Forgotten Tomb - 28/05/2004 @ Transilvania Live, Milano

Forgotten Tomb - 28/05/2004 @ Transilvania Live, Milano

Attendevo questo concerto con le stesse emozioni con cui lo avevo aspettato a lungo un anno fa circa a Pavia. Con l’unica differenza che a settembre del 2003 Forgotten Tomb non era ancora la mia band italiana favorita in assoluto. Ora lo è. Le sonorità che Herr Morbid crea e a cui dà vita sono talmente intime e personali che credo possano fondersi solo con animi in grado di recepire il dolore che egli cerca di trasmettere con ogni canzone e ogni riff, con ogni scream, in poche parole con ogni nota. Ogni nota è infatti un frammento, una scheggia del suo animo e se dovessimo creare un nuovo puzzle con i suddetti frammenti, daremmo vita allo spirito di tutta la band, compatto, monolitico. E’ come se ognuno di loro fosse legato all’altro da una ragnatela invisibile di stati di animo comuni. Quando si parla di attitudine e di sincerità di intenti, quando si parla di una persona che con la musica, che con il Black, sa entrarti dentro fino a fare male, fino a divenire un tutt’uno con le emozioni e le sensazioni personali di ognuno di noi, allora per me parliamo di Forgotten Tomb. E sul palco, al Transilvania Live, non hanno smentito le mie aspettative. Nessun gruppo di spalla, solo loro, impegnati in un’ora abbondante di suicidal black metal coi fiocchi, e dalla resa, per quanto hanno potuto constatare le mie orecchie, pressochè perfetta. Il suono era ottimo, la voce di Herr in gran forma, incisiva, disperata, peculiare. Il bassista, Algol, risulta ben integrato e le note sprigionate dallo strumento sono ben udibili, elemento apprezzabile considerato che spesso e volentieri il basso viene coperto dalle chitarre, pecca che non consente di apprezzare uno strumento assolutamente fondamentale. I brani proposti e scelti dalla loro discografia sono esattamente ciò che speravo, “Entombed by Winter” è il preludio lento e soffocante a quello che arriverà dopo: “Scars”, “Solitude Ways”, “Daylight Obsession”, “Subway Apathy”, la velocissima e violenta “Forgotten Tomb”, “Disheartenment” una lunghissima e malinconica marcia verso la disperazione. Tutto il concerto risulta come una ‘Via Crucis’ verso l’annichilimento dei sensi. In aggiunta Forgotten Tomb ci propongono l’ascolto di una traccia inedita, facente parte del loro imminente terzo full lenght “Love’s a Burial Ground”. Ecco, per me siamo all’apice, sia compositivo che emotivo. Un brano completo, vario, di una tristezza quasi imbarazzante, parole graffianti, chitarre che non suonano ma piangono, si lamentano, descrivono la pesantezza di una vita che non sempre ci dona quello che spereremmo, e tutto ciò si concretizza e materilizza nel ‘loro’ suono, riconoscibile tra mille per quanto mi concerne. Un suono che mi conduce verso le fortissime emozioni provate tante volte con gente come Katatonia e Dolorian a cui la band risulta molto legata. Perdonerete la mia visione a tratti soggettiva, evidente nelle stesura di questo report, ma mi è inevitabile non tessere le lodi di una tale proposta musicale. Allo stesso tempo penso di avere descritto con imparzialità quello che FT ci hanno proposto in questa loro unica data italiana e il mio augurio non può essere altro se non che vadano avanti come hanno fatto fino ad adesso, perché l’attitudine che viene da un animo che in queste cose crede profondamente emerge e paga sempre. In un modo o nell’altro, presto o tardi.

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