Titolo: Il sentiero dell' eclissi
pag: 615
Titolo: originale: Path of the Eclipse
Costo: 16,00?
Autore: Chelsea Quinn Yarbro
Casa editrice: Gargoyle Books
Anno pubblicazione: 1981
Anno di traduzione: 2007
Traduttore: Flora Staglianò
ISBN: 978-88-89541-13-5
Chelsea Quinn Yarbro, 1942 Berkley California, è un ispirata scrittrice nata in seno alla cultura. Sua madre, professoressa alla University of California, le trasmise da subito il valore della cultura. Pubblica la prima opera nel 1968. Da allora non si èpiu' fermata esplorando molti generi (dal wester al genere horror storico. Pubblica in media 3, 4 libri all'anno lavorando 6 ore al giorno, 6 giorni su 7. La scrittura non èil suo unico interesse: cartomanzia, zoomanzia, cartografia e musica. Ha conquistato il successo planetario grazie alla saga del Conte Saint-Germain (protagonista del libro di cui stò per parlarvi), ancora in divenire.
Veloce introduzione a cura dell'autrice per calare il lettore nel periodo storico che fa da cornice al romanzo: il XIII secolo asiatico.
Subito veniamo travolti dalla potenza dello scontro culturale tra oriente e occidente: uno straniero non poteva pretendere di essere riconosciuto e chiamato con il suo vero nome. Doveva adattarlo alle inflessioni fonetiche locali. Questo porta il protagonista (Saint-Germain Ragocky) a farsi chiamare Shih Ghieh-Man Ra-Go-Shekee. L'autrice ci insegna che Shih in cinese vuol dire stregone. Siamo subito portati a odorare l' oscura natura del protagonista. Da sempre nelle tradizioni folkloristiche internazionali, lo stregone ècolui che piega il potere della natura e della magia per scopi malvagi e che gli procurano un tornaconto personale. Ma non ci vuole molto per riprendersi da questo inganno e per concentrarsi sul messaggio: i cinesi non hanno mai avuto una grande considerazione degli stranieri. Essendo una cultura che tende all'isolamento, non c'èda stupirsi. Quindi Saint-Germain (San Germano) diventa Shih Ghieh-Man (stregone Ghieh-Man). Certo veniamo a sapere che quest'eccentrico e colto occidentale èun alchimista, quindi un po stregone lo E', però notiamo come la Yarbro sia maggiormente interessata a stimolare sull'atteggiamento di diffidenza adottato dai cinesi nei suoi confronti. Decidendo di gettarlo nel bel mezzo dei tumulti storico-sociali del periodo, l'autrice mette ancora piu' in difficoltà il protagonista e illustra la tragedia dell' oriente che dovette affrontare sin dal 1143 le aggressioni Mongole. La Yarbro non fa un tentativo di ucronia, ma fa una dettagliata contestualizzazione storica, infatti veniamo informati che la Cina del XIII secolo era divisa in due grandi regni: Cine del Sud e Cina del Nord. Quest'ultima era governata dalla dinastia Song (960 d. C. - 1279 d. C. fonte www.tuttocina.it). Il tuffo nella storia orientale regalatoci, sembrerebbe atto a mostrare la rigida organizzazione sociale cinese: la rigidita' morale ha permesso alla Cina di diventare una potenza moderna. Il prezzo di tale successo èstata la rinuncia alla liberta' (pensiero, stampa, emotiva etc.). Non solo di storia vuole nutrirci l'autrice. Leggerete spesso la parola Li, che èl' unita' di misura da sempre utilizzata in Cina. Cercando informazioni, vengo a sapere che il Li' nel corso dei secoli ha assunto valori diversi (tra 80 metri e 580 metri). Voi riuscite a immaginare un'unita' di misura che subisce oscillazioni cosi' grandi? Non nel nostro mondo, in cui bisogna avere tutto sotto controllo (lo spazio in primis) per non perdere tempo. Queste oscillazioni sono state spalmate nel corso dei secoli e oggi 1 Li' equivale a 500 metri. Inoltre le oscillazioni si avvicendarono con il cambiamento delle dinastie imperiali, a cui solitamente facevano seguito cambiamenti della lingua ufficiale, valori delle merci di scambio... questo gran tumulto meglio spiega come i cinesi da sempre hanno avuto bisogno di una dura impostazione morale. Se devi eseguire degni ordini, ti fai meno problemi a star dietro ai cambiamenti e nello stesso tempo chi sta' al potere puo' sperimentare nuovi asset sociali per vedere quale funziona meglio.
Continua l'attenta documentazione della cultura cinese. Non sono solo migliaia di kilometri a testimonianza della distanza che divide le nostre culture (che nonostante la fedelta' alle tradizioni, la glogalizzaizione èriuscita a ridurre). Un'attenta analisi del lessico militare da interessanti spunti di riflessione. Noi europei siamo abituati a sentire nomi di formazioni militari come testuggine spartana, punta di diamante o ferro di cavallo. Nomi senza alcun accenno alla spiritualita' e in effetti il materialismo non ècerto un abitante dei giorni nostri, ma un fedele compagno da secoli. Mentre gli orientali? Loro mantengono un costante approccio spirituale. L'autrice ci insegna che due strategie militari, rispettivamente cinese e mongola, presero il nome di Oche in Volo tra le nuvole e Proprieta' dei sei Animali Domestici. La Yabro si accoda al sentimento di smarrimento del lettore, pendendo in prestito la voce di Saint-Germain esterna la sua opinione: occidentale consapevole dell' oceano culturale, che come un barriera ci separa e ci protegge dallo scontro futuro (inevitabile?). Saint-Germain traendo forza dalla saggezza regalatagli dai secoli, cerca invano di abbattere tale barriera. Inspirato dalla saggezza orientale vorrebbe cibarsene, ma sorpreso si trova a bere le lacrime amare della delusione. Emozione accresciuta dal contrasto tra impassibilità del vampiro e il tumultuoso evolvere degli eventi. Questa creatura da tempo ha perso interesse nel preoccuparsi della morte e quindi piu' attentamente coglie l' eccellenza della vita:
"Pur non sapendo quale pericolo rappresentasse la katana, non poteva non ammirare quell'arma e l' ineguagliabile abilita' del guerriero che l' usava" Caricatura e metafora dell' uomo consumato dal potere ed estasiato dall' eccellenza, ecco che mostra distacco dalla realta'. Non curante, èsoltanto attento a cogliere la bellezza di uno strumento pronto a decretarne la fine.
Questo non deve trarre in inganno. Il vampiro della Yabro èmolto diverso: eroico (piu' di molti altri umani), capace di provare emozioni, ma incapace di piangere, sempre sveglio o comunque bisognoso di pochissimo riposo da consumare preferibilmente su sacchi della propria terra natale, coperto eccetto che nel volto per sfuggire ai morsi del sole che comunque lo indeboliscono ma non lo polverizzano, eppure mortalmente vulnerabile al fuoco, alla decapitazione, alla rottura della colonna vertebrale o allo spappolamento del cervello. Notare che la leggenda del vampiro risale al medioevo (anche se molti studiosi hanno trovato tracce in racconti pre-medievali), a quel tempo bastava avere qualche strana malattia e si veniva additati come mostri. Infatti alcune persone malate di albinismo (occhi bianchi, capelli bianchi, pelle bianca, bisogno di sangue, fotofobia... insomma il ritratto perfetto del vampiro. Si manca la velocita', la forza e la longevita' dei vampiri, ma per la folla questi sono dettagli) vennero accusate di essere figlie del demonio e di cibarsi di sangue... poi il resto èstoria. Questo suggerisce come il vampiro della Yabro sia in verita' piu' vicino alle origini, rispetto ad un Dracula di Bram Stoker o un Lestat di Anna Rice.
"Se un uomo deve passare meta' mattinata solo a cercare di trovare il modo giusto per regalare un ventaglio laccato, allora che si rende conto che si sta esagerando", quest'estratto di una conversazione tra Saint-Germain e il Signore della Guerra Mon Chio-Shing permette di meglio capire la classe nobile-militare cinise. La cina èsempre stata sorretta dalle proprie tradizioni, che toccarono il culmine a cavallo (rapportando alla storia europea) tra medioevo e rinascimento. Si assistette ad un morboso utilizzo delle formalita', infatti alcuni nobili si allontanarono dalla corte imperiale, perché nauseati ed esasperati dall'opprimente attenzione alla forma. Potremmo fare un parallelismo con quello che avvenne nella corte del re sole qualche secolo dopo.
Il registro èpiu' o meno alto a seconda del personaggio. Questo denota una lucida padronanza della tecnica narrativa. I suoi personaggi sono veri e i sentimenti che il lettore potra' provare non potranno che essere epidermici, proprio per la naturalezza delle azioni compiute dagli attori. Spesso e volentieri (1 ogni 2 capitoli) la narrazione viene sospesa o continuata dalla presenza delle missive che i personaggi si scambiano. Certo non plaudiamo all'originalita', ma all'utilizzo senza ombra di dubbi. Questo narrazione epistemologica èun ottimo sodalizio per lo svolgimento delle vicende, rese ancora piu' avvincenti quando il ritmo rallenta per poi accelerare nuovamente. A volte quasi da mozzare il fiato.
Il romanzo ha un notevole impatto visivo: la ricercata cura descrittiva rende il lettore capace di vedere i luoghi della narrazione.
"Gli antichi maghi passavano il tempo a placare o incoraggiare tutte le forze che li circondavano, perché non capivano che tutte le forze sono un'unica forza." con quest'estratto di saggezza buddista la Yabro rifeltte con noi come la filosofia orientale, ben 1000 anni prima della nostra scienza, arrivo' al concetto di unificazione delle forze. La loro dottrina afferma che tutte le forze sono solo le diverse facce di un unico elemento: le loro argomentazioni sono intrise di spiritualita', eppure non manca l'attenzione al materiale. Partendo dal presupposto che il buddista ricerca il distaccamento dal piano materiale, quindi deve averne una profonda conoscenza. Solo così è possibile distaccarsi.
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