L' intervista con Carmelo dei nostri Novembre si è rivelata una delle più particolari che abbia mai avuto la possibilità di fare. In alcuni tratti i suoi toni sembrano un pò arroganti ma a me piacciono tantissimo le persone così, quelle che non si fanno problemi a rispondere alle domande dicendo quello che realmente pensano, mi fanno schifo invece quelli (e se ne vedono a milioni, specialmente nei magazine) che fingono di divertirsi alle domande a cui hanno risposto 1000 volte invece di dire "che palle chiedimi qualcosa di più divertente". Carmelo è sicuro al 100% della qualità di "Materia", un disco che come egli stesso dice è talmente "mastodontico" che per molti, me compreso, è difficile cogliere nella sua interezza. Purtroppo ha anche frainteso alcune mie domande vedendole in modo molto critico, come ad esempio nella domanda su "Arte Novecento" che invece voleva essere un complimento.
Mi raccomando leggete con attenzione le sue parole perchè dichiarazioni così interessanti e spontanee è davvero raro sentirle, massimo supporto.
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Jan: Ciao Carmelo, per prima cosa benvenuto tra le pagine di Haternal che nel caso tu non lo sappia è la webzine estrema con lo staff più sensuale d'Italia. La prima domanda, come impone l' etica, deve essere di una banalità mostruosa quindi potresti presentarci il vostro nuovo album, "Materia"?
Carmelo: Beh, non c'è moltissimo da dire in realtà. E' il nostro quinto album. Contiene 11 pezzi di cui uno è una cover degli Arcadia (Duran Duran side project).
J: Spunciando altri web-magazine e riviste non posso non notare che tutti abbia accolto il disco in maniera straordinaria, sembrerebbe che io sia l' unico , pur sottolineando il valore di "Materia", a non aver speso solo parole di elogio limitandomi ad un 6,5. Sono io il solo "critico" a non capire un cazzo o forse c'è, utilizzando un termine che va di moda in questo periodo, una sorta di sudditanza psicologica nei confronti di un grande nome come il vostro? Secondo me è impossibile che su 20 metallati 19 trovino stupendo un disco tanto complicato, profondo e difficile come il vostro non sei d'accordo?
C: Devo ammettere che non avevo letto la tua recensione prima di adesso. Non mi trovo d'accordo con nessuna delle tue affermazioni che formano questa domanda; rispondo a ritroso; non credo che su 20 metallari, 19 trovino Materia stupendo; Materia è un disco mastodontico, troppo enorme per essere osservato nella sua interezza, almeno non nell'immediato. Come dire che la Terra è bella ma se non l'avessimo mai vista dallo spazio non avremmo mai capito realmente cosa significa ‘bello'. Alla stessa maniera molta gente adora l'album ma non si è ancora resa conto con cosa ha realmente a che fare. Chi ti parla non è escluso dal discorso. Oddio, molti invece lo adorano incondizionatamente e non hanno paura di lasciarsi conquistare lentamente. Magari intuiscono che c'è solo da guadagnarci.
Lo trovo, cmq, un album molto pericoloso, perché se visto nella sua interezza, oltre a dare tanto allo spirito, può fare anche molto, ma molto male.
Riguardo al discorso della sudditanza psicologica, credo che al contrario, la tendenza di molta gente (e soprattutto del giornalista) sia quella di abbandonare un gruppo che raggiunge un certo grado di notorietà, a priori. Forse si sentono defraudati del loro gruppo preferito. Soffrono se il gruppo non sfonda ma se ci riesce rimangono come delusi. E' un fenomeno che ho potuto osservare parecchie volte. Ho visto album di gruppi storici stroncati senza nessun motivo logico, con motivazioni assurde fornite da gente che non sa suonare neanche il campanello di casa.
Forse questo non è ancora accaduto con noi, forse perché Materia per quanto irraggiungibile è troppo bello, ma non mi stupirei accadesse domani. Ne siamo consapevoli e non ci importa molto, semplicemente perché non suoniamo per la gente. Suonassimo per la gente cercheremmo di mischiare Korn con Cristina Aguilera. Cmq, non sono recensioni come le tue (cmq a parer nostro miopi) ad offenderci. Da più fastidio leggere recensioni idilliache dove il recensore o la recensitrice di turno fa sfoggio di paroloni cercando di dimostrare a tutti, ma soprattutto a se stessi, di essere a loro volta dei poeti mancati,
per poi metterti un 8, o un 9, un 7.5, quando, appunto, la recensione sembra essere da 10. Forse per dimostrare a quelli che la pensano come te che la sudditanza psicologica non esiste, bah, vallo a sapere. (sinceramente, sembra di una spocchia paurosa; altro che sincerità...n.d.Asradel)
J: Ora non posso che chiederti come mai abbiamo dovuto attendere così tanto dopo l' ottimo "Novembrine Waltz"?
C: Sostanzialmente abbiamo cambiato etichetta. E' un processo non semplice che come in questo caso può durare anni.
Dopo il tour con Opeth e Katatonia abbiamo capito che non potevamo continuare più con quell'etichetta. Il fatto è che lasciare una label così grossa spaventa un po, anchè non sai se ce n'è un'altra interessata o meno. Così abbiamo deciso di temporeggiare un po realizzando ciò che avevamo in mente da tempo, ossia la ri-registrazione di ‘Wish...'.
Abbiamo così soddisfatto questo desiderio che avevamo e contemporaneamente abbiamo avuto modo di verificare ulteriormente se era possibile un cambiamento di attitudine da parte della CM, il quale purtroppo non c'è stato.
Così dopo "Dreams D'azur" abbiamo ottenuto la separazione che comunque ha i suoi tempi. Ricevere i contratti di separazione, firmarli, aspettare che vengano controfirmati, registrare un nuovo demo, mandarlo in giro, aspettare le risposte, vagliare le offerte, firmare il nuovo contratto, scrivere e registrare il nuovo album, curare la grafica (passaggio che ci ha creato non pochi contrattempi), ed in fine siamo ad Aprile del 2006...
Insomma, una cosa un po travagliata
J: Ritieni che questo arco di tempo vi abbia danneggiato o magari abbia reso l'attesa dei vostri fans ancora più marcata?
C: Abbiamo notato un attesa spasmodica. Ti assicuro che eravamo spasmodici quanto loro. Cinque anni hanno fatto sicuramente dimenticare i Novembre a qualcuno (anche se non credo siano molti). Altri hanno cominciato ad avere una specie di crisi di astinenza. Li capiamo perfettamente. E' la stessa cosa che proviamo quando la nostra testa comincia ad affollarsi di nuova musica e smaniamo per tirarla fuori. Un po come accade alle mucche se non vengono munte.
J: Altra domanda inevitabile riguarda la nuova etichetta, la Peaceville, come mai avete scelto proprio questa? E cosa è successo con la Century Media?
C: La Peaceville è la label con cui avremmo dovuto firmare sin dall'inizio. E' senza dubbio la migliore. E' una casa di artisti che cercano solo artisti. Hanno fatto la storia del Metal di qualità. Le loro produzioni sono la base, la colazione principale di gente come me.
Album come ‘Soulside Journey' dei Darkthrone o ‘Gothic' dei Paradise Lost devo averli davvero consumati. Senza contare gli stessi Autopsy, o i My Dying Bride, gli Anathema, i Katatonia...
Quando scritturarono i Paradise Lost nell'89, il Gothic Doom non era per niente quotato. Anzi, non esisteva affatto (per come lo si intende oggi).
Poi divenne storia, grazie all'album ‘Gothic' e di conseguenza grazie alla Peaceville. .
Pensare che coloro che hanno scritturato questi giganti, hanno scritturato anche noi, ti da una bella carica di autostima. Essere stati voluti con loro ti fa davvero capire che la nostra musica ha un certo spessore...
La CM che dire??? Forse è meglio non dire. Non è un caso che la gente che scritturò mostri sacri come Asphyx (grandissimi n.d.j.) , Tiamat, The Gathering oggi non vi lavora più...
J: Torniamo a parlare di "Materia". Sembrerebbe che l' evoluzione dei Novembre sia infinita, siamo "finalmente" arrivati al traguardo o questa è solo un'altra tappa?
C: E' ovviamente solo una tappa di un percorso che finirà con le nostre tombe. Anzi no, continuerà con coloro, colui o colei che prenderà il testimone come noi lo abbiamo preso da altri prima di noi, e andrà avanti finché non ci sarà più bisogno della musica per parlare all'animo di qualcun altro. Ce ne vorrà ancora un po...
J: Leggendo altre interviste ho letto che vi sentite ancora molto legati alla scena Death Metal ma il quasi totale abbandono di tali influenze sembra invece significare il contrario, potresti spiegarmi meglio questo concetto?
C: Noi siamo un gruppo saldamente legato alla scena Death Metal di fine anni 80, anni 90 che è arrivata ai giorni d'oggi sotto una forma più sofisticata ma, aimè, molto ridimensionata. Non credo che i gruppi degni di tale nome superino il numero delle cinque dita.
Il Death Metal in questione, il quale a sua volta era una trasmutazione del Thrash, era la rappresentazione più intimista e istintiva del dolore dell'uomo. Sentimento che stiamo continuando a rappresentare tutt'oggi (ma non solo quello).
Il fatto che oggi la nostra musica abbia un apparenza esteriore diversa da opere come ‘Consuming Impulse', ‘Symphonies Of Sickness', ‘Main Frame Collapse' o ‘Incantation', non vuol dire che l'essenza di queste opere non sia sempre li, intrisa di altre opere.
Il problema è semmai saperla riconoscere. Ma che ci vuoi fare, non tutti sono perfetti.
J: Ora facciamo un tuffo nel passato, cosa provi quando ti capita di riascoltare i primi lavori del tuo gruppo? Ti capita mai di sentire nostalgia di quei tempi?
C: No, oggi gestisco meglio i disagi. All'epoca era troppo difficile per potere avere un sentimento di nostalgia.
Le cose stanno lentamente andando a migliorare. Così non fosse, dovessimo rimpiangere il passato non ci resterebbe molto da vivere. I Novembre sono un entità che ha funzionato, ha migliorato le nostre vite.
‘Wish..' è un capolavoro ed è grazie a lavori come quello che oggi possiamo anche andare oltre ma la sua importanza rimale vitale.
Quando lo riascolto non riesco a non chiedermi come ho fatto a scrivere quella roba :)
Anche se a dire la verità me lo chiedo di ogni altro disco.
J: Ed invece dopo qualche anno cosa pensi riguardo a "Dreams D'Azur", la rivisitazione del vostro debut album "Wish I Could Dream It Again..."? Io sinceramente criticai molto questa scelta. Ho anche sentito che vorreste fare lo stesso con "Arte Novecento", ti prego non toccarmelo, è uno dei più alti capolavori nella storia del metal estremo!!
C: Hahaha, si, "Arte Novecento" è uno dei più alti capolavori nella storia del metal (non davvero estremo direi!!!), ma il fatto è che non è tuo, non è vostro...
E' mio, è nostro, e ci facciamo ciò che ci pare. "Ti prego non toccarmelo" non è una frase che ci si può permettere di dire, semplicemente perché ‘Arte' non vi appartiene...
Pensaci, come potete affermare determinate cose? Pensate che il solo fatto che un album vi piaccia molto vi dia diritti? Avete la più pallida idea di cosa vuol dire scrivere ed essere proprietari assoluti un capolavoro? Io non ne avevo idea. Me lo ha fatto capire un facchino, un paio di settimane fa, dopo il nostro concerto con Klimt1918 e Room With A View; dopo essersi incollato roba pesante anche 50 Kg senza battere ciglio, mi ha chiesto con un Italiano da 3? elementare, se fossimo noi gli autori dei pezzi avevamo appena finito di suonare. Ho detto di si. E lui fa "anche delle parole?", ho risposto di si.
E lui "cazzo, deve essere difficilissimo, ma come cazzo fate?" Non dimenticherò mai questa cosa. E' grazie ad una persona semplice che riesci a capire che noi da 10 anni facciamo cose molto al disopra dell'ordinario... Provate voi a costruire qualcosa invece di demolirla e tranquilli che acquisterete tutti i diritti di questo mondo :))) (momento spocchia numero 2...n.d Asradel).
J: Carmelo, ormai sono tanti anni che te ed i tuoi colleghi siete nel mondo della musica e mi chiedo una cosa, riesci ancora ad emozionarti ascoltando un disco? Cosa significa per te la musica ora che hai tutta questa esperienza?
C: E' davvero molto strana questa domanda. Che cosa, in nome del cielo, può darti l'idea che il tempo possa irrigidire gli animi? Cosa può averti mai messo il pur minimo dubbio che chi scrive un pezzo come ‘Reason' (i cui riff provengono dall'epoca fra Wish e Arte, visto che ti piacciono tanto...) possa non emozionarsi più davanti alla musica?
Ho davvero paura si tratti di quello che in termini analitici viene chiamato ‘transfert', ossia trasferire ad un altro quello che si sta provando.
Cmq sia, tranquillo, generalmente chi fa musica rimane esente dal ‘raffreddamento'. Almeno in linea di massima.
J: Torniamo a parlare di attualità, il tour con i Katatonia com'è andato? Sono una band che penso si avvicini molto a voi sei d'accordo?
C: E già, i Katatonia, specialmente dopo ‘The Great Cold Distance', sono uno di quei pochissimi gruppi degni di tale nome. Il tour è andato come meglio non poteva. Conosciamo i K. da circa 13 anni e siamo molto amici ma amicizia a parte siamo fan l'uni degli altri ed è per questo che ci hanno voluti con loro.
Un tour perfetto sotto ogni punto di vista; tecnico, organizzativo, di esecuzione, di condizioni, di compagnia. Ci siamo divertiti un casino e data per data abbiamo conquistato tantissime persone che magari ci conoscevano solo di nome, e il fatto che abbiamo venduto un botto di Cd è la prova di questo fatto.
Eravamo sempre nella condizione di fare uno show al massimo delle capacità, supportati da un fonico eccezionale, lo stesso dei K., in palchi importantissimi come l'Astoria di Londra o il Columbia di Berlino, o il Tavastia di Helsinki dove c'era il tutto esaurito. Una gran figata.
J: Ultimi questisi su "Materia" e poi ti lascio tranquillo, liriche in italiano ed in inglese: quali senti più vicine all'attitudine dei Novembre targati 2006?
C: Entrambe, anche se le liriche in Italiano sono molto più sentite per ovvi motivi di padronanza della lingua.
L'Inglese, nel tempo si è rivelato essere un ottima barriera dietro la quale trincerare le nostre più profonde sensazioni. E' un idioma che non ci appartiene in nessun modo e per questo non riesce a ricreare gli stessi sussulti che provoca la nostra lingua e infondo può essere una cosa molto comoda
J: La copertina è meravigliosa, cosa rappresenta e come si lega al disco?
C: È il frutto di ciò che la musica e i testi di Materia hanno suscitato nella mente di Travis Smith. Dovresti chiedere a lui. Io personalmente non l'ho fatto perché l'arte è legata a doppio nodo con le nostre sensazioni e mi sono limitato a godermi l'opera di un artista attraverso la nostra arte.
Posso dirti cosa rappresenta per me; un mastodontico cambiamento in atto e una certa infantile incoscienza nell'affrontarlo. Ma quella fabbrica così immensa e paradossale mi ricorda anche la musica che sta per arrivare.
J: Va bene così Carmelo, spero di non averti annoiato ed augurandoti ancora tanti e tanti anni di grande musica ti saluto. Massimo rispetto per i Novembre.
C: Non mi hai annoiato affatto, anzi al contrario, è stata un intervista davvero stimolante per la quale ho perso un po più tempo del solito, proprio per la sua natura leggermente polemica.
E inoltre complimenti per il coraggio delle tue domande e per la tua recensione, indipendentemente da ciò che ne pensiamo.
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