In Flames - 27/09/2011 @ Alcatraz, Milano

In Flames - 27/09/2011 @ Alcatraz, Milano

Se esiste un motivo per cui vado fiero di vivere ancora in Italia, è sicuramente avere la possibilità di assistere ad un intenso traffico di live show.
Senza generalizzare troppo, mi vanterò per tutta la vita di considerare l’Alcatraz di Milano come una seconda casa: lo staff di questo imponente club ci ha permesso di ammirare tantissimi dei nostri musicisti preferiti e speriamo tutti con tutto il cuore che avremo questo grande privilegio fino a quando potremo raggiungere questa location con i figli dei nostri figli: cari amici, questa volta è il turno degli In Flames!!
Anders Friden e co. rappresentano da lungo tempo i porta-bandiera del metal scandinavo in tutto il mondo e tra vari cambi di stile e di line-up che ne hanno accompagnato la prestigiosa carriera, tornano nel nostro paese a supporto dell’ultima fatica discografica “Sounds of a Playground Fading”.

Il programma della serata prevede come gruppo spalla gli sloveni Noctiferia. Il loro industrial/black metal non mi ha certo entusiasmato pur apprezzandone le doti tecniche, soprattutto dei chitarristi. Dopo 2-3 brani, giusto il tempo di ambientarsi, i ragazzi sembrano pulirsi di uno strano imbarazzo iniziale per poi offrire una più che degna prestazione e per meritarsi più di un applauso anche dal sottoscritto. Sinceramente non fanno parte di una scena facente parte tra le mie più congeniali, ma ritengo che sia sicuramente una band da tener d’occhio.
Finito il tempo a loro disposizione, tra saluti e sound check di rito ecco che finalmente tornano a spegnersi le luci sul palco: i nostri eroi entrano sulle note iniziali di Sounds of a Playground Fading e la massa li saluta cominciando a saltare e cantare come ognuno di noi sperava già al momento di incamminarsi verso la location.

Il concerto comincia con il trietto iniziale del nuovo album per poi deliziarci con un cavallo di battaglia del calibro di “Trigger”. Davvero emozionante è sentire tutti i presenti cantare il chorus assieme ad Anders che prontamente ringrazia con tanto di mano sul cuore.
Fin dalle prime note gli scandinavi dimostrano di essere ancora in forma smagliante; io li vedo dal vivo “ahimè” per la prima volta e ne rimango subito affascinato dalla bella presenza e dalla qualità dei suoni, sicuramente parte del merito và al valoroso impianto fornito e dalla fantastica acustica del locale, e soprattutto dalla prestazione del nostro caro frontman. Tra chiacchiere e scherzi con il pubblico, lo schow prosegue con vecchi brani come “Swim”, “Quiet Place” e “Cloud Connected”. Si alza sicuramente il livello di spettacolo e stima verso i signori sul palco quando una fortunata ragazza viene invitata sul palco da Anders in persona e rendersi partecipe della scena su “Only for the Weak”…credo questi momenti saranno per lei molto difficili da dimenticare, chi di noi non avrebbe voluto essere al loro posto?!?

Chi prima chi dopo, “Colony”, “Come Clarity” e “Delight and Angers” si aggiungono alla già apprezzabile setlist, fino ad arrivare alla conclusione di “The Mirror’s Truth” che si sente aria di saluti; per l’appunto, tutti noi non perdiamo tempo ad alzare i pugni al cielo e gridare quasi come una tifoseria da stadio “Take This Life, Take This Life, Take This Life…”…ebbene sì, è il momento di “Take This Life” che esplode come una mitragliata frenetica tra la carica infetta da un pizzico di nostalgia di tutto il pubblico: siamo tutti consapevoli di essere arrivati ai saluti finali, ed infatti giungono i titoli di coda.

Finito lo show, forse tutti abbiamo un po’ l’amaro in bocca per la mancata presenza in setlist di “Episode 666”, “Pinball Map”, “Clayman”, “Cawl Trough Knives” e tanti cavalli vincenti che ci hanno fatto innamorare degli In Flames, ma forse dopo anni ti tour mondiali e centinaia e centinaia di concerti questa difficile arte canora chiamata screaming o growl (chi più ne ha più ne metta) può aver davvero creato non pochi fastidi alle corde vocali al grandissimo, ma comunque umano come noi, Anders Friden.

Ecco spiegato, secondo il mio modestissimo parere, le nuove direzioni intraprese dagli In Flames.
Voi cosa pensate, possiamo perdonare che Anders abbia pensato alla sua salute ma rimanga sempre lì in rampa di lancio ad offrirci grandi show come quelli di stasera? Dopo una prestazione di cuore come questa io ritengo proprio di sì. A presto ragazzi.

SETLIST:
1. SOUNDS OF PLAYGROUND FADING
2. DELIVER US
3. ALL FOR ME
4. TRIGGER
5. ALIAS
6. COLONY
7. SWIM
8. THE HIVE
9. THE QUIET PLACE
10. WHERE THE DEAD SHIPS DWELL
11. FEAR IS THE WEAKNESS
12. COME CLARITY
13. INSIPID 2000
14. ONLY FOR THE WEAK
15. DELIGHT AND ANGERS
16. CLOUD CONNECTED
17. THE MIRROR’S TRUTH
18. TAKE THIS LIFE

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