Gea n. 13

Gea n. 13

"La Rottura del Sigillo" - Gea n°13
Pag: 129
Costo: 3€
Soggetto, sceneggiatura, disegni e copertina: Luca Enoch
Lettering: Renata Tuis
Enoch nasce a Milano, il 12 giugno del 1962. Manifesta sin dalla più tenera età propensione per le arti figurative. Conosiuto Marcello Toninelli, che lo ospita sulle pagine di Fumo di China (FdC), dove pubblica due episodi del suo primo personaggio fantasy, ELIAH, un cacciatore di demoni tutto di un pezzo. Nel '90 vince il primo premio al concorso bandito annualmente dal Convegno Internazionale del Fumetto e del Fantastico di Prato, con la storia umoristica RAPTUS, che verrà in seguito pubblicata su FdC. Nel '92 - a trent'anni suonati! - arriva la grande occasione dell' intrepido. Pubblica una storia autoconclusiva, BERSERK, che dà diritto a proporre una serie vera e propria. Nasce quindi SPRAYLIZ, la ragazza graffitara, che vivrà anche una breve avventura editoriale in edicola, per proprio conto. Sempre per l' intrepido crea la strip SKATERS, che verrà ripresa anche su "l' isola che non c'è", e la storia a colori di PIOTR il porno coniglio, di cui realizza un secondo episodio in bianco e nero, ancora inedito. Per i signori della Rizzoli studia una serie comica in pieno stile Warner Bros, NINJABOY, che viene pubblicata a colori sul mensile "Action". Dopo la chiusura del pocket di Sprayliz da parte della Star Comics, riesce finalmente a entrare alla Bonelli e a rimanerci per più di 10 minuti! Disegna due storie di LEGS WEAVER. Poi arriva la proposta da parte dell' editore di realizzare una serie semestrale: GEA.
La storia più spassosa della simpatica adolescente rockettara. Gea è coinvolta in una vicende più grossa di lei, ma di molti ordini di grandezza. Il messaggio di un mondo sul baratro è abilmente trasmesso dal ritmo dinamico delle vicende, dalla tensione vibrante che percorre l’albo grazie alla sceneggiatura e da una protagonista così spossata da abbassare le proprie difese emotive. Enoch dopo tredici viaggi porta il lettore alla fermata preferita: la Guerra totale, in cui si perde di vista il colpevole, i buoni si mescolano ai cattivi, il male si lega inscindibilmente col fratello opposto. Una storia che non ha nulla di autoconclusivo, ma che dà molte elementi per voler viaggiare nel tempo al fine di andarsi a comprare il prossimo numero nel futuro. Fantastico il colpo di scena verso la fine che instilla in Gea il dubbio: nei prossimi numeri potremo scoprire se sono i demoni o i baluardi a perseeguire il bene.
Nel tratto del maestro Milanese riconosciamo tutti gli ingredienti di un insalata mista: originalità, chiaro-scuro, dinamismo, simpatia, primi piani, misticismo, truculenza e phatos. Sicuramente uno stile molto fumettistico con poco o nessun legame con la realtà, un misto tra tratto occidentale e manga: questo è la caratteristica che rende Enoch un maestro. Questo disegnatore sembra un ibrido tra Toriyama e Roi, Tra Manara e Go Nagai. Provare per credere: pag. 28, pag. 33, pag. 37, pag. 55, pag. 90 e pag. 111.
Molti appassionati Bonelliani vorrebbero che Gea seguisse il solite trand degli altri cugici di cellulosa, quindi uscendo mensilmente. Dal canto mio rimango soddisfatto per il livelli, per la frequenza e un pò meno per il costo che è aumentato rispetto all’ultimo numero (non mi pronuncio perchè direi che il fatto si commenta da solo). Vi lascio con la frase più significativa: “… la vostra razza non vedrà mai la pace.”
Che il Kaos sia con voi.

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