Sepolto Vivo! Quindici Racconti dalle Tenebre

Sepolto Vivo! Quindici Racconti dalle Tenebre

Quindici racconti tutti incentrati su un unico tema: la tafofobia, la paura di essere sepolti vivi. A cimentarsi con questa forma di fobia, più diffusa di quel che si potrebbe pensare, troviamo Maestri del genere come Edgar Allan Poe, ma anche autori “insospettabili” come Emile Zola.

A introdurci nell’incubo ci pensa un bel saggio di Enrico Badellino, intitolato “La vertigine orizzontale”, accostando Letteratura, Psicologia e Psichiatria l’autore definisce per noi i contorni di questa singolare forma di paura, legata alla percezione dello spazio e affine a claustrofobia e agorafobia, ma si sa, gli esempi sono infinitamente più efficaci della teoria, a gettare il lettore sotto metri di terra ci pensano i racconti che compongono l’antologia, vediamoli più nel dettaglio, allora.

1. “Onophrius o le fantastiche vessazioni di un ammiratore di Hoffmann” di Théophile Gautier: in questo racconto dell’autore del celebre “La morta innamorata” emerge tutta l’ironia dello scrittore francese, che in queste pagine stigmatizza con feroce sarcasmo gli atteggiamenti di un certo tipo di Romanticismo, quello dei “romantici frenetici” ben rappresentati (e derisi) dal delirio che tormenta il protagonista.

2. “Rabbia impotente” di Gustave Flaubert: ecco uno degli insospettabili alle prese con l’orrore della sepoltura prematura, questo racconto, com’è lecito aspettarsi da un grande della Letteratura, trascende le coordinate di genere per aprirsi a suggestioni e temi quali il rapporto tra l’Uomo e Dio e la rivolta contro il principio d’autorità. L’agonia del protagonista è descritta con l’oggettività tipica del Realismo francese.

3. “La sepoltura prematura” di Edgar Allan Poe: il Maestro della Letteratura del Terrore in una delle sue prove più celebri. Se la lettura di questo racconto manca all’appello, questa è l’occasione giusta per rimediare immediatamente!

4. “La morte di Olivier Bécaille” di Emile Zola: il padre del Realismo parte dal caso di un sepolto vivo per disegnare le miserie di un milieu sociale costretto a una vita di stenti, tratteggiando così la figura meravigliosa di un anti-eroe, collocato nel contesto di una città estranea, impietosa e divoratrice.

5. “Il tic” di Guy De Maupassant: uno dei racconti più belli presenti in questa antologia, lo scrittore francese ci riporta all’epoca in cui l’Europa benestante passava le sue vacanze agli stabilimenti termali e lo fa scrivendo un’introduzione che prepara lo scioglimento fulmineo di questo racconto. Uno straordinario esempio che mostra il valore di una scrittura efficace, capace di condensare il meglio della capacità narrativa in un pugno di pagine.

6. “La strana cavalcata di Morrowbie Jukes” di Rudyard Kipling: l’autore è all’altezza della sua fama, infatti questo racconto si caratterizza per il contesto di esotismo bizzarro in cui s’inserisce una storia macabra venata di grottesco.

7. “Fior di giacinto” di cesare Donati: unico italiano presente in questa raccolta. Un racconto dalle coordinate classiche: la giovane sposa, la tomba…e l’insistenza morbosa per i particolari più macabri, che ha caratterizzato in parte il movimento letterario noto come Scapigliatura.

8. “Uno dei dispersi” di Ambrose Bierce: un racconto che ci propone una situazione originale, quella di un sepolto vivo “a cielo aperto”, è il caso che ha per protagonista un soldato blu della Guerra Civile Americana.

9. “L’urna di S. Gingolph” di Gustav Meyrink: pagine che ricordano le atmosfere della poesia sepolcrale, un racconto agghiacciante che vede un neonato sventurato protagonista di una sepoltura prematura, non mancano il tradimento e la vendetta, un binomio immancabile della narrativa gotica.

10. “I cinque sensi” di Edith Nesbit: la prima scrittrice che compare nell’antologia. Un racconto che è parodia e critica della scienza moderna.

11. “La Signorina Mary Pask” di Edith Wharton: una grande scrittrice americana firma un altro degli highlights di questo volume, una storia bellissima, ambientata in Francia, la descrizione del viaggio compiuto dal protagonista per raggiungere la casa di Mary Pask è un capolavoro di suspence, una marcia funebre che ha tinte da incubo, il quadro di Böcklin “Rovine in riva al mare” illustra perfettamente l’atmosfera di questo racconto.

12. “La seconda sepoltura” di Clark Ashton Smith: l’autore omaggia il Maestro Edgar Allan Poe, ma abbandona il punto di vista oggettivo de “La sepoltura prematura” per raccontare tutto dal punto di vista dello sventurato sepolto vivo e racconta l’inenarrabile, gli ultimi pensieri e visioni di un vivo gettato anzitempo nel mondo dei morti.

13. “Notte d’incubo” di Cornell Woolrich: un’anziana Signora eccentrica, un mucchio di gioielli che la legittima proprietaria è decisa a portarsi nella tomba, due ladri che sperano di fare il colpo grosso, ecco il racconto più movimentato dell’intera raccolta.

14. “Una questione d’identità” di Robert Bloch: l’autore di “Psycho” anche in quest’opera giovanile ci racconta la confusione legata alla percezione della propria identità, peccato che il finale del racconto scada in un elemento abusato e ormai troppo noto.

15. “Le coordinate dell’amore” di Belen (alias Nelly Kaplan): tocca a una Signora l’onore di chiudere l’antologia e Nelly Kaplan lo fa con un racconto tra i più belli, e non solo, è suo il racconto più provocatorio, anticonformista e perverso della raccolta, necrofilia e ironia si uniscono per dare vita a una storia di erotismo perverso.
La tafofobia non è certo un tema inusuale per la Letteratura gotica e del terrore, però un’antologia che raccoglie le migliori variazioni sul tema non s’era mai vista e anche se la paura di venire sepolti vivi non è tra le vostre ossessioni, dopo aver letto questo volume, qualche volta vi capiterà certamente di far fatica a dormire, tormentati da cupe angosce.

“La paura è anche una sensazione di vita più intensa”: per lettori in cerca di sensazioni inquietanti…perché a volte la vita passa attraverso una bara chiusa prematuramente sul futuro.

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