"Il Lago del Terrore" - Magico Vento nr 94
Copertina: Corrado Mastantuono
Disegni: Leomacs
Soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Sergio Bonelli Editore
Il folklore e i racconti della tradizione sono un tratto caratteristico di tutti gli agglomerati sociali. L’attaccamento alle tradizioni e la paura per le storie folkloristiche sono stati cause di forti limitazioni nella storia dell’uomo. In questo gli indiani d’America sono simili a tutte le altre popolazioni, anzi nelle tribù il culto della natura e la fedeltà alle tradizioni sono vissuti in maniera molto più profonda rispetto noi.
Altre storie di magico vento ci hanno permesso di capire come la dimensione esoterico-folkloristica giochi un ruolo fondamentale nella vita degli indiani d’America.
Una bella storia fantasy, peccato che si debba spesso ricorrere allo scontro uomo-natura come trucco narrativo, dove chi perde risulta essere inevitabilmente la natura. L’esperto Manfredi crea questo contrasto tra natura buona e natura cattiva, come a delineare un filo rosso che percorre tutta la storia. La natura buona è fonte di bellezza, diversità, vita e la natura cattiva è sorgente di sofferenza e morte. Peccato che la natura cattiva sia rappresentata da un pesce oversize. Aspetto interessante di questa storia è la nuova descrizione psicologica di MV. Lo sciamano ha sempre dimostrato d’essere riflessivo, profondo e padrone di sé. Ora notiamo un Ned impulsivo. Altro aspetto degno di nota è la descrizione di una tipologia di personaggio spesso presente tra gli indiani: il bianco studioso delle popolazioni primitive, molte volte si è tenuti a considerare i secoli antecedenti al XX, come secoli in cui l’uomo non ebbe interessi per la sociologia o discipline affini. Figure di questo tipo dimostrano il contrario, certo non erano una comunità, ma il loro contributo fu (considerato a posteriori) ritenuto fondamentale per la divulgazione e la conservazione di abitudini e tradizioni di popolazioni che vivono o vissero al di fuori della società. L’albo in questione è anche un piatto prelibato per il lettore-studioso attento che voglia conoscere le modalità di caccia e pesca.
Commenti sui disegni: sono mesi che siamo abituati a rimanere allibiti innanzi alla bellezza delle copertine di MV, ma questa è una delle più belle. L’attenzione per il particolare, la corretta alchimia dei chiaro-scuri, le sfumature, la gran carica emotiva sono saggiamente miscelate con quel non so che di fumettistico che rende la tavola una via di mezzo tra un quadro e un fumetto. La buona fattura dei disegni rappresentanti la sceneggiatura ha comunque poco a che fare con il livello della copertina. L’autore è riuscito a prestare maggiore attenzione nella definizione del reale protagonista: la natura. Indicative le tavole a pag 17, la prima a pag 45 e la prima a pag 52 (i meno definiti sono i soggetti umani). Nella terza tavola a pag 8 e nella prima tavola a pag 36 si legge una citazione cinematografica tratta da “Lo Squalo”.
Che il Kaos sia con voi.
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