«Limbo»
pag 426- costo13,50€-
Autore: Bernard Wolfe
Casa editrice: Editrice Nord
Anno pubblicazione: 1952
Traduttore: Vittorio Curtoni
Bernard Wolfe nasce nel 1915, nel Connecticut (morì a Cuba nel 1985).
Dopo la laurea in Psicologia abbandona l' idea di diventare psicanalista e colleziona una varieta' di esperienze: si arruola dapprima nella Marina Mercantile, poi èsegretario ed infine guardia del corpo di Lev D. Trotskij, durante l' esilio di questi in Messico. Durante la Seconda Guerra Mondiale ècorrispondente per la rivista di divulgazione scientifica Popular Science. Scrive romanzi, sceneggiature e saggi, tra cui un importante libro sul jazz, Really the Blues, l' autobiografia Memoirs of a not Altogether Shy Pornographer, e la sceneggiatura per un film, con Tony Curtis e Hugh Hefner - mai realizzato - intitolato Play-Boy. Come fantascienza Wolfe ci ha lasciato un romanzo lungo, Limbo (1952), e una mezza dozzina circa di componimenti brevi.
Con spirito brillante, continuo' a collaborare con le riviste più eterogenee - come freelance e giornalista - inseguendo bizzarri progetti, fino alla morte.
Wolfe non fu affatto uno scrittore professionista di fantascienza, cio' che gli permise di maneggiare - in Limbo, il suo capolavoro - un argomento scabroso come il sesso. Non era mai accaduto prima che si potesse definire uno dei personaggi femminili, un tipo "eternamente clitorideo", o parlare di orgasmo vaginale: per la fantascienza perbenista degli anni Cinquanta, infatti tali termini semplicemente non dovevano esistere.
Di esso lo scrittore James Ballard ha detto essere «affascinante per la forza del tema e per l' intelligenza e la lucidità con cui è sviluppato».
“...macchine... servivano solo a distogliere l' uomo dal loro lavoro naturale e render pigre mente e mani. La meccanizzazione aveva un solo lato negativo: sconvolgeva la routine...Le vecchie abitudini rendevano piu' saldi, costringevano a guardare in una certa direzione in linea retta.”
Stiamo per affrontare l' analisi di un libro oscurantista? Un libro volto a fomentare gli animi dell' uomo anti tecnologico? Ebbene nulla di più sbagliato si potrebbe dire su questo monumento progressista. Wolfe squarcia il tempo in maniera chirurgica e arriva con la sua lungimiranza ai giorni nostri. Il suo romanzo fantascientifico-fantapolitico spara a zero sulla societa' america degli anni '50 (eh si' stiamo parlando di un libro scritto più di 50 anni fa) e con essa quella di oggi. A pagina 176 Wolfe esprime la grande invidia rispetto gli europei. Noi europei abbiamo ben in mente quali siano le nostre origini e le nostre radici, ma gli americani no. Come giustificazione la societa' Immob esalta l' assenza di una specifica identita' culturale per perdersi “nell' oceanico” (come spiegato in http://www.carmillaonline.com/archives/2005/05/001387.html “sentimento oceanico” come una sensazione di unita' illimitata e senza confini con l’universo, che ricerca la “restaurazione del narcisismo illimitato” e la “resurrezione dell’impotenza infantile”. In tal modo, il non-io viene identificato con lo stato infantile precedente allo sviluppo dell’ego, cioècon quello del neonato al seno che non distingue tra se stesso e la madre, ma èimmerso in un’unione simbiotica e indifferenziata.). Questo porta a considerare quanto Wolfe disprezzasse la vera natura della sua stessa societa': frenetica, arrivista e priva di morale (ma con tanta morale apparente). Eppure subito dopo sembra esprimere una certa positivita': èchiaro che tenga in alta considerazione l' assenza d' indentita' culturale, anche perché l 'intero libro puo' essere letto come una grande critica alla struttura della societa' americana. L' americano, proprio in quanto privo d' identita' culturale, èpiu' propenso a ricercare la verita' sull' io. Insomma Wolfe si dissocia dalla sua societa' degli anni '50, eppure riconosce ad essa qualcosa di grandioso: la capacita' d' inventare la propria identita' ex-novo, privilegio concesso solo alla societa' americana. Peccato che questa volonta' sia l' unica cosa che rimane loro: il desiderio di onnipotenza (celato sotto le mentite spoglie di voglie di scoperta di un io inesistente) hanno permesso e permettono all' America di giustificarne le azioni. Il Dr. Martine (protagonista del romanzo), diventa il Dr. Lazzarus: come Lazzaro si rialzo' dopo la morte (fisica), così Martine si ridesta dalla morte (intellettuale) in un' america oramai morta.
Spara a zero sull' uomo in quanto essere misero e destinato a crogiolarsi nella sua miseria. Nonostante questa visione pessimista, c'èanche spazio per la redenzione :
” il popolo piu' mite, piu' schiavo, produrra' sempre, di tanto in tanto, individui diversi, egocentrici, col caos nell' anima. E questi individui devianti creeranno sempre un mondo marginale che assediera' voi normali, voi calmi. Il che èprobabilmente un' ottima cosa per i normali, Ubu. I sonnambuli devono udire ogni tanto un urlo da gelare il sangue, giusto per impedire loro di piombare del tutto nel sonno. Se la malattia non èun valore estetico in sE', non lo ènemmeno lo stupore catatonico.”
Non sono capacew di concentrare in poco tutto il pensiero dell' autore. Quanto riportato risulta essere l' infinitesima parte dello sforzo di quest' uomo. Plaudiamo la varieta' di tematica che spaziano dalla filosofia alla tecnologia, dalla guerra alla psicanalisi, dal sentimentalismo all' economia. Certo il rischio èquello di mettere troppa verdura sulla griglia, ma Wolfe condisce saggiamente la grigliata Il lettore puo' assaporare un piatto molto prelibato, in cui oltre al gusto trova appagamento anche la sete di sapere. Wolfe insegna come il padre fondatore della cibernetica sia stato Norbert Wiener Subito dopo la seconda guerra mondiale (1948) quest' emerito professore formulo la definizione di tale disciplina: “Cibernetica... dal greco KubernE'tes che significa “timoniere”... definizione: “La scienza del controllo e della comunicazione nell' animale e nella macchina”... una volta appreso a sufficienza sui sistemi c-e-c (comunicazione e controllo), sarebbe stato possibile costruire macchine che potessero duplicare, e poi migliorare, anche le piu' complesse parti e funzioni dell' animale.”
Inoltre veniamo istruiti sul dualismo Freudiano di Eros e Thanatos, come motore della vita umana. Citando lo stesso autore èforse piu' semplice capire il suo punto di vista, dopo una personale rielaborazione freudiana:
pag 83 “Forse la verita' era che non si puo' estirpare l' ambivalenza da un organismo umano senza farne a pezzi ogni singola cellula, a una a una”.
Lo scontro tra queste due dimensioni umane non viene impersonato solo nello scontro dei sessi., bensì come una pugna interiore che vede inevitabilmente l' uomo perdente. Eros èla pulsione umana verso la vita, la passione. Eppure questa spinta positiva deve fare i conti con le 6 fasi che ci portano verso Thanatos (l' istinto all' autodistruzione):limite, sconvolgimento, sconfitta della ragione, corpo, scadenza e durata. Applicando la psicanalisi al suo mondo futuristico Wolfe sottopone il protagonista a questa via crucis, percorso che lo portera' a sviscerare le contraddizioni umane. L' uomo come essere limitato deve fare i conti con lo sconvolgimento che la passione genera al suo essere. La sola strategia che ci porta al godimento èl' accettazione della sconfitta della ragione. Una volta superata tale barriera si deve essere lucidi e realizzare che per appagare la nostra necessita' di passione dobbiamo fare i conti con i limiti del nostro corpo. La passione richiede un tributo: consumo di energie. Il godimento di tale piacere èsoggetto alle leggi della caducita' materiale. Il piacere èa scadenza, la passione non èeterna. L' inganno che l' uomo procura a se stesso rende piu' amara la constatazione della limitata durata dell' amore/passione. L' uomo trascinato da questo turbinio di emozioni abbraccia la via di Thanatos e frustrato dall' assenza di passione accetta il naturale declino verso l' autodistruzione. Wolfe seppur mostrando ammirazione per le teorie freudiane, non si lascia dominare completamente. L' essere umano puo' riscattare l' infausto destino. L' amore, collante tra l' universo maschile e quello femminile, puo' neutralizzare l' impulso verso Thanatos attraverso il raggiungimento dell' orgasmo. L' orgasmo èil catalizzatore di tutte le speranze umane, il solo mezzo per raggiungere la consapevolezza di far parte dell' universo (il sentimento oceanico) e con esso di assaporare la voglia di vivere. Alle pagine 37-38 èpossibile leggere un' ottima descrizione dell' orgasmo: in questo notiamo come l' autore dia realmente credito a tale atto, come mezzo per raggiungere l' oceanico.
Quindi il rapporto uomo donna puo' raggiungere un compromesso?
Wolfe argomenta lo scontro tra i due sessi in una societa' fortemente competitiva. La competitivita' destabilizza il rapporto uomo donna portando ad un inversione dei ruoli. Non solo le donne diventano delle esperte arrampicatrici sociali attraverso la seduzione (fin qui tutto vecchio, piu' o meno), l' uomo diventa l' elemento passivo. Il maschio ètale perché non partecipa attivamente all' atto amoroso e in questo si nota la frustrazione della donna che sfrutta questa passivita' per dominare il maschio e con esso la societa' (che ovviamente èmaschilista). Le donne immob bramano sedurre e possedere un maschio amp-vol perché a loro raramente viene concessa l' immobilizzazione (Wolfe in contemporanea o anticipando Dick invanta questo suo gergo fatti di abbraviazioni, che meglio focalizzano il lettore sul significato e non sull' estetica delle parole. Apprendiamo che Immob sta per immobilita', amp significa amputati o amputazione e vol significa volontaria)
Un altro aspetto, decisamente piu' sociologico, il rapporto sessuale viene visto come “solo un frenetico sforzo dionisiaco per superare i confini della carne con la violenta fusione di due corpi separati”. Senza considerare casi singoli, negli anni '50 non era certo questa la situazione: pensiamo al modello della famiglia americana del dopoguerra, in essa si vedeva il modello della famiglia, quasi l' idea platonica di famiglia. Ma ora possiamo dire la stessa cosa? La nostra societa' soffre dello scontro tra uomo-donna, le donne emancipate sempre piu rispecchiano l' immagine delle arrampicatrici sociali, la donna sempre piu' tende a cavalcare il maschio per sottometterlo. Come in preda a un impeto di rivendicazione, la societa' raccoglie il frutto di secoli di sevizie e sottomissioni. Speriamo che Wolfe non sia stato cosi' tanto profetico.
Il registro Wolfiano èdecisamente abbordabile, quasi rozzo, perfettamente in sintonia col suo mondo. La sua narrazione èleggera e veloce, a volte qualche flashback rallenta ma èpiu' che giustificato dall' impianto narrativo. Inoltre, in perfetta concordanza col genere, siamo sottoposti ad una vera e propria tempesta di colpi di scena: certo non si puo' dire che sia un tomo non adatto ai deboli di cuore, ma sicuramente chi vuol provare forte emozioni (a 360°) deve necessariamente leggere quest' affresco futuristico.
In omaggio alla quasi circolarita' del romanzo ho aperto con una citazione e voglio chiudere con un altra:
“...C'èsempre qualcosa di osceno in chi batte in ritirata dai problemi delle complessita' per trovare rifugio in stadi piu' semplici grazie allo pseudo-infantilismo, alla pseudo-imbecillita', allo pseudo-semplicismo, lo pseudo-olismo, lo pseudo-helderismo, in chi rigetta le coordinate delle dimensioni nell' inutile tentativo di rendersi unilineare e immutabile; in chi cerca, amputandosi, di ridursi alla compatezza monocellulare che precede il tumulto multifido: come un Cristo, un Gandhi, un Helder...non scappiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura perché scappiamo.”
Che il Kaos sia con voi.
Helrik
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