá per riempirla. Questo mondo a noi vicino e lontano, ostile e accattivante è strettamente legato al nostro, ma in maniera ancora oscura. Si capisce che la causa di tanta desolazione e distruzione fu una globale guerra nuclere, con conseguenze tanto devastanzi da scompaginare le resistenti maglie dello spazio-tempo (King pone all’analisi del lettore teorie fantascientifiche di fisica avanzata, in maniera velata, degne dell’interesse di Einstein). Ma queste informazioni non sono sufficenti per capire se sceneggiatura è la terra proiettata di un millennio nel futuro: ad un certo punto del loro peregrinare incontrano rottami di una aereo nazista, cyborg, computer, treni e altri oggetti ascrivibili alla storia tecnologica del nostro pianeta. Questo è sufficente a collocare il panorama entro i confini del nostro universo? Francamente mi sento propenso a collocare questo mondo in quel limbo letterario dove potremmo trovare anche La fortezza bastiani.
Altro ingrediente fondamentale: il linguaggio sempre più snello, scorrevole e aulico. King sembra voler aiutare il lettore in questo lungo e difficile percorso d’impersonificazione e comprensione, quindi la fusione psicologica dei personaggi è accompagnata dalla semplificazione della complessa implacatura linguistica dei precedenti volumi. Ora che il quartetto (Kat-tet, singolare assonanza non trovate, se la lingua originale non fosse l’inglese si potrebbe pensare ad una voluta coincidenza) è formato, lo stile aiuta a distinguere l’unicitá di questa compagnia per separarla dal “mondo andato avanti”. Lo stratagemma deve essere tanto caro a King da indurlo a fare qualcosa di soprendente: Roland, eroe e sceriffo tutto d’un pezzo, viene contagiato e contagia da questo graduale cambiamento nel linguaggio.
Questa terza puntata ci fa capire quanto ancora ha da mostrarci il re del Maine grazie alle sue coinvolgenti visioni, quindi rimaniamo ad aspettare con il trasporto del viaggiatore che ha accettato l’inevitabile conclusione del viaggio, ma che per fortuna è ancora lontana… la fine.

Leggi anche la recensione del http://www.haternal.com/haternal%2D4/dett-pezzo.asp?Pezid=4933">primo libro "l' ultimo cavaliere"
Leggi anche la recensione del http://www.haternal.com/haternal%2D4/dett-pezzo.asp?Pezid=4931">secondo libro "La chiamata dei tre"
 
Che il Kaos sia con voi.
Helrik

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