SONISPHERE 2010
17-18 Giugno 2010
Jonschwil - St.Gallen (Svizzera)
Partenza da Lecco giovedì sera, verso mezzanotte.
La strada è lunga ed estremamente noiosa,ma dopo qualche breve sosta e deviazioni varie, arriviamo finalmente, alle 5:30 am, in questa silenziosa e quasi angosciante (stile SILENT HILL) cittadina svizzera nel San Gallese: Jonschwil.
Il tempo è orribile, piove e fa freddo, ma non ci facciamo intimorire da un paio di gocce d'acqua.
Giungiamo finalmente al Degenau Park e i parcheggiatori ci obbligano a lasciare l'auto in un prato pieno di fango (iniziamo bene!).
Ci chiedono 20 CHF (circa 15 euro) per il posto auto e chiediamo immediatamente spiegazioni a proposito del campeggio, che poi scopriremo essere al completo. Ci viene precisato che l'area concerti dista a circa 10 minuti dal parcheggio e senza altre domande torniamo alla macchina, decidendo poi in seguto di dormirci dentro, evitando così di riposare nel fango e al freddo.
Alle 10:20am, ci avviamo verso l'area concerti, cosichè in 10 minuti saremmo riusciti a veder sin dall'inizio la performance degli americani DEVIL DRIVER.
Invece, arriviamo all'area camping (a circa 500 metri dall'area concerti) alle 11:00am!! (alla faccia dei 10 minuti...)
Come ad ogni festival che si rispetti, ci tocca subire una lunghissima coda per il bracciale del SONISPHERE con consueta perquisizione prima dell'accesso all'area live.
Appena entrati lo scenario è agghiacciante: laghi di fango lungo tutto il parco, palta molliccia e in alcuni tratti liquida che arriva fin sopra le caviglie.
Dopo aver preso il famoso braccialetto di carta del festival, ci spostiamo verso i palchi, veniamo perquisiti peggio che in areoporto (a quanto pare qualcuno crede che i metallari siano un branco di terroristi!!) e alla fine entriamo (ore 12, alla faccia dei 10 minuti…).
Nell'area ci sono 2 palchi, uno piccolo (SATURN STAGE) ed uno grande (APOLLO STAGE), su quest'ultimo si stanno esibendo i californiani ATREYU: purtroppo arriviamo in tempo per assistere solo a metà esibizione, ma ci basta per sentire la graffiante voce metalcore di ALEX VARKATZAS. sulle note di "Right Side Of The Bed" regalandoci anche un'eccellente remake di "You Give Love A Bad Name" di un giovanissimo Bon Jovi anni '80.
La band finisce di suonare e intanto si preparano gli AS I LAY DYING, nel frattempo la situazione "palta" si sta facendo sempre più preoccupante: fango quasi alle ginocchia.
Inutile disperarsi, abbiamo deciso di metterci l'anima in pace per la questione terrena e di goderci il festival il più possibile. Ne approfittiamo per andare a cibarci delle "prelibatezze crucche", sulle note dei ragazzi di San Diego, che aprono con 94 Hours, continuano con Through Struggle e Beyond Our Suffering (opener del loro ultimo disco), e chiudono con Confined.
Piccola nota: Rimaniamo scandalizzati e abbastanza incazzati nel sapere che in Svizzera l'equo cambio 1CHF = 1,50 € anzichè 0,70 €. Un festival alquanto caro!!
Torniamo ai palchi,per goderci i mitici ANTHRAX, capitanati da un bravissimo (ma pur sempre bruttino) JOEY BELLADONNA.
La voce non invecchia con gli anni e sembra che il tempo si sia fermato per quest'eccezionale band made in U.S.A.
Sfortunatamente non riusciamo a seguire al 100% il loro live show, distratti dal fango che ci impedisce di prendere una posizione abbastanza confortevole che ci permetta di vedere bene il gruppo, pur essendo lontani (una cosa che non ho mai capito ma ho sempre odiato, sono i "watussi" che si mettono proprio davanti alle persone nane come me e non si spostano nemmeno a lapidarle!). Terminata l'esibizione degli ANTHRAX non ci scomodiamo neanche ad andare dall'altra parte del campo per i BULLET FOR MY VALENTINE, ma ce li guardiamo in diretta sul megaschermo dell'APOLLO STAGE. Sinceramente la loro performance non mi ha colpito più di tanto; Un MATT TUCK che cerca in tutto e per tutto di assomigliare ad Alexi Laiho (fallendo miseramente) incita la folla al pogo, che poverina, finisce col lottare nella melma!!
Sono le 2:45pm e salgon sul palco gli ALICE IN CHAINS. Sarà per il volume troppo basso degli impianti, sarà la confusione e i fischi dei microfoni con le casse spia.. sarà perchè WILLIAM DUVALL non ha abbastanza carte vincenti contro l'idolo LAYNE STALEY (R.I.P.)… Non è stato letteralmente possibile seguire la loro esibizione. Mi spiace davvero dirlo ma è così.
Finiti gli ALICE IN CHAINS è la volta degli STONE SOUR, condannati a ridurre la loro scaletta per i ritardi. Noto con commozione che tutti e 5 i componenti riportano sul proprio strumento il numero 2, in memoria del defunto amico PAUL GRAY # 2 (Bassista degli Slipknot).
Per loro un rapido repertorio di 30 minuti e poi passano il testimone agli SLAYER.
Bravi come sempre…anche se, come dire, forse dopo un pò diventano ripetitivi, ma hanno saputo fare la loro solita porca figura, cavalcando i loro pezzi più classici e storici e animando il pubblico in un violento circe pit nelle sabbie mobili!!
Ci allontaniamo dai palchi a metà show per andare a cercare le docce e a riposare un pò le gambe (altro che addestramento militare…pfff), ma non troviamo traccia nè di una doccia (menzionato nel sito ufficiale) e nemmeno un posto a sedere, oltretutto per non parlare dei bagni e della loro igiene: va bene che siamo metallari, rozzi e thrash... ma mica siamo delle merde! 200.000 persone circa e non più di 50 bagni chimici (sporchi e maleodoranti) in tutta l'area.
Per non parlare del merchandise: cinque magliette in croce e un mercatino scarno, povero di idee e ricco di cianfrusaglie inutili e non inerenti al tipo di spettacolo della giornata. Una vergogna!!
Ore 5:40pm: Arrivano i MEGADETH..... e torna anche un'acustica decente.
Un DAVE MUSTAINE così vivace e gagliardo non me lo ricordavo. Ottimo concerto anche per loro, un mix di pezzi nuovi e vecchi che non stancano mai, chiusura a sorpresa con Scott Ian, in un duetto su Peace Sells.
Arriva l'ora dei MOTORHEAD, con un LEMMY bravo ma sempre ripetitivo.
Poi è la volta degli hardcore/punkers RISE AGAINST, che si mettono al gioco, precedendo gli headliner dell'intero festival e dividendo gli spettatori in 2: quelli più commerciali e quelli più indirizzati verso qualcosa di più cattivo.
Diciamolo: tutti stanno facendo il countdown per l'esibizione dei four horsemen da S.Francisco.
Ecco che scatta l'ora X: sono le 9:00pm precise. I big four ci fanno sudare freddo e attendere con ansia. 9:20pm, ci siamo!
Il Maxischermo dell'APOLLO STAGE riproduce "The Ecstasy Of Gold" tratta dalla perla di Sergio Leone "The Good,The Bad and The Ugly" ("Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo"), i cori di 200.000 persone intonano quella canzone con cori "da stadio".
Eccoli. I METALLICA!!
La prima della scaletta è "Creeping Death" …massacranti fin dall'inizio, con un susseguirsi di successi dagli anni'80 fino ad oggi. Ebbene sì, il thrash è tornato!!
Un James sempre più dinamico e giovanile, Lars sempre più sudato e cattivo (...e calvo).
Lasciano il pubblico a bocca aperta e lo sorprendono con effetti speciali sul palco, all'introduzione di ONE, con colpi di fuoco sul palco, scoppi e tanto di fuochi d'artificio alla destra degli spettatori.
Questa è stata la setlist completa dei 'TALLICA:
1. Creeping Death
2. For Whom The Bell Tolls
3. Ride The Lightning
4. No Remorse
5. Fade To Black
6. That Was Just Your Life
7. The End Of The Line
8. Sad But True
9. Welcome Home (Sanitarium)
10. Broken, Beat And Scarred
11. One
12. Master Of Puppets
13. Fight Fire With Fire
14. Nothing Else Matters
15. Enter Sandman
16. Encore:
17. Breadfan (Budgie cover)
18. Whiplash
19. Seek & Destroy
Non aggiungo altro, se non che sulla meravigliosa "Nothing Else Matters" son scoppiata a piangere come una bambina piccola.
Troppe emozioni, troppo momenti magici da poter raccontare, vanno provati sulla propria pelle! La loro performance è riuscita a cancellarmi gli sconvenienti di questo festival: 95 euro di biglietto solo per i METALLICA, meritati, davvero!
Passate le 11:00pm tutti (o quasi tutti), si avviano verso l'uscita (compresi noi), ad eccezione di
quelli rimasti per Volbeat, Amon Amarth, 3 Inches Of Blood e Dear Superstar.
Il ritorno è ancora più angosciante: buio, ancora più fango e tanta tantissima troppa gente, accalcata verso i cancelli.
Arrivati finalmente alla macchina (due ore dopo!!!), decidiamo di abbandonare gli anfibi rotti e sporchi, sul campo di battaglia!
Ci corichiamo nella mia "comodissima" C2 per poi partire la mattina successiva...
Sabato 19/06. ore 11:00: siamo bloccati nella palta del parcheggio!
Dopo mille tentativi di uscita, si avvicina un tizio del posto e ci chiede 15 CHF per trainarci fuori dal parcheggio (e se non li avessimo avuti? Ci avrebbe lasciato nel parcheggio, parole sue!) fino in strada. Non ho parole.
Probabilmente avrei speso meno a farmi una settimana in Svezia che a farmi 30 ore di Sonisphere!! Mi dispiace che il fattore organizzazione abbia così tanto penalizzato il festival.
Avrebbe dovuto essere il priù grande festival degli ultimi tempi invece s'è verificata la più grande vergogna di tutti i secoli per quanto riguarda l'organizzazione che ha messo a repentaglio anche gli show delle bands.
La pagella parla chiaro:
Voto al festival: 5
Voto all'organizzazione: 0
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.