Sedici anni di onorata carriera alle spalle, cinque full-lenght devastanti che l'hanno portata ad essere una delle realtà di punta del metal estremo tricolore, un album di recente uscita che rappresenta l'ennesima perla e se vogliamo "evoluzione" del sound della band lombarda. Il tutto, in un vero e proprio periodo di svolta, diversi forzati cambi di line-up che sembrano non aver scalfito per nulla (ed anzi per certi versi arrichita) la vena creativa di nostri. Di questo e di altro abbiamo parlato con Gary D'Eramo storico chitarrista della band dimostratosi estremamente chiaro e disponibile nell'intervista.
Prima domanda d'obbligo... "In the End Everything is a Gag" è il primo lavoro dei Node senza Daniel Botti. Come mai questo avvicendamento?
Daniel a novembre 2007 ha conseguito la laurea in letteratura moderna ed ha iniziato il dottorato, da lì a due anni si è trovato al bivio tra scegliere una ben retribuita e brillante carriera all'Università di Yale negli Stati Uniti e una promettente e non sempre ben retribuita carriera nei Node... beh, direi che la scelta era inevitabile. Ci siamo messi subito a cercare un nuovo cantante e un nuovo chitarrista... consapevoli di addentrarci in una situazione molto molto difficile... ma lo abbiamo fatto ugualmente, e con ottimi risultati direi a partire dal nuovo singer Beppe (Rex) Caruso.
Rex è un nostro fan e amico da una decina d'anni, è il leader di una death metal band milanese (gli Ira), abbiamo fatto un sacco di concerti insieme e ti confesso che avevamo pensato subito a lui per sostituire Daniel; lui ci ha preceduti mandandoci una mail, e chiedendoci di fare una prova... è entrato nella band praticamente dopo quella prova.
Per quanto riguarda Attila ci è piaciuto da subito, abbiamo provato un sacco di chitarristi prima di lui, alcuni anche veramente notevoli dal punto di vista tecnico, ma Attila nel suonare i pezzi aveva quella personalità in più, quella spinta emotiva nelle esecuzioni che gli ha fatto guadagnare subito il posto come axe-man insieme a me nei Node. Non dimentichiamo l'ultimo acquisto della band poi, Gabriel Pignata al basso; purtroppo Klaus Mariani ha mollato il colpo subito prima delle registrazioni del nuovo album e siamo stati costretti a trovare un sostituto in frettissima e che fosse alla sua altezza... Anche Gabriel è un nostro vecchio amico ed ha accettato immediatamente. Lui suona anche nei Destrage una band techno thrash milanese molto molto interessante. Insomma, tante facce nuove e tante nuove esperienze che si accumulano.
Aldilà della stima profonda che personalmente ho per Daniel sia come vocalist che come chitarrista, devo ammettere che l'ingresso in formazione di Rex dietro il microfono e Attila alla chitarra sembra non far rimpiangere per nulla questo avvicendamento...
Beh grazie. Abbiamo cercato di scegliere i nuovi membri anche in vista della grande volontà di evolverci... senza perdere d'occhio comunque il nostro stile.
Più che una questione tecnica abbiamo voluto rimarcare e ricercare l'approccio stilistico che i candidati durante le audizioni ci lasciavano intuire; direi che la scelta è stata azzeccata.
Il vostro più grande merito è stato, a mio parere, quello di riuscire ad evolvervi ed andare oltre album dopo album, e questo nuovo lavoro non fa che confermare il tutto. In particolare ho trovato un ulteriore passo in avanti a livello stilistico ed un gusto, mai celato in passato ma oggi più evidenti, per un certo modernismo alla Meshuggah, condividi?
Grazie... sei uno dei pochi che hanno capito quello a cui puntiamo.
Ogni anno solitamente attingiamo dagli svariati ascolti e dai gusti personali in campo musicale; da lì partono le jam in sala prove e di conseguenza le nuove composizioni, tutto questo rende la vita del gruppo molto più divertente e culturalmente evoluta... In questa parte della nostra storia stilistica oltre a influenze passate si sono fatti avanti anche gli smisurati e incontrollati ascolti di Meshuggah, Porcupine Tree e Gojira. Direi che ci hanno aperto la mente e la creatività ancora più di prima... alcuni dicono che il rock 'n' roll è morto... ma sono morti gli ascolti non chi la musica la fa credimi, te lo dice uno che in sala prove ci va con lo stesso fremito tre volte alla settimana da 16 anni.
Due parole sulla produzione del disco, che ho trovato davvero entusiasmante... potente, pulita, l'ideale per esaltare il vostro stile musicale...
Il disco è stato prodotto dal nostro fonico live Marco Ribecai ai suoi Syncropain Studios di Pisa e da me. Diciamo che abbiamo ricercato il più possibile l'interpretazione anche dal punto di vista dell'impatto sonoro e quello che volevamo proporre... nei live è la stessa cosa. Ci sono voluti cinque mesi per realizzare l'album e tre per preparare al dettaglio i live.
Ovviamente anche l'artwork del lavoro è di altissimo livello, e non poteva essere altrimenti visto l'autore...
Parli del grande Seldon Hunt, che genio!! Con lui ci siamo trovati benissimo, ha un modo del tutto particolare di lavorare... ha voluto tutto il premixing coi testi e dopo una settimana è venuta fuori la cover. Caotica, nevrotica, criptica... proprio quello che all'interno racchiude il full lenght. Ha saputo trasmettere le sensazioni in modo cinico e trasparente, veramente un'artista fenomenale, di sicuro lavoreremo ancora con lui.
Reazioni della critica in generale al nuovo album?
Da parte dei fans buona, viste anche le ottime affluenze ai primi concerti, da parte della critica c'è chi condanna la nostra evoluzione e chi la loda... Insomma di tutto di più, c'è anche chi mi ha consigliato tra gli addetti ai lavori di smettere il discorso Node dopo la partenza di Daniel... ahahahahahah
In cosa sono cambiati i Node, avvicendamenti di line-up a parte, nel corso degli anni?
Non lo so... sicuramente ancora più stressati dopo gli ultimi 3 anni ahahahahah, concerti, audizioni, registrazione dell'album hanno inciso sul nostro equilibrio mentale eheheh
Dopo l'esperienza di "As God Kills" su Massacre Records, siete tornati alla vostra etichetta storica, la Scarlet... Motivi particolari dietro questo ritorno?
Guarda, riguardo a Massacre preferisco non parlare... Siamo tornati a casa dopo che ci hanno promesso mari e monti e ci hanno dato solo una pozzanghera, e qua ti ho detto tutto.
Siamo felici di essere ancora con Scarlet con la quale abbiamo iniziato, ragazzi di parole e di fatti, questo è fondamentale per collaborare con qualcuno.
I quattro anni di attesa da "As God Kills" al lavoro attuale, sono dipesi esclusivamente da motivi legati al cambio di etichetta, o semplicemente da altro (fermo restando che la vostra attività live è stata pressochè costante)?
Sono dipesi dalla presenza sempre più rara di Daniel in sala prove per colpa del suo nuovo lavoro in Università, alla costante mancanza di tempo e di voglia di suonare da parte di Klaus prima dell'abbandono definitivo, alla ricerca di nuovi stimoli da parte mia, ai problemi con Massacre... Insomma un casino generale dal quale ne siamo venuti fuori alla grande grazie a Dio.
Come vi muoverete per promuovere l'album?
Investiremo tutto quello che abbiamo in gomme, gasolio e autogrill... L'unico modo per promuovere un album è andare in giro e suonare, solo lì vendi i tuoi lavori e ti fai conoscere... altre strade come video e pubblicità non esistono.
La classica domanda da un milione di dollari... so che per un artista parlare di un proprio lavoro piuttosto che di un altro è sempre molto difficile, ma in generale c'è un album nella vostra discografia cui ti senti più legato?
Siamo tutti legati in egual modo. Ogni album ha una storia a sè. Personalmente reputo "Das Kapital" quello a cui sono più legato, il periodo della compsizione e della realizzazione era sereno; serenità, uno stato d'animo che negli ultimi anni è venuto a mancare.
Il vostro percorso artistico anno dopo anno è sempre stato un crescendo entusiasmante... Per quanto mi riguarda vi ricordo ormai diversi anni orsono (intorno al 2001-2002 all'incirca...) quando il vostro nome girava molto in un ambito particolarmente underground. Con il passare degli anni il vostro consenso è cresciuto a dismisura anche e soprattutto per merito dei vostri spettacoli dal vivo oltre che su album, che ho effettivamente riscontrato vedendovi all'opera live. Dall'alto della vostra innegabile esperienza "on the road", cosa vi sentite di consigliare alle nuove leve?
Tre parole... UMILTA', COSTANZA e DETERMINAZIONE, senza una di queste puoi tranquillamente startene in camera da letto e suonare. Se vuoi far parte di una band devi sognare e credere in quello che fai anche nelle situazioni più difficili ed estreme; per far parte di una metal band ITALIANA o hai le palle o lascia perdere...
Per finire ti lascio carta bianca, ringraziandoti per la disponibilità all'intervista.
Grazie a voi ragazzi... grazie a chi ci supporta e sopporta da così tanto tempo incondizionatamente come la vostra webzine, aspettiamo voi e tutti i lettori di headbang.it on the road, le date e i video live li trovate sul nostro sito <url>www.node.it</url> oppure su http://www.myspace.com/nodeband o sul nostro canale youtube: http://www.youtube.com/nodeband !
Stay Evil, stay NODE
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