Memoriale del Convento

Memoriale del Convento

Titolo Originale: Memorial do Convento, 1982
Autore: José Saramago
Edizione: Feltrinelli, 1998
Traduttore: Rita Desti, Carmen M. Radulet
Pag.: 319
Romanzo storico, mosaico di informazioni che compongono la Storia (notare al s maiuscola): la costruzione del convento di Mafra (1713-1731), la costruzione ed il volo della “Passaparola” (1700-1724) e l’Inquisizione (1536-1821).
La costruzione dell’edificio di Mafra comprendente il palazzo, il convento e la basilica, voluto da Giovanni V di Portogallo poiché mosso dall’intento di imitare la costruzione del San Pietro di Roma, occupò per diversi anni migliaia di portoghesi oltre che risultare un enorme investimento economico. Questo evento, come a ricompensare le fatiche dei costruttori, sostiene la maggior parte della Storia scenografica.
La costruzione ed il volo della “Passaparola” riguarda la costruzione dell’aerostato ideato dal brasiliano Bartolomeu Loureco de Gusamão (1685-1724) a cui si attribuisce il primo esperimento di volo che la Storia dell’aviazione ricordi, precedendo quindi di settantacinque anni i francesi fratelli Montgolfier. Il primo volo avvenne a Lisbona in seguito al quale l’inventore venne poi perseguitato dall’Inquisizione.
L’Inquisizione non necessita spiegazioni.
Questi tre eventi storici si intrecciano equilibrandosi ed avvolgendo i personaggi fantastici del romanzo raccontato da un Saramago onnisciente attraverso una fitta prosa parlata capace di trasportare esattamente in quei luoghi, come una macchina del tempo, capace di saziare la retina degli occhi dell’immaginazione. Paragrafi lunghissimi, fluenti, dettagliati, affollati di parole pensierose dove i dialoghi non sono evidenziati con la classica punteggiatura due-punti-a-capo-lettera-maiuscola ma sono rappresentati da incisi che iniziano con la lettera maiuscola i quali, senza spezzare il filo conduttore degli occhi, contribuiscono così ad accelerare lo stile imitando perfettamente ciò che avviene nel dialogo orale dove le uniche pause sono quelle per la respirazione.
Con un distacco ironico nei confronti dei personaggi e delle vicende, Saramago introduce i suoi monologhi, quelli dei personaggi e quelli della Storia con un sorprendente dinamismo. Come la protagonista “strega” Blimunda riesce a vedere all’interno delle cose animate e non, similmente ad una radiografia, così il lettore senza veli vede la Storia nel suo interno attraverso la storia (notare la s minuscola) dei personaggi.
L’affascinante Lisbona rianima nei miei ricordi. Anche se non siete stati mai in questa città, dopo aver letto questo romanzo, avrete anche voi ricordi di Lisbona proprio come se ci foste stati.

“Oggi, tuttavia, è giorno di allegria generale, forse la parola sarà impropria, perché il piacere viene dal profondo, magari dall'anima, guardare questa città che esce dalle sue case, che si riversa per le strade e le piazze, che scende dalle colline, che si riunisce al Rossio per veder giustiziare ebrei e conversi, eretici e stregoni, oltre a quei casi meno facilmente qualificabili come quelli di sodomia, molinismo, sodomizzare donne e far loro proposte in tal senso…”

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