Titolo originale: Les Sept Saisons Du Maligne
Costo: 12,50
Autore: J.C. Chaumette
Casa editrice: Gargoyle Books
Anno pubblicazione: 2000
Anno di traduzione: 2008
Traduttore: Paolo de Crescenzo
Francese, nato nel 1961, appassionato di letteratura dell' immaginario e romanzo storico fin dall'adolescenza, Jean-Christophe Chaumette ha cominciato a scrivere mentre frequentava la Scuola Veterinaria di Nantes.Il suo primo romanzo, il fanta-thriller Le Jeu, è stato pubblicato nel 1989, da allora Chaumette concilia l'attività di scrittore con la professione di veterinario. Ha vinto il premio Masterton per il miglior romanzo di genere "fantastico" in lingua francese per due anni di seguito, nel 2001 e nel 2002, con L'Arpenteur de mondes e L'Aigle de sang. In Francia, diverse opere di Chaumette sono state pubblicate da Fleuve Noir e Pocket Terreur, case editrici di solida tradizione che assolvono nel loro paese alla medesima mission di Gargoyle in Italia: la diffusione della buona letteratura fanta-horror. Sicuramente da annoverare tra i romanzi gotico-demoniaci. l' opera di Chaumette si divincola nel tentativo di scrollarsi di dosso grossolane etichette. Il libro è una moderna prosecuzio del fortunato filone che dal medioevo vede nell' elogio, nello sberleffo e nella descrizione della degenerazione de "la luce di Dio" la sua ragion d'essere. l' oscuro signore è qua disegnato come lo stratega assoluto della tentazione. Per meglio assolvere al suo ruolo, questa sua contemporanea forma/non forma viene fatta uomo dedicandosi nel descrivere e ridicolizzare eccessi e limitazioni umane, spesso iconografate nei sette peccati capitali: invidia, golosita', lussuria, avarizia, pigrizia, ira e superbia. l' opera del francese è singolare e sistematica, tale è il motivo che lo ha portato a dedicare ad ogni peccato un singolo capitolo a cui viene associata una stagione della vita umana:invidia=nascita, golosita'=infanzia, lussuria=adolescenza, avarizia=giovinezza, pigrizia=eta' adulta, ira=maturita' e superbia=vecchiaia. Attenzione non vi fate ingannare (dato il soggetto in questione potrebbe risultare pericoloso): la stagioni sopra indicate descrivono la vita, dalla nascita alla morte, del luciferino tentatore e non dei tentati. l' imberbe demonio, l' umanità e i peccati capitali sono fulcro e perno della narrazione, ma la prima donna non puo che essere il demonio."... come se una forza estranea alla propria sfera cosciente ne guidasse le azioni". Il male signori, quella cosa non ben identificata, ma che tutti sappiamo maneggiare fin troppo bene. l' uomo è schiavo o dominatore del male? Il? citato "...come se" suggerisce un impietoso giudizio difficilmente non condivisibile. Spesso deleghiamo la responsabilita' delle nostre azioni maligne a contro terzi, mentre siamo pronti a sbandierare la paternita' di una buona azione.Dato l'abusato uso del tema, l'autore ha dovuto adottare stratagemmi stilistici performanti: una buona quantita' di humor, paragrafazione compatta e mai sincopata, capitoli corti senza fronzoli stilistici e il tutto descritto con un registro chiaro e diretto.l' effetto totale è una glorificazione del trionfo del maligno, ma che vede la disfatta nella propria decaducita', quasi un dono fatto dall'autore al povero peccatore... della serie il male prima o poi schiatta.
Che il Kaos sia con voi.
Helrik
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