Finalmente, a seguito dello splendido “Night Is A New Day”, arrivano in Italia i KATATONIA, per l’occasione accompagnati da SWALLOW THE SUN e dai semisconosciuti LONG DISTANCE CALLING.
E’ proprio da questi ultimi, gruppo d’apertura della serata, che iniziamo il nostro resoconto, e non potremmo farlo in maniera più entusiastica! La band in questione propone un Post Rock con influenze Ambient e qualche richiamo proprio agli ultimissimi Katatonia; pezzi abbastanza lunghi e con la particolarità di essere totalmente strumentali, infatti il gruppo non possiede un vero e proprio cantante. Sono stati solo quattro i brani proposti ad un audience che inizialmente contava una sessantina di persone scarse sotto il palco ma che, durante la loro performance, è andata a poco a poco aumentando riempiendo il locale e accorrendo vicino alle transenne richiamata dalla musica sognate di questi cinque ragazzi, totalmente coinvolti anche emotivamente nell’esecuzione di brani che potevano richiamare alla mente splendidi paesaggi verdi e grandi montagne calanti a picco in frastagliate e gelide coste dei mari del nord. Una musica trascinante, resa alla perfezione da suoni pressoché perfetti e apprezzata a suon di applausi e fischi da parte di un pubblico piacevolmente rapito dalla coinvolgente prestazione dei nostri, da parte loro visibilmente soddisfatti dell’accoglienza ricevuta. Una menzione particolare va al loro batterista, dotato di una tecnica esecutiva eccelsa ed in grado di fornire quel “qualcosa in più” ad un gruppo che propone un genere come questo, anche se è stata davvero tutta la band a proporre una prestazione sopra le righe. Signori: LONG DISTANCE CALLING, segnatevi questo nome, è veramente un consiglio spassionato. Bravissimi!
Tocca ora agli SWALLOW THE SUN calcare le assi dell’Alcatraz accolti da un buon numero di fan accorsi al concerto appositamente per assistere all’esibizione del combo finlandese capitanato dal cantante Mikko Kotamaki. La band propone un Doom/Death dalle tinte Gothic/Dark ed è in tour per supportare la nuova fatica uscita sul finire del 2009 e intitolata “New Moon”. Live il gruppo conserva il tipico atteggiamento freddo e distaccato di chi propone un genere come il loro, con il frontman molto statico (a differenza del resto della band che invece non si risparmia con l’headbanging) e concentrato sull’esprimere dietro al microfono tutta la sua rabbia attraverso un growl profondo ed energico. Diversi sono stati i brani estratti dell’ultimo album, tra cui “These Woods Breathe Evil” e la titletrack “New Moon”. Il classico “Swallow” chiude tra le grida di approvazione dei fan oltre 40 minuti di concerto portati a termine in maniera più che positiva attraverso un’esecuzione pulita e potente.
Dopo un cambio palco apparentemente interminabile, ecco finalmente salire sullo stage (dominato alle loro spalle dall’enorme telone raffigurante la copertina dell’ultimo album) i cinque ragazzoni svedesi che attaccano immediatamente con l’opener dell’ultimo studio album. I suoni paiono molto buoni e ben bilanciati sin dall’inizio e la band può così esprimersi in tutto il suo potenziale; particolarmente “vivo” e ispirato è sembrato il frontman Jonas Renkse, autore di una splendida prova attraverso i suoi sofferti e melodici vocalizzi, assolutamente fedeli a quanto proposto su album. Anche i due nuovi innesti in sostituzione dei dimissionari fratelli Norrman (Per 'Sodomizer' Eriksson alla chitarra e Niklas 'Nille' Sandin al basso) sono parsi immediatamente ben inseriti nella band che, in generale, è sembrata nettamente migliorata in sede live fornendo una prestazione decisamente più fisica, d’impatto, coinvolta e coinvolgente rispetto agli anni passati.
La setlist, come prevedibile, è stata ampiamente incentrata sulle ultimissime produzioni (probabilmente anche troppo) a discapito di vecchie hit come “Murder”, “Cold Ways” e “Had To (Leave)”. Ampiamente saccheggiato l’ultimo album, da cui sono state estrapolate, oltre a “Forsaker”, anche: “Day & Then The Shade”, “The Longest Year”, “Idle Blood”, “Liberation” e “Onward Into Battle”, decisamente un po’ troppo anche quando si ha un album pur ottimo da promuovere come “Night Is A New Day”.
Nel finale sono stati comunque proposti pezzi come “Evidence”, “Tonight’s Music” e “Ghost Of The Sun” a conclusione di un’ora e mezza di concerto molto ben tenuta e di fronte ad un pubblico finalmente numeroso (circa 600 unità) ed entusiasta, che lo stesso Jonas ha provveduto più volte a ringraziare compiaciuto per la calorosa partecipazione.
In conclusione possiamo tranquillamente dire di aver assistito ad un gran bel concerto di una band ormai matura e con una discografia importante alle spalle; peccato che, con qualche vecchio pezzo in più proposto in scaletta, a quest’ora potremmo essere qui a parlare di vero e proprio evento live del 2010.
Sarà per la prossima volta.
SETLIST:
Forsaker
Consternation
Liberation
Day And Then The Shade
Onward Into Battle
Soil's Song
Wealth
Teargas
Saw You Drown
Idle Blood
My Twin
The Longest Year
Criminals
July
Evidence
Tonight's Music
For My Demons
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Dispossession
Ghost Of The Sun
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