Hyades

Hyades

Tra la miriade di uscite in ambito thrash ben poche riescono a distinguersi nell' inflazionato panorama nazionale e non solo. In particolar modo quando parliamo di thrash nell'accezione più "classica" risulta veramente difficile trovare qualcosa di realmente valido se non dopo numerose ricerche ed ascolti. Gli Hyades invece mi colpirono già due anni orsono quando diedero alle stampe il proprio full-lenght d'esordio, quell'"Abuse your Illusions" che mi aveva colpito per la sua sfrontatezza e soprattutto il suo saper risultare rigorosamente old-school pur senza scadere nel già sentito. Il 2007 è stato l'anno di "And the Worst is yet to Come" secondo parto della band lombarda, album che attendevo con grandi aspettative ma anche con il timore di non veder confermato quanto di buono fatto con il precedente lavoro... Aspettative che non sono state certo disattese, ed anzi il nuovo lavoro rappresenta un ulteriore passo in avanti sia in termini qualitativi che di coinvolgimento. Andiamo dunque a sentire cosa hanno da dirci in proposito Lorenzo Testa e Mark Negonda i due chitarristi della band...

Thrasher: Salve Ragazzi! Iniziamo subito parlando della band, origini, evoluzioni e... fate voi!
Mark: Domanda iniziale legittima ed attesa con grande gioia dire, eheh. Senza annoiarci troppo diciamo solo che la band è nata originariamente una decina d'anni fa oramai, era il 1996 e si trattava del classico gruppetto di liceali alle prime armi alle prese con cover dei primi Helloween e Accept. A dieci anni di distanza le tappe più significative per la band sono state la registrazione del primo demo CD professionale "No Bullshit... Just Metal!" all'inizio del millennio, l'apparizione sulla compilation del "fu" Heavy, Oder Was?! e sempre in quel periodo una serie di concerti di rilievo al fianco di bands come Manilla Road, Virgin Steele, Helstar un pò in giro per l' italia. Nel 2004 è stato registrato il primo disco che è poi uscito circa un anno più tardi, anno in cui la band ha vissuto un momento di stallo e di cambiamenti interni che hanno portato alla fine alla line-up attuale ben rodata e consacrata lo scorso settembre con i primo tour europeo assieme agli statunitensi Omen e Phantom X.

T: Gli Hyades nascono come power/speed band, per trasformarsi poi nella splendida realtà attuale. Come mai questo cambio di stile?
Lorenzo: Mah, guarda un cambio di stile vero e proprio non c'è mai stato, parlerei piuttosto di una crescita graduale nel corso degli anni e delle registrazioni. Nulla di forzato, ovviamente, solo siamo cresciuti dal primo demo fatto a 16 anni, abbiamo un pò alla volta appesantito il nostro sound passando da due demos, "No Bullshit... Just Metal" e "Hyades" che erano diversi tra loro come cupezza e pesantezza, e nei due anni dopo abbiamo solo continuato su questa strada fino ad arrivare al disco d'esordio "Abuse your Illusions". E lo stesso "And the Worst is yet to Come" è un ulteriore passo in avanti in questo senso, dato che suona molto più cupo e violento del suo predecessore. Certo, a sentire ora cosa suonavamo a 16 anni e poi mettere nel lettore cd il nuovo disco, il divario stilistico è notevole, ma ascoltando ogni nostra release (cosa che non vi consiglio, che palle ahahahahah), si potrà vedere che è stata proprio una normale evoluzione.

T: Suonare un genere come quello dei vostri esordi deve senz'altro avervi influenzato anche nel plasmare il sound attuale. Vi trovate d'accordo con la mia considerazione?L: Sì indubbiamente, come dicevo prima si è trattata di una crescita graduale, quindi non abbiamo mai rinnegato nè dimenticato i primi anni di carriera e quello che è stato il nostro background musicale. Fai conto infatti che tuttora dal vivo suoniamo "Balls to the Walls" degli Accept e per lungo tempo abbiamo continuato a coverizzare bands quali Savage Grace o i Metal Church, che sono tutto tranne che ortodosso e massimalista thrash in Bay Area style. Credo sia questo uno dei punti fondamentali che ci rende un pò differenti dalle tante (e ottime) thrash bands italiane che popolano l' underground, che sono invece decisamente più legate al passato del thrash europeo, specialmente tedesco

T: Pare piuttosto evidente all'ascolto della vostra musica l' influenza degli Exodus, anche se in fin dei conti è innegabile che si trovino all'interno dei vostri album influenze anche di tantissime altre bands quali Metallica, Nuclear Assault o Anthrax tanto per fare qualche nome. C'è qualche band della scena cui vi sentite più affezionati/influenzati?
L: Hehehe fare qualche nome è veramente difficile; siamo sempre stati prima di tutto fans di tutto ciò che è stato il metal fino al 1989, nonchè assatanati collezionisti del vecchio caro vinile. Ci siamo messi a suonare senza troppe pretese e siamo arrivati fin qui suonando quello che ci piaceva fare ed ascoltare, quindi potrei dirti decine di bands, dalla A di Abattoir fino alla Z di Zoetrope. Nel primo album abbiamo inserito un dichiarato omaggio agli Artillery con "Picture of a World", che riprendeva l' esordio di "Khomaniac"; se proprio dovessi scegliere, indicherei loro come band alla quale siamo più legati, ma la loro influenza è riscontrabile più sul piano lirico che non musicale perchè sarebbe inutile e stupido cercare di ricreare il sound personale che ebbero in album quali "By Inheritance" e "TerrorSquad".

T: Parlateci del vostro deal con la Mausoleum, etichetta che ritendo tra le più interessanti in ambito thrash attualmente. Com'è avvenuto il "contatto"? Vi sentite soddisfatti degli sforzi promozionali e di come vi mettono in condizione di lavorare?
M: Il contatto è avvenuto nel modo più classico, spedendo decine e decine di anteprime del disco a tutte le etichette che ritenevamo potessero essere effettivamente interessate al nostro lavoro. Tra le tante la Mausoleum e altre si sono mostrate interessate, e alla fine abbiamo scelto per la label belga sia per il tipo di contratto che per il nome storico che rappresenta. A livello di rapporto di collaborazione non abbiamo mai preteso molto da loro, consapevoli della realtà che un'etichetta del genere rappresenta, e quindi il rapporto stesso è sempre stato commisurato alle nostra aspettative (leggasi promozione quel che basta, dialogo quando serve - a loro - supporto minimo e indispensabile). Non sono certo qui a criticare nulla del loro operato (tranne forse il ritardo per l' uscita di questo ultimo album), semplicemente questa è la realtà di credo decine e decine di labels medio/piccole.

T: Parliamo a questo punto dell'artwork" di "And the Worst is yet to Come"... Innanzitutto come è nata la collaborazione con un "mostro sacro" come Ed Repka? E soprattutto, è stato complicato convincerlo?
L: Com'è nata... Diciamo che stavamo pensando a come fare la copertina e abbiamo provato a sentire un paio di artisti del genere, finchè Alfie della Mausoleum non ci ha buttato lì l' idea di provare a sentire Ed Repka, che avevo rivisto tornare di recente al lavoro su artworks metal con la realizzazione delle cover di Municipal Wast e Suicide Watch. Ovviamente da grandi fans dei suoi lavori, Evildead e Toxic su tutti, la cosa ci ha subito entusiasmato e ci siamo detti "Perchè no?". Non ci credevamo molto a dir la verità, ma è bastata una telefonata che Edward si è rivelato entusiasta dell' idea, del soggetto e del tipo di messaggio che volevamo dare, e così la cosa si è concretizzata. Abbiamo trovato quindi un accordo con la Mausoleum e tempo un paio di mesi ed Ed ha finito l' opera, che è stata realizzata in olio su tela.

T: Nel precedente "Abuse your Illusions" c'era un chiaro riferimento (sempre in tema di artwork) verso i mass-media, ed in tal senso la Statua della Libertà con la bocca incerottata mi aveva particolarmente colpito... Qual'è la vostra opinione in merito?
L: Il nostro mondo occidentale è falsato e condizionato dalla valanga di informazioni univoche e di iterazioni monologiche che ci arrivano dalla televisione, dai giornali. I media sono la principale arma di guerra che uno Stato può avere. Tramite i media si scatenano guerre false e ipocrite, come per l' iraq e l'Afghanistan, tramite i media si tacciono conflitti scomodi (Darfur, Cecenia) o si porta l' opinione pubblica a guardare solo in una direzione (Palestina). Al di là delle posizioni politiche o ideologiche che ognuno può avere, la percezione che abbiamo di tutto ciò che accade è falsata e pesantemente condizionata, e la gente non vuole pensare, ma preferisce prendere per buono ciò che gli viene detto. Cinque anni fa quando scrivevo "Liars" io ero il "solito complottista", il pazzoide, il filo-terrorista che diceva che quella delle armi di distruzione di massa era una balla colossale. Beh, s'è visto com'è andata, eppure tutto il mondo ha creduto a ciò che i media, con le imponenti multinazionali e lobbies che vi stanno dietro, gli diceva.

T: Cosa vuole rappresentare invece l'artwork di "And the Worst is yet to Come"?
L: Riprende quello che è il tema di "Disposable Planet" ed entrambi sono abbastanza espliciti nel loro titolo. Proprio in queste settimane si sta parlando più del solito dei problemi ambientali, ma si ricade sempre nella solita retorica, parlando di effetto serra e vagamente di inquinamento. Il problema c'è, non lo si può negare, ma parte dai nostri consumi quotidiani e dalle nostre abitudini che ci hanno allontanato da una sobrietà necessaria per garantirci un pianeta quanto meno accetabile. Una persona produce quotidianamente circa 1,5 kg di rifiuti, stando alla media nazionale calcolata; beh, nessuno di noi si chiede dove finiscano quando stiamo scartando il terzo involucro di plastica della nostra fottutissima ed evitabilissima merenda di metà pomeriggio. Noi abitiamo in zone che sono state rase al suolo dal cemento, in cui abbiamo una delle discariche più imponenti d'Italia, un inceneritore, un aeroporto composto da tre terminal e il traffico quotidiano per e verso Milano. È stata segnalata come la zona più inquinata d'Italia, eppure la gnete non si accorge, si ricade nella solita retorica dell' inevitabile progresso e nel solito mettere qualche toppa qua e là con leggi inefficaci ed inutili. Il titolo del disco, un pò provocatorio e strillato preannuncia che il peggio deve ancora arrivare... e la copertina parla da sè, con uno scenario apocalittico certo esasperato, ma che rende bene l' idea.

T: Quanto tempo avete impiegato per "confezionare" il nuovo lavoro?
M: Contrariamente a quanto avvenne per "Abuse your Illusions", che raccoglieva materiale scritto nell'arco di 3 anni circa, il nuovo lavoro è stato pensato, scritto ed arrangiato nell'arco di 6-7 mesi e registrato in circa 15 giorni la fine dello scorso luglio. La scelta di concentrare tutto il lavoro nel periodo relativamente breve di mezzo anno derivava sostanzialmente da vincoli contrattuali, ma questo ha contribuito senza eccessive pressioni ad avere un prodotto sicuramente più omogeneo e che ci ha visto lavorare molto più in gruppo che individualmente come era stato per il precedente lavoro, e credo che il risultato sia ben ascoltabile anche dall' esterno.

T: Ho citato in sede di recensione una certa alternanza tra brani più "seriosi" ed altri più "cazzoni" (nel senso buono del termine) a proposito delle lyrics che reputo molto interessanti. Cosa volete trasmettere con queste?
L: Sì esatto, ci sono episodi più impegnati e ragionati come appunto "Disposable Planet" oppure "EZLN", altri che affrontano tematiche sociali ma con un forte sarcasmo (per esempio "Pharmageddon") e altri che sono proprio "cazzoni" come ben li hai definiti tu. Per esempio "Megamosh" che è una presa per il culo di tutti quei metalhead che si prendono troppo sul serio. Potevamo farlo sui fans dei Manowar, o su qualunque altro genere musicale, ma certo la palma di fenomeni da baraccone più divertenti e ridicoli se l'aggiudicano quei blackster dell' ultim'ora tutti pittati e pieni di croci ribaltate (n.d.r. quoto in pieno eheheheh...). Una stupida ostentazione poseristica che nulla ha a che vedere con il black metal, genere che tralaltro rispetto parecchio e di cui conosco validissime bands italiane. Un altro episodio più scanzonato è "Wops Still Thrash" che va avanti a raccontare la nostra storia da dove l'avevamo lasciata con "Hyades" nel disco prima. Con i testi solitamente cerco di esprimere un concetto, scomodo e strillato, certo, nella speranza di far riflettere qualcuno; so benissimo che molti non li leggono nemmeno o comunque non gli danno peso, tanto vale provarci. Ho l' occasione di essere ascoltato da qualcuno e non voglio sprecarla scrivendo cose insulse tipo "I've made my choice: 666!". Questo per quanto riguarda i testi più impegnati ovviamente. Gli altri ci vengono fuori perchè semplicemente siamo un branco di pirla che non si riesce a prendere mai davvero sul serio e che per la battuta si farebbe spellare!

T: Come sono le reazioni del pubblico sia in Italia che nel resto d'Europa?
L: In Italia contrastanti e sappiamo bene perchè. Qui la maggior parte di chi ascolta musica ha una band, e se tu riesci a pubblicare un disco è come se lo facessi a spese di altri. O almeno, questo è ciò che pensa la gente in perenne competizione che non suona per il piacere di farlo, ma solo per arrivare chissà dove. Peccato solo di renderanno conto che tanto non si va e non si andrà mai da nessuna parte. Quindi qui in Italia ci sono quelli che non aspettano altro ch darti addosso qualunque cosa tu faccia ma fortunatamente non tutti sono così e abbiamo il nostro nucleo di irriducibili fans sparsi per tutta Italia che si è ingrandito notevolmente con l' uscita di questi due dischi. All' estero invece la storia è ben diversa, è al di fuori dei confini italiani dove vendiamo meglio (il che ci importa non per fini economici, visto che tanto i soldi mica li vediamo, ma per una soddisfazione personale); senza contare la diffusione in php del nostro disco, che trova il nostro totale appoggio, siamo andati benone in Germania, in tutta la Scandinavia, nei Paesi Bassi, ma anche negli States, su cui ero più scettico, e paesi quali la Turchia. Per non parlare dei live, che sono poi davvero ciò che ti da la voglia di andare avanti regalandoti soddisfazioni enormi; il tour di Settembre che ci ha visto suonare sold-out a Wurzburg ma non da meno è stato il concerto al Biebob di Vosselaar, tanto che ci hanno già richiamato per due shows, tra cui l'Headbangers Fest di Tillburg a Settembre. Fa brutto dirlo, ma se guardassimo all' italia soltanto avremmo già smesso di suonare da tempo; è da tutta Europa e da Oltreoceano che ci arrivano le più grosse soddisfazioni, e ci stanno arrivando anche per questo nuovo album, con mail quotidiane da tutto il mondo e con ottime recensioni da parte della stampa.

T: Quanto è stato duro comporre un album senza disattendere i fans dopo l' uscita di un lavoro come "Abuse your Illusions"?
M: Addirittura! Onestamente un ragionamento del genere non la abbiamo mai fatto e non so quando e sè lo faremo, eheh; mi spiego, "disattendere i fans" è un'espressione forte e nel nostro caso inappropriata. Per quel che ci riguarda abbiamo solo provato a fare del nostro meglio cercando di superarci e di tirar fuori un lavoro migliore del precedente, come è normale che sia. Per noi non è stato faticoso ma naturale come procedimento e crediamo di essere riusciti nel nostro intento, anche se ho sentito dei nostri "fan" (scusa ma faccio fatica ad usare questa parola in riferimento alla mia band!) che, pur apprezzando molto il nuovo disco, continuano a preferire l' esordio. La cosa non mi sorprende e nemmeno mi fa riflettere eccessivamente, noi continueremo a fare quello che ci viene più naturale ed istintivo; è ovvio che poi alla gente potrà piacere più un disco che un altro, ma non si tratta di disattendere nessuno, quello che facciamo lo facciamo per noi, questo sia chiaro, ci costa molta fatica e i primi ad essere soddisfatti dobbiamo essere noi stessi, non trovi?

T: Senza dubbio! Come vi muoverete per promuovere l'album?
M: Suonando il più possibile, come deve essere in questo caso. Le prime recensioni ed interviste stanno uscendo in questi giorni ma se non sono supportate anche da una nostra attività live valgono solo fino ad un certo punto. Vogliamo tornare a suonare perchè è da troppo che siamo fermi e siamo molto curiosi di vedere come la gente, conoscendo già i pezzi nuovi, risponderà ai nostri concerti, dato che i commenti fino ad ora sono stati tutti più che buoni!

T: Se potreste tornare indietro nel tempo, c'è qualcosa che cambiereste della vita passata della band?
L: Niente. Così come nella vita non hanno senso i "se" ed i "ma", anche per gli Hyades dico che non c'è nulla che cambierei di ciò che sono stati i nostri undici anni passati. Certo, abbiamo scritto e registrato un demo abbastanza osceno come il primissimo dieci anni fa, ma avevamo anche sedici anni e ci è servito per imparare qualcosa. Abbiamo anche perso per strada musicisti o musicanti, amici etc. che però avevano perso la passione per quel che facevano ed era giusto e normale che finisse così. Siamo cresciuti, abbiamo incontrato nuova gente, siamo migliorati e siamo quello che siamo ora, cioè qualcosa che nel nostro piccolo, ci da parecchie soddisfazioni e ci rende un pizzico orgogliosi di noi stessi. Quindi no, non cambierei nulla e rifarei tutto quanto, anche gli errori.

T: Chi sono gli Hyades nella vita di tutti i giorni?
L: Hehehehe ognuno di noi è qualcosa di diverso, fortunatamente. Potrei dirti cinque ragazzi che sono cresciuti con la passione per la musica e vanno avanti a suonare grazie a quella. Credo che la nostra musica rappresenti anche quello che siamo al di fuori dell'aspetto prettamente musicale, che sia l'aspetto goliardico o la voglia di far casino, o anche la voglia di dire e fare qualcosa in una società che non ci rappresenta ed in cui non vogliamo essere inquadrati a forza. Poi ognuno ha la sua propria sensibilità e la propria testa, anche all'interno degli Hyades non la vediamo allo stesso modo su tante cose a partire dal come intendiamo la nostra vita. Ma credo sia più che normale... Uno slogan che rappresenta bene quello che siamo è il nostro "Thrash now work later!" che è un invito alla irresponsabilità, all' essere sè stessi prima di diventare ciò che si deve essere, per poter essere accettato dalla società. In questo mi piace sempre prendere come esempio Rob, che è partito senza una lira da Messina per salire qui nella zona di Milano e trovare un gruppo con cui suonare e portare avanti la propria passione. È così che è entrato negli Hyades, ormai quattro anni fa, e pur con un affitto da pagare a fatica alla fine di ogni mese, ci siamo viaggiato mezzo mondo e continuiamo a far musica e casino assieme.

T: Prossimi progetti in cantiere?
M: Come ti dicevo prima, suonare. Stiamo quindi fissando un pò di prossimi concerti tra cui segnalo il mini tour con gli F.K.U. dalla Svezia a fine Aprile, un festival sloveno a Maggio e il Thrash Till Death festival il 19 Maggio a Settimo Milanese; abbiamo poi in ballo qualche altro festival europeo e già confermato per Settembre, il Tillburg Headbaner Fest in Olanda. Andremo anche in Croazia, dove non siamo stati mai prima a suonare, e poi verso l' estate proseguiremo le date con gli amici F.K.U. con alcuni concerti tra Svezia, Finlandia e Danimarca, ma ancora non abbiamo fissato le date esatte, ci stiamo lavorando in queste settimane ed aspettiamo notizie...

T: Negli ultimi tempi si è assistito al proliferare del cosiddetto "metalcore", che è rappresentata senza ombra di dubbio un'arma a doppio taglio; da una parte c'è da dire che questa nuova corrente ha portato il metal verso nuovi sentieri e nuove interessantissime evoluzioni (cito su tutti i Lamb of God) ed al tempo stesso ha avvicinato maggiormente le nuove leve al metal. Da un'altra parte c'è stato però un proliferare di bands che pompate dalle etichette hanno raggiunto un successo ed una notorietà decisamente immeritate seguendo l' onda del successo. Voi che siete particolarmente "tradizionalisti" che idea vi siete fatti di questo, e soprattutto c'è qualche band del genere che apprezzate?
M: èsempre lo stesso discorso che si ripete quando c'è il boom di qualche genere piuttosto che un altro: prima era il black, poi il power, poi il classic metal e ora il metalcore. In casi del genere viene fuori un pò di tutto, bands valide che lanciano la scena e hanno qualcosa da dire e dietro, a ruota, una serie infinita di cloni alimentati dalle necessità economiche delle labels pronte a fare il verso al gruppo di punta del momento. È un fenomeno ciclico; nel caso specifico del metalcore, il merito di questa corrente è di aver portato musicalmente qualcosa di nuovo in un mondo rigido e troppo inquadrato. Sul nostro "tradizionalismo" avrei poi qualcosa da ridire: non è che noi ci ostiniamo a suonare in un certo modo volutamente, così come non giriamo ubriachi alle 11 di mattina con gli Slayer a palla in Piazza Duomo solo perchè fa thrash. Suoniamo solo quello che ci piace di più suonare, ovvero thrash metal, ma questa è solo una conseguenza, non una presa di posizione a priori. Quello su cui sono del tutto d'accordo è che nell'abbondanza è sempre la qualità a rimetterci, ma per fortuna la gente può ancora scegliere con la propria testa che dischi comprare, e quindi pagarne consapevolmente le conseguenze!

T: Domanda decisamente banale: quali altre bands italiane apprezzate attuamente (non necessariamente thrash)?
L: Uhm, bands valide ce ne sono parecchie, partirei chiamando in causa gli amici Hatework, una band che non ha eguali in Italia e che ha avuto la sfortuna (come noi e tanti altri) di nascere nel posto sbagliato. Poi i Ground Control, autori di un ottimo debutto, e tante altre bands del Nord-Est come Death Mechanism e Warmonger. Al di fuori del thrash, sto aspettando di sentire il nuovo dei Longobardeath su cui ho registrato un assolo, ma del resto non ho ancora sentito niente. E poi a breve entreranno in studio anche i Dustineyes, altro gruppo valido della zona, che è uscito bene nell' ultimo paio d'anni. Proprio domani andrò a rivedere dal vivo i Thunderstorm con cui abbiamo un ottimo rapporto di amicizia... Non da meno i Doomsword che, per chi non lo sapesse, sono tutt'altro che spariti e sono al lavoro sul nuovo disco, di cui spero di poter sentire qualcosa a breve... Ma loro sono sinonimi di garanzia; una band di cui l' italia può andare davvero fiera.

T: Per finire, lascio a voi la parola!!M: Grazie mille del tempo e della disponibilità, un saluto a tutti i lettori di headbang ed un invito a venirci a vedere dal vivo in una della prossime date. Se poi vi capita anche di sentire il disco (comprato o scaricato fa lo stesso, tanto i soldi spesi non li rivedremo mai!) tanto meglio!!

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