Moothunderforce

Moothunderforce

Intervistare i Moothunderforce è per me sinonimo di grande orgoglio, sicuramente la prima cosa che diro' ai miei figli sarà "Io li ho intervistati!!!" e loro mi adoreranno per sempre, garantito. Con loro abbiamo approfondito tematiche misteriose ed occulte di cui molti di voi, stolti esseri umani, non potrete certamente comprendere il significato. Per voi saranno una palata di stronzate ma in realtà qui sotto si nascondono le risposte alle più antiche domande umane, ecco a voi una perla di saggezza seconda solo alle migliori opere di Aristotele.




Jan: Un saluto ai potenti Moothunderforce, spero che con questa intervista io possa entrare nelle vostre grazie divine ed essere protetto. Innanzitutto potreste presentare la vostra divina identità ai nostri lettori?

Moothuderforce: Innanzitutto siamo costretti a smorzare il tuo entusiasmo, poiche' per entrare nelle grazie divine dei nostri Dei e' necessario un cammino lungo e doloroso, solo i discepoli più scrupolosi potranno sopravvivere a ciò che accadrà.
Passando ora alle presentazioni, i Moothunderforce possono essere definiti piu' che una band, come una setta di illuminati composta dal chitarrista/screamer Fartmageddon, il bassista Mortacciis ed il sommo batterista LeerdHammer i quali, guidati dal blasfemo richiamo di Djungelorm dedicano a Lui la loro esistenza, cercando di diffondere il piu' possibile il nero verbo.
La nostra missione e' quindi quella di aprire attraverso la nostra musica un varco tra la realta' odierna e la vera essenza del mondo, come luogo in cui Djungelorm fondera' la sua dimora.
La nostra estenuante ricerca musicale tende a squarciare il velo della realtà attraverso nuove forme di torture soniche che inducono uno stato di trance atto a trascendere questa esistenza e assurgere ad un nuovo grado di consapevolezza. Ma la gente ha paura, i media ci emarginano e tentano di nascondere la realtà.

J: Iniziamo subito ad addentrarci nel visionario mondo di "Panzerfausto". Il salto di qualità che la vostra band ha fatto rispetto al passato salta subito alle orecchie, come pensi siano maturati i Moothunderforce in questo periodo?

M: Indubbio che ciò sia saltato alle orecchie, ormai la nostra tecnica è pressochè inarrivabile, a partire dal nostro poliedrico batterista, passando per le funamboliche doti di guitar hero Fartmageddon che oltretutto si è dedicato al canto in maniera più completa ed eclettica, sfoderando una prestazione che, e qui sfido chiunque a smentirmi, eclissa la storica figura di Demetrio Stratos relegandolo ormai nel passato prendendo il suo posto come degno erede di sperimentatore nel campo del canto. Concludendo senza falsa modestia con Mortacciis, che dona quel tocco di inatteso e di ipertecnico che non guasta mai, stuprando costantemente il suo strumento e suscitando ammirazione e riverenza sin dal primo ascolto.
A tutti gli effetti, non fosse per il nostro messaggio, noi saremmo classificati tra le più influenti prog band del globo terracqueo; i temi che la nostra Missione ci spinge a trattare, pero', sono intrisi di una morbosa forza negativa tale da renderli impossibili da esprimere senza ricorrere al nichilismo del black metal. Questo aspetto da una parte ci scoccia poiche' ci ghettizza in un solo genere, pur ponendoci ai vertici di esso.

J: La vostra proposta si contraddistingue dal resto della massa in particolar modo per le liriche, estremamente ironiche ed allo stesso tempo allucinate. Sono sicuro che molti puristi del Black Metal vedrebbero il vostro gruppo come un insulto alla fiamma nera, come vi sentite di rispondere a queste ipotetiche persone?

M: A differenza dell'epos creato dalle band scandinave noi ci possiamo fregiare del titolo di cronisti. Narriamo soltanto pure realtà, fatti tangibili che sono sotto i nostri occhi. D'altronde come tutti gli artisti che nei secoli hanno avuto qualcosa di importante da dire, la storia lo insegna, siamo sgraditi e additati da parte del pubblico. Questa è solo paura derivata dall'ignoranza, gente che non vuol aprire gli occhi di fronte alla realtà, ed alla quale non vogliamo nemmeno rivolgerci; il vero Verbo va ricercato, di certo non verrà smerciato nei grandi magazzini, noi narriamo per chi ha orecchie per intendere. Ed è normale che nonostante tutto noi ci espriamo sotto forma di narrazione, di storie, perché è la forma più adatta per questo aspetto didascalico.

J: La mia personale visione è che, invece, nonostante le già citate liriche, il vostro sound sia fottutamente serio, un Black Metal nordico gelido come raramente capita di sentire. Ritenete che il gruppo continuerà sempre su questa linea (musica seria e testi "demenziali") o le cose prima o poi potrebbero cambiare? Non sentite mai il bisogno di esprimervi con un Black Metal più tradizionale anche a livello di testi?

M: Sinceramente non riusciamo a capire su quali basi tu possa ritrovare ironia o demenzialita' (infatti ho usato le virgolette, non volevo offendere o Voi potenti n.d.J.) nelle nostre liriche.Esse contribuiscono, al pari della musica, a ricreare quelle gelide immagini che piu' di una volta sono state fatali alle menti piu' fragili.
Come abbiamo detto la musica è solo una parte della nostra vita spirituale, un mezzo per realizzare i nostri intenti, continueremo per la nostra strada senza guardar in faccia nessuno. Se poi ci offrissero un sacco di soldi, beh, faremmo anche un disco di liscio, ma sarebbe comunque il liscio più trve che sia mai stato realizzato.

J: Con "Panzerfausto" vi siete dedicati ad un nuovo ed entusiasmante concept bastato sulle leggendarie gesta dello Chef Tony, potreste presentare a tutti questo personaggio? Probabilmente molti stolti non hanno mai visto le sue straordinarie promozioni in tv... Ho anche sentito che possiede dei poteri divini, confermate?

M: Chef Tony non possiede poteri divini. O meglio, è la testimonianza vivente di come una creatura terrena se fornita di passione e straordinaria forza di volontà possa trascendere i suoi stessi limiti e respirare il divino. Non a caso abbiamo deciso di dedicargli una monumentale suite da quasi 20 minuti, che sempre smaliziatamente è stata suddivisa in tre atti di pathos crescente. Ogni step non può esistere come entità singola ma ha senso nella sua globalità, indica il percorso per compiere la trasfigurazione e raggiunge l'acme attraverso i versi finali della nostra opera che, e qui andiamo a citare, dicono "Riceverò il mio ultimo applauso quando innalzerò al cielo la mia lama Perfetta!". Egli sta per raggiungere la perfezione, si perderà finalmente nel tutto pur avendo coscienza di se stesso. Tutto ciò è commovente.

J: Come appena detto in "Panzerfausto" si parla del paffutello Chef Tony però in copertina vediamo un "trvissimo" Fausto Bertinotti, anche il titolo è chiaramente ispirato a lui, come mai? Cosa pensate, brevemente, della situazione politica Italiana?

M: Questa domanda si riallaccia a quanto detto in precedenza. Noi narriamo vicende che ci tangono da vicino. Cos'è più trve e grim della politica? Storie di sesso, droga e perdizione mascherate dietro ad impeccabili completi Armani e dentro lussuose valigette 24ore. Noi abbiamo preso coscienza di ciò e urlato al mondo nel nostro stile, sibillino perché ambivalente, ma allo stesso tempo paradossale. Ci siamo ribellati, siamo stati noi a mascherare la politica, rendendola irragionevolmente più simile a ciò che essa è in realtà.

J: Nella vostra carriera vi siete addentrati in lidi poco esplorati ma estremamente affascinanti e potenti, tra i quali il misterioso Fantabosco, il labirintico mondo Ikea ed ora le gesta del divino Chef Tony, quanti anni di studio vi ci sono voluti? E cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo lavoro?

M: E' indubbio che la nostra preparazione derivi da anni di duro impegno e dedizione, ricerche meticolose e rasenti al perfezionismo. Non ci limitiamo ad osservare questi fenomeni ma li studiamo e sezioniamo sino a coglierne l'essenza per poi render partecipe il mondo di ciò che abbiamo scoperto.
Ci sono ancora tante cose che il popolo ignora e sappiamo che molti pendono dalle nostre labbra consci della nostra intelligenza superiore. Non nego che aspettando la venuta del nostro Sommo Signore vorremmo istituire un'aristocrazia aristotelica di pochi eletti, per governare nel giusto modo la vita dei semplici, ma sappiamo che il cammino è molto lungo e di sicuro ambizioso. Ma siamo consci delle nostre immense potenzialità, e stiamo lavorando in questa direzione.
Il nostro prossimo lavoro sarà finalmente sulla lunga distanza, le nostre fatiche porteranno alla luce un disco che conterrà gli episodi già editi uniti ad altre intricatissime creazioni che trasudano genialità e gelida verità. Aspettatevi altri inni di nera bellezza ed eleganza.

J: Alcune voci mi hanno informato che state pensando, nel vostro prossimo lavoro, di far uscire una versione limitatissima con allegato il vibratore anale ufficiale dei Moothunderforce, spero che queste voci siano vere perché me ne prenoto immediatamente due copie, una non mi basta. Ci sono notizie a riguardo?

M: Mi spiace smentire queste voci di corridoio; come i nostri adepti di alto grado sanno, il vibratore anale è uno dei sacri oggetti di potere del nostro culto, latore di un messaggio molto forte. Dove c'è gioia bisogna comunque soffrire, c'è sempre un prezzo da pagare. Se questo prezzo dovesse essere quello di un cd (anche se fosse il meraviglioso disco dei Moothunderforce) mi parrebbe riduttivo.

J: Come sappiamo i Moothunderforce sono formati da Fartmageddon e Mortacciis ma è inutile che tentate di prendere per il culo una persona preparate come me, so che fa quasi tutto il terzo membro del gruppo, LeerdHammer. Presentateci il terzo membro del gruppo e confermateci la diceria che sia stato lui ad insegnare ad HellHammer a suonare la batteria.

M: Guarda, il discorso è saltato fuori proprio l'altro giorno quando avemmo la fortuna di parlar proprio con Hellhammer.
Egli ci ha confermato di aver iniziato ad avvicinarsi alla batteria proprio sotto i rigidi insegnamenti di LeerdHammer, mentre quest'ultimo sta cercando di insabbiare la notizia poiche' considera quell'esperienza come un totale fallimento.
Il palese dislivello tecnico e di notorieta' che puo' vantare LeerdHammer nei confronti del suo adepto potrebbe andare ad intaccare la sua maestosa e imperfettibile figura, ma la foto che ci ha spedito Hellhammer stesso, e che noi includiamo in questa intervista in esclusiva mondiale, fuga ogni dubbio di mitomania del batterista norvegese.
Oggi come non mai possiamo dire di aver un batterista che fa gola a molti, essendo considerato come uno dei più influenti e tecnici attualmente in attività.
Insomma, è sulla bocca di tutti.
La perfezione formale dei nostri brani deriva proprio dallo stato di sudditanza psicologica che nutriamo nei suoi confronti..solo dopo le centinaia di spartiti che lui scarta senza remore e le interminabili sessioni di prove a cui ci sottopone si possono raggiungere risultati di tale caratura.

J: Avremo mai la possibilità di vedere i Moothunderforce dal vivo o qualche altro vostro progetto Black Metal dal vivo?

M: Il giorno potrebbe arrivare, ma solo quando il mondo sarà pronto per reggere una nostra apparizione. Ci stiamo muovendo anche in questo senso ma dobbiamo far i conti con l'infinita serie di appuntamenti dell'agenda di LeerdHammer sempre in giro per il mondo a fare clinic di batteria, presenziare come ospite in varie manifestazioni jazz. E' un personaggio mondano richiestissimo e noi ci atteniamo alle sue possibilità senza proferir parola, d'altronde siam già contenti di registrare con un personaggio del suo calibro, ma mai dire mai.

J: Ok siamo arrivati alla conclusione del nostro demoniaco cammino, immagino che dopo la lettura di questa intervista molti lettori saranno ormai in trans (non mi riferisco alle allegre "signorine") pronti ad eseguire i vostri ordini. Lascio a voi le ultime e decisive parole, qui si deciderà il destino dell'intera umanità quindi, vi prego, non concludete con il solito "Hail to Djungelorm!".

M: Innanzitutto ci teniamo a ringraziarti per lo spazio concessoci e per la simpatia dimostrata; in secondo luogo vorremmo ricordare che i Moothunderforce non stanno mai con le mani in mano, sono sempre al lavoro e stanno continuando a produrre materiale di somma fattura per la loro prima prova su lunga distanza. Stiamo rifinendo gli empi salmi che intoneremo e saranno più demoniaci che mai.
Tremate!
Beh, Hail to Djungelorm!

J: Ave.

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