"Uno scrittore può scrivere soltanto di una cosa: di quello che c'è davanti ai suoi sensi al momento di scrivere..."
Appunti presi durante la Malattia... Questo è "Pasto Nudo"; questa, l' opera di narrativa d'un Tossicomane di lunga data, autorevole e carismatico rappresentante di quella beat-generation cui dobbiamo il parto non soltanto d'una nuova forma d'espressione, ma anche d'un innovativo stile di vita. Anarchico individualista, l' universo in cui si muove l' immaginazione di Burroughs è abbandonato da Dio, un surreale scenario d'improbabili comunità...
Superare lo scoglio d'una totale assenza di trama, è un'ardua fatica che, io credo, si debba al genio dell'Autore; autore d'allucinazioni, d'immagini stupefatte ed, ovviamente, stupefacenti, di rappresentazioni che scorrono nelle sue vene esattamente come la morfina, che nuotano nel suo sangue sulla zattera di sostanze illegali ed ammalianti. Ogni capitolo, ammesso che così si possano definire, è un quadro a sè stante. Talora, viene descritta l' utopia d'una vita comunitaria di povertà, dove forte risuona l' urlo critico al razionalismo ed ai valori convenzionali; ma ciò che accade anche qui, è che spesso un Potere, che può assumere le più svariate forme (non) umane, eserciti una pressione psicologica sui Membri riconducendoli ad un ordine sottomesso. Talora invece, in una deviata armonia con quella ricerca di se stessi nel misticismo di filosofie orientali, quelle che vengono descritte sono orge dal gusto esotico ed alieno, dove indiscusse padrone della festa e conduttrici dei giochi, sono fantastiche creature che con sottili proboscidi succhiano zucchero grezzo un attimo prima di penetrare nel retto d'un biondo fanciullo, cui spezzeranno poi il collo. Talora ancora, lo Statunitense ci conduce in sale operatorie di discutibile igiene, dove infermiere e chirurgi, pochi istanti prima d'effettuare surreali interventi su dubbie anatomie, si muovono bramosi alla ricerca di droghe sintetiche... Così il libro scorre, in un susseguirsi di sogniincubi normalmente impensabili, irrappresentabili a meno che non si abbia la Scimmia; così il libro scorre, tra una locazione e l'altra, un'allucinazione e l'altra. l' omosessualità su cui insiste, nel suo aspetto mercenario così come in quello più appetibile; per nulla erotico: nessuna descrizione è nemmeno lontanamente eccitante, eccezion forse fatta per una, nella quale viene con perizia descritto un triangolo amoroso e di cui, trovandomi in metropolitana, ho dovuto momentaneamente abbandonare la lettura... Ossessionato dagli insetti, centopiedi sopra tutti gli altri; ossessionato dalla vuotezza dei loro occhi, dall'impassibilità degli sguardi: l'assenza emotiva stupisce Burroughs, sulla quale insiste con una credo inconsapevole, data la clinica condizione, ripetitività raffigurativa. Non è raro infatti, che le immagini utilizzate ricorrano più e più volte, all'interno di questo non-romanzo; probabilmente, una mania sopita in stato di lucidità, viene esasperata dalle droghe: non posso saperlo, ma se questo è il mondo che potrebbe attendermi, c'è da farsi un serio pensiero.
"Una puttana esce vacillando in mezzo a polvere e merda e una cucciolata di gattini morti, reggendo involti di feti abortiti, goldoni rotti, Kotex insanguinati, merda avvolta in fumetti a colori vivaci."
Perlopiù, questo è lo stile di Burroughs: accostamenti casuali in un brainstorming mentale disordinato, sconnesso; una sintassi semplice e sincopata; un lessico accessibile a chiunque, specifico soltanto per quanto concerne la terminologia "farmacologica". Ma capita a volte, d'imbattersi in pura poesia, in una musicalità dolcissima, in icone meno insolite quali, ad esempio:
"Una voce disincarnata a volte forte e chiara, a volte appena percettibile, simile a musica in una strada spazzata dal vento."
Non voglio starvi a raccontare quello che non è: "Pasto Nudo" è tremendamente ostico, faticoso soprattutto in dirittura d'arrivo; meraviglioso per questa sua natura tra la fiaba ed il grottesco, tra il male e l' orrore, tra l' essere dentro e fuori dal corpo. Un frenetico susseguirsi di parentesi coloratissime, dalle tinte acide, in contrasto con un invisibile grigio di fondo opaco e polveroso, lo stesso d'una stanza vuota, un cencio di coperta sporca sbattuto in un angolo, una bottiglia rotta, avanzi di cibo cinese in un cartone... Tu sei lì, e molto poco t'importa della merda in cui sei sdraiato, mentre viaggi immobile, fissandoti la punta dei piedi.
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