Titolo originale: Midnight Mass
Autore: F. Paul Wilson
Casa editrice: Gargoylebooks
Anno pubblicazione: 2004
Anno di traduzione: 2007
Traduttore: Paolo De Crescenzo
Pag: 441, costo: 16,00€
Paul Wilson ènato nel 1946 nel New Jersey, dove vive tuttora con la moglie e due figlie ed esercita la professione medica. Tra le letture giovanili che hanno contribuito alla sua formazione di scrittore, cita Lovecraft, Matheson, Bradbury, Heinlein e… Zio Paperone. E’ autore di più di trenta romanzi (fantascienza, thriller, horror). Dal suo primo horror, THE KEEP (LA FORTEZZA), è stato tratto il film omonimo, sceneggiato e diretto da Michael Mann e distribuito da Paramount. LA FORTEZZA e IL SEPOLCRO (Edizioni Nord) sono entrambi apparsi nella Bestsellers List del New York Times. Negli Stati Uniti i romanzi di Wilson hanno venduto oltre quattro milioni di copie e sono stati tradotti in quindici lingue.Il consolidato formato hardcover non tradisce le aspettative. Quello che ci troviamo per le mani èun bel volume, curato nella legatura e solido, anche se l'assenza del bianco intercapitolo fa storcere il naso. Ne giova la velocita' della narrazione (compromesso tra eleganza e scorrevolezza: 1 a 0 per la scorrevolezza). La tipografia punta ad un carattere leggero e leggibile. Ulteriore appunto positivo va al segnalibro in omaggio... spero che tale buongusto permanga nel tempo.Cessata la contemplazione del contenitore veniamo al contenuto: la nota introduttiva èdel tutto accessoria, se non per il solito canovaccio che vede l'autore giudicato da un pubblico propenso ad arricchire le fila dei martiri della letteratura... e ci dice anche che “Messa di mezzanotte” continua la collana sui vampiri per i tipi della Gargoyle. Paul F. Wilson scava nell'accidentato terreno che collega il feudo ecclesiastico e il folklore. Innanzi all'invasione dei vampiri le religioni perdono di significato, ma non quella cristiana. I vampiri non possono opporsi e/o resistere all'iconografica cristiana, ma si fanno beffe del resto e di vaneggiati simboli sacri extracristiani. L'autore cerca di ridare forza a una simbologia sacra, che mostra segni di cedimento sotto l'assedio della societa' materialista? Oppure vuol solo ridicolizzarla? La letteratura darebbe risposta positiva al primo quesito. La storia della letteratura, mostra chiaramente come la figura del vampiro sbuchi fuori ovunque. Ogni cultura ha dato loro un nome diverso, ma il “succo” rimane quello, inoltre la similitudine finisce dove comincia. Gia', perché il mito del vampiro legato al cristianesimo èunico nel mondo. I vampiri cinesi non possono essere scacciati ricorrendo al taoismo o al buddismo. Quelli indiani (nativi d'America) si nutrono di energia vitale (qualcosa più simile all'anima, ma diversa in quanto per loro non esiste). Gli sciamani non possono influenzarli in alcuna misura. Quindi da un lato abbiamo un mito trasversale, dall'altro la singolarita' del vampiro “cristiano”.' Strettamente legato alla cultura religiosa. In questo vedo un segno di come la cristianita' si rapporti con distacco e superiorita' verso la natura e i fenomeni che la caratterizzano. l' ignotoSolo ponendo la questione come lo scontro tra il bene e il male, puoi scacciare un essere soprannaturale. Insomma il bene vince sempre, non lo vedete per strada? Interessato alle radici mistiche di questo sodalizio, ci dipinge uno scorcio diverso del morbo vampirico. Inarrestabile esploratore si reca oltre il confine tra fantasia e delirio. Possiamo confrontarci con una seria analisi del rapporto tra scienza e horror? A quanto pare si. Senza troppi scrupoli, austero e inesorabile, l'autore disquisisce sul come i vampiri riescano a sfuggire alle leggi della fisica e della biochimica. Come possono volare con ali rattrappite, putrefatte e deboli? Dove finisco una volta ritirate, senza che alcun segno possa essere scorto? Come fanno a muoversi senza circolazione sanguigna? Come possono lavorare i muscoli senza ossigeno? L'horror ha sempre motivato i fenomeni che popolano la cultura horror facendo ricorso a non ben precisate energie e Wilson non si preoccupa di dirimere le nebbie del dubbio. Wilson affronta la sfida intellettuale a viso semi-aperto... insomma si fa prestare la voce da un suo personaggio (un prete che sta amabilmente parlando con un rabbino.... potenza della letteratura). Certo il risultato di un confronto scienza-horror sfocerebbe in un impietoso verdetto per il secondo contendente, pero' Wilson forte dell' ignoranza umana cerca di scavare il terreno brullo e abbandonato del “vero” sapere che si cela dietro l'horror... senza riuscirci.Scienza per scienza, perché non buttarci dentro qualcosa che poggi su vere basi scientifiche? Parlando di spiagge uno degli “illuminati” disquisitori dice:” ... e che fa la gente, oltre che nuotare?”...”... accumulano punti per un bel cancro alla pelle.”.
La letteratura straripa di questi svagati attacchi al mal costume, ma non sara' mai superfluo il tentativo, che cerca di far capitolare l' imperativo dell'apparire. Un plauso al controcorrentista. Il sole viene dipinto a tutto tondo come foriero di morte: per i vampiri ad effetto immediato, mentre per gli uomini in comode rate.Bene ora che i bei valori della societa' hanno incassato il colpo... arriva un altra mazzata da 200 tonnellate:” A proposito dell' essere vegetariana... lo so era un lusso. Adesso mangio qualsiasi cosa su cui riesco a mettere le mani” per poi concluder col montante da K.O.:” Kosher... come appariva ora priva di significato il rispetto di tutte quelle regole che avevano governato e circoscritto la sua vita di un tempo” senza rovinarvi il libro, vi dico solo che i protagonisti se la passano male. Non solo per il brulicare di succhiasangue, ma anche per la scarsezza di vivande. Ripresomi dalla botta cerco di sferrare il contrattacco e ... non trovo le parole, la mente non mi sostiene. Forse le riflessioni di Wilson sono intaccabili? Diciamo che l'arte dello scrivere utilizza alcune tematiche per giocare con il lettore come il gatto fa con il topo. In una situazione di necessita' totale di fabbisogni fondamentali, riuscirebbe l' uomo a perseverare nel suo cammino di coerenza ideologica senza lasciarci le penne? No, sentenza inappellabile per l'autore! I nostri principi sono solo parole al vento. Sono i fatti a dimostrarlo e quando la necessita' incombe, l' uomo èil miglior volta gabbana di se stesso. Speriamo di non dover mai fare i conti col grande imbonitore ipocrita che alberga in tutti noi.Non solo queste sono le riflessioni dell'autore: con lo spirito dell' umanista imparziale si appresta a riflettere sulla guerra. Passate o moderne le guerre si sono sempre avvalse dell' uso della propaganda. Tramite questo potente strumento, il nemico si trasforma, diventa una creatura sub umana, un essere avulso e alieno... insomma il nemico non ha i nostri stessi diritti, perché preoccuparsi del suo destino? In fondo conta solo annientarlo, no? Alla luce di tutto questo lo scontro vampiri umani assume ben altri connotati. Non èlo scontro per la sopravvivenza, non èselezione naturale, ma una competizione tra due ideologie. Per definizione una non lascia spazio all'altra, quindi la meno spietata sara' condannata ad estinguersi. Ecco che emerge l'allegoria vampiresca: il vampiro èl' uomo maestro in retorica e demagogia, oscuro politicante prezzolato (dal sangue), prostrato e prostituito al potere (l' immortalita'). Interessante rivisitazione del soggetto, che merita la lettura del libro con attenzione e serieta'.THIS IS THE END: Che il Kaos sia con voi.
Helrik
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