La Nausea

La Nausea

Titolo Originale: La Nausée, 1938
Autore: Jean-Paul Sartre
Edizioni: Einaudi, 1990
Traduttore: Bruno Fonzi
Pagine: 238

Le considerazioni filosofiche di Sartre trovano coscienza nel protagonista di questo Romazo-Diario. Un' accecante evidenza dei principali concetti dell' esistenzialismo. Impossibile per me contrarre tutti questi concetti in una recensione, finirei per commentare ogni riga, invece. Provo ad estrarre alcuni concetti a caso “turbinando”.

"Tutto é gratuito, questo giardino, questa città e io stesso. Quando capita di accorgersene, viene il voltastomaco e tutto comincia a fluttuare; ecco la Nausea; ecco quello che gli Sporcaccioni cercano di nascondere con la loro idea del diritto. Ma che misera menzogna!".

"Le cose sono soltanto ciò che paiono e dietro di esse... non c’è nulla".

La Nausea é un approccio interpretativo, un atteggiamento, un punto di vista. Se si guarda a fondo la realtà si viene pervasi dalla Nausea che rende possibile la comprensione di ciò che ci circonda. Attraverso la Nausea si nota che la realtà non è regolata da leggi predefinite, poiché non ci sono realtà assolute ma solo contingenze di realtà ovvero realtà soggettive. La realtà ha un' unica consistenza, l' uomo così come una sedia sono fatti dello stesso materiale: l' esistenza. Un materiale gratuito e privo di senso. L' uomo colora l' esistenza con significati, nominando gli oggetti e se stesso, in modo da spiegare il mondo-realtà, ma se le esistenze si assomigliano tra loro allora non si deve fare distinzione. Attribuendo diversi significati alle cose esistenti l’uomo mente e nega la propria essenza. Invece, l' uomo è solo un'esistenza gettata in mezzo ad altre esistenze, animate od inanimate che siano, ed è condannato ad esistere senza significato. Esistere di per se. L' esistenza esiste prima dell' essenza quindi l' uomo non può spiegare l' esistenza con la propria essenza.

"Mi sembra di appartenere ad un' altra specie. Escono dagli uffici, dopo la giornata di lavoro, guardano le case e le piazze con aria soddisfatta, pensano che é la loro città, una bella città borghese. Non hanno paura, si sentono a casa propria... Gli imbecilli. Mi ripugna pensare che sto per rivedere le loro facce solide e rassicurate".

“E tuttavia… è proprio tanto necessario mentire a se stessi?”.

“Loro per esistere han bisogno di riunirsi”.

Una volta constatata, attraverso la Nausea, che la realtà è solo una somma di esistenze l' uomo viene assalito dall'angoscia verso il nulla, dall'angoscia verso l' esistere di per se. L’angoscia è generata dalla coscienza che acquista consapevolezza, non è un sentimento di paura ma di tangibilità e disillusione. Vive in solitudine e non riesce più a rapportarsi con gli altri individui, poiché li considera non autentici in quanto gli altri non si rendono conto che esistono, ovvero si “sopravvivono” invece “Io non sono io esisto”.

"Se Dio non esiste, non troviamo davanti a noi dei valori o degli ordini in grado di legittimare la nostra condotta. Così non abbiamo delle giustificazioni o delle scuse. Siamo soli, senza scuse. È ciò che esprimerò con le parole che l' uomo è condannato ad essere libero. Condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa".

A questo punto l' uomo diviene consapevole e può accettarsi per quello che sostanzialmente è. Esistere significa essere consapevoli del fatto che l' essenza non è soggetta ad alcun principio che ne delimiti l' esistenza, infatti, l' uomo è libero e vulnerabile solo alla propria dinamicità. Esistere significa superare l’ angoscia che nasce quando si considerare se stessi come un’ infinità di libertà possibili. In questo contesto nemmeno Dio, creato dall’uomo per comprendere cos’è un’ uomo, può circoscrivere l’ esistenza, inoltre, anche se Dio esistesse non cambierebbe nulla. Allora l' uomo adesso può dare un significato all' esistenza, che di per se non l’ avrebbe, cercandola fuori dall' esistenza stessa perchè Il significato dell' esistenza può essere trovato solo uscendo dalla realtà e trascendendo Dio. Il senso dell' esistenza è personale e si realizza attraverso la scelta. La scelta d’ogni essenza determina l' esistenza così come la non scelta. Ogni scelta dovrebbe mirare al superamento/miglioramento di se stessi proiettando il se oltre se. L’ immaginario trascende la realtà quindi l’esistenza ovvero l’ uomo e si concretizza nel Super-Uomo. Ogni momento è un’occasione per realizzare, per trasformare il nulla astratto a nulla reale, per far emergere il Super-Uomo. Ogni momento è "un momento perfetto" da collezionare se viviamo al meglio ogni attimo della nostra vita. Siamo i soli responsabili di ciò che facciamo esistendo. La nausea ora è superata, bisogna assumersi la responsabilità di ciò che si fa della propria esistenza attraverso la libera scelta; scelta tra le possibilità esistenti.

Tutto ovvio e condiviso, metafisicamente parlando o realmente parlando? Io chiedo aiuto all’ ”Autodidatta”.

“Che cosa c’ è da temere da un mondo così regolare? Credo di essere guarito”.

Io mi sono ammalata, forse.

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