'La sfera del buio'
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Anno pubblicazione: 1998
Pag 654, costo 10,50 ?
Stiamo forse riflettendo sul libro più fantasy di King? Forse. Stiamo forse parlando del libro più bello. Forse. Cos'è un modo velato per dire che si tratta di un insulsa opera letteraria. BLASFEMIA, OLTRAGGIO, BESTEMMIA. Tutto il contrario: innanzi a tale opera sento tutta la mia natura mortale che si ritrae per il ribrezzo della propria mediocritá. La lettura di questo libro è come se mi avesse fatto partecipare ad un'esperienza totalitaria. Dopo un'iniziale vicenda a cavallo tra immaginazione e follia, a cui i protagonisti sono costretti a sopravvivere, la storia ci delizia con uno scenario apocalittico così odierno che sembra quasi che King abbia scritto il romanzo in questi mesi e non ben più di 10 anni fa. Una pandemia stermina la razza umana: vi dice niente? Ma non è certo la componente visionaria di questo romanzo che ha lasciato un segno, quanto l'aver utilizzato uno strumento molto pericoloso per uno scrittore, per far viaggiare il lettore: il flashback. Sappiamo tutti quanto tale artificio letterario venga correntemente abusato, ma King ha fatto il miracolo. Prima de "La sfera del buio" non avrei mai immaginato di poter essere triste per la fine di un flachback lungo circa 500 pagine. Troppo? Leggetelo e la risposta che vi darete sará "troppo poco". La tensione sempre al culmine, lo stile sempre elevato, il registro che più calzante non si può, paesaggi in cui spaziare con la mente e con gli occhi (perchè in tutto ciò vi è molto spazio anche per il senso estetico). In questa quarta fatica King da spazio a tutti i tipi di lettori: vi piace il fantasy, bene preparatevi ad affrontare portali dimensionali, mostri, damigelle da salvare (o immolare?). Forse amate la fantascienza, nessun problema vi imbatterete nella più strana teoria dello spazio-tempo. Ma in veritá vi intriga la fantastoria, tranquilli anche per voi c'è spazio in questo grande carrozzone... cosa? Mi è sembrato di sentire qualcuno dire :"Che porcheria viene fuori da questo minestrone?". Devo ammettere che il beneficio del dubbio non si nega a nessuno, ma vi assicuro che per mangiarsi avidamente (con quasi crisi d'astinenza nelle pause di lettura) un minestrone di 654 pagine non À possibile. Forse con una buona dose di masochismo, ma il sottoscritto considera la lettura un piacere. Il piacere è un altro argomento interessante per parlare di questo libro: King si sofferma più volte sull'importanza del piacere nella vita dei protagonisti. Piacere per una risata, per un paesaggio, morbositá per la dimensione materiale, come per quella spirituale, piacere sessuale e senza mai perdere di vista l'obiettivo: condurre il lettore dal passato verso il presente in maniera originale. Il libro può essere letto come un libro dentro un libro: il primo è il proseguimento dell'avventura di un gruppo di perdenti guidato da una divinitá che, probabilmente grazie al principio dell'imitazione, ascendono anche loro verso il lastricato sentiero della perfezione morale. L'altro è la storia di un mortale che per colpa o grazie alla vita e alla Torre nera è diventato una divinitá. Non prendetemi per folle, leggete quanto ho scritto in chiave morale. King non fa del facile moralismo in questa sua saga, ma sottolinea l'importanza della rettitudine, del rispetto dei genitori, della coerenza in maniera ossessiva e quasi ridondante. Ma a ben vedere, oltre a qualche lettera leggibile su pezzi di cellulosa, siamo davvero sicuri di trovarli nella realtá tali utopie?
Lo scrittore rende partecipe il lettore della nascita dello slang utilizzato nella saga fino a questo momento e della sua importanza, per ogni cosa c'è un vocabolario appropriato e solo l'utilizzo di quel registro specifico può portare alla messa a fuoco della realtá. Linguaggio e fine uniti mano nella mano conducendo inevitabilmente ad un fine. La causalitá pregna tutta la narrazione e per non usare l'obsoleto termine di destino King ci rieduca al suo Ka (deriso istericamente da uno dei protagonisti più volte). La cosa che sorprende è la costruzione attenta di questa componente al fine di evitare che la si possa utilizzare come scusa o giustificazione per ogni azione. Il Ka, finalmente lo capiamo, è un qualcosa che permea la realtá, una ragnatela invisibile in cui le vite degli esseri viventi e non scivolano verso il proprio centro in maniera inevitabile. Proprio questa sua caratteristica spiega l'importanza che Roland gli attribuisce fin dall'inizio. Questo strano termine non è l'unico frammento ricorrente dello slang del Medio-mondo: Ka-tet :"Noi siamo molti in uno", un termine pieno di phatos che racchiude come la guida guardiano della realtá unisca diverse entitá, formandone una nuova più forte, più coerente.
La coerenza così importante e così sottolineata avrebbe dovuto far riflettere lo scrittore stesso. Sicuramente non c'è stata coerenza nella missione di realizzare la più grande ed originale opera fantasy. Le citazioni tratte dal Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien sono così numerose da dare la nausea: il viaggio che fa crescere i personaggi, la realizzazione di un ideale più grande del singolo individuo, il mago e le sue sfere magiche, la torre stessa che è una distorta visione della torre di Sauron. Come se non bastasse, senza neanche velarla, si fa diretto riferimento al Mago di Oz di Frank Baum però il re è in grado di evitarsi l'autogol grazie ad un sorprendente colpo di scena finale condiviso ricorrendo nuovamente al flashback.
Penso che molti siano convinti che per quanti libri si possano leggere quelli che lasciano il segno si contano sempre sulle dita di una mano, questo è uno dei miei. Alla fine della lettura ho avuto un senso di svuotamento che mi ha quasi dato la nausea, come aver terminato un compito troppo difficile, ma troppo facile da metabolizzare. Mi ha arricchito moralmente. Alla fine solo una domanda sorge: dopo un cotale esempio di eccellenza come può la saga continuare senza cali di tono? Solo il proseguo fará luce.
Leggi anche la recensione del primo libro http://www.haternal.com/haternal-4/dett-pezzo.asp?Pezid=4933"; target="_blank">"l' ultimo cavaliere"
Leggi anche la recensione del secondo libro http://www.haternal.com/haternal-4/dett-pezzo.asp?Pezid=4931"; target="_blank">"La chiamata dei tre"
Leggi anche la recensione del terzo libro http://www.haternal.com/haternal-4/dett-pezzo.asp?Pezid=4930"; target="_blank">"Terre desolate"
Che il Kaos sia con voi.
Helrik
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