Quando appresi la notizia che i Nachtmystium sarebbero arrivati in Italia per un’unica data il quel del Covo Club di Bologna, la prima cosa che pensai fu “ci devo essere!”.
Non è infatti facile poter assistere ai concerti di una band come loro sul suolo italico, e ciò per diversi motivi: in primis, i Nachtmystium sono un gruppo proveniente dall’underground americano e stanno iniziando ad avere solo ora un discreto successo anche in Europa, ma i mezzi finanziari per organizzare un tour professionale restano pur sempre limitati e se ci aggiungete, in secondo luogo, che l’Italia non è proprio il paese in cui il metal viaggia più forte rispetto agli altri del resto d’Europa, è facile capire come per un appassionato di sonorità estreme e sperimentali quello di martedì 13 aprile 2010 sia un piccolo evento da non perdere assolutamente.
Ad aprire la serata ci pensano gli Inswarm, duo di musicisti provenienti dalla band della cantante Jarboe, che si sarebbe esibita subito dopo di loro. La proposta musicale del duo (chitarra/tastiera-effetti) è un post rock dalle tinte black, con campionamenti ed inserti elettronici al limite dell’EBM. Proposta personale e particolare, certamente non di immediata presa, ma assolutamente niente male per scaldare i primi pochi presenti.
Arriva poi il turno di Jarboe, ex cantante degli Swans, che questa sera ci presenta il suo personalissimo progetto solista. Aimè il pubblico non è aumentato di molto, ma la sessantina di presenti viene totalmente coinvolta dalla carismatica singer, la quale pare esibirsi in un perenne stato di incoscienza mistica che riesce bene a trasmette al pubblico lasciandolo letteralmente sbigottito, assuefatto, nonché rapito e condotto verso un viaggio fatto di atmosfere ombrose, spettrali e, se vogliamo, anche magiche. Certo, per godere appieno di questa particolarissima e quasi incatalogabile proposta bisogna lasciarsi andare e aprire la mente cercando di immedesimarsi nella musica della cantante che sicuramente non è immediata o semplice nella sua concezione. Se si riesce in questa operazione, ciò a cui si va ad assistere risulta essere veramente stupefacente.
La scaletta proposta lungo l’ora di esibizione va a pescare esclusivamente dai lavori solisti dell’enigmatica cantante, con particolare attenzione all’ultimo “Mahakali”, anche se dobbiamo sottolineare che purtroppo la buona riuscita dello show è stata gravemente minata da dei suoni non all’altezza, cosa che, aimè, si è rivelata una triste costante della serata.
Finalmente arriva il turno dei tanto attesi Nachtmystium e la band del leader e cantante Blake Judd si presenta questa sera sul palco come un terzetto a causa dell’inattesa defezione del secondo chitarrista Jeff Wilson per cause non del tutto chiare. Purtroppo la cosa penalizzerà lo show (insieme a dei suoni, a tratti, al limite della cacofonia), poiché la resa di alcuni brani ne risulterà ridimensionata rispetto alla versione su cd, ma il biondo frontman non si scoraggia ed, incurante della situazione difficile, porta avanti uno spettacolo grintoso e con la voglia di lasciare un segno tangibile nei non molti presenti. Dunque tanta umiltà che viene ripagata dagli spettatori (soprattutto nelle prime file) con un sacco di applausi, headbanging e urla di approvazione. I Nachtmystium di oggi dal vivo appaiono certamente molto meno “black metal” che in passato e privilegiano l’impatto e le soluzioni maggiormente immediate a discapito dell’atmosfera, invece ben presente su album, ma questa non è certamente una critica negativa, tutt’altro.
La scaletta proposta va a toccare soprattutto il materiale più recente, proponendo “Your True Enemy” e “Assassins” (in chiusura di show) estratte direttamente dall’ultimo lavoro della band, oltre a “Chosen By No One” e “A Seed For Suffering” da “Instinct: Decay”. Le thrasheggianti “Life Of Fire” e “Hellish Overdose” scaldano non poco gli animi dei presenti e, a sorpresa, viene proposta anche l’inedita “High On Hate” tratta dal prossimo album della band “Addicts: Black Meddle Pt. 2”, in uscita ai primi di giugno. Un ottimo pezzo, che non fa altro che far crescere l’attesa per un disco che potrebbe facilmente candidarsi ad album dell’anno.
L’ora di concerto fila via velocissima e nonostante i problemi (nemmeno tutti responsabilità della band, ovviamente) possiamo ricordare in maniera positiva questa serata e, in attesa di rivedere la band in Italia in contesti un pelo più importanti, il conto alla rovescia per l’Hellfest è già iniziato!
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