Titolo Originale: Equilibrium
Regia: Kurt Wimmer
Sceneggiatura: Kurt Wimmer
Interpreti: Christian Bale, Taye Diggs, Emily Watson, William Fichtner, Angus MacFadyen
Genere: Fantascienza
Nazione: USA
Anno: 2002
Durata: 107'
"Senza emozioni il tempo è solo un orologio che fa tic tac".
"He wishes for the cloth of Heaven".
Droga inibitrice, soffocante, Prozium, droga che tutti i cittadini di Libria sono obbligati ad iniettarsi per essere liberi da emozioni negative quali odio, dolore, rancore ed invidia ma inevitabilmente così gli stessi si escludono anche dal sentire quelle positive quali pietà, amicizia, passione ed amore. Tentativo utopistico di un governo totalitarista, futuristico e futuribile, di evitare ogni guerra, ogni conflitto umano personale ed interpersonale, ogni catastrofe dettata dalle emozioni negative. Il prezzo da pagare per avere quella apparente pace sono le emozioni positive; allora l' uomo defraudato di energia diviene un vegetale, una macchina pulsante, sì, ma solo di sangue freddo. Così l' uomo non è più in grado di apprezzare un dipinto, una lettura, una musica, uno sguardo, un paesaggio, un gesto: la vita. Per mantenere il controllo sulle masse ed il dilagare dell' eresia il governo ha infatti istituito un ordine monastico militaresco di adepti, devoti nello scovare persone che vibrano di sentimenti ed abili distruttori di tutto ciò che è definibile con il termine cultura, perchè genera emozioni, tutto ciò che rende l'apatia insignificante nel vivere. Equilibrium è un film non proprio originale, nelle idee delineanti la sceneggiatura, poiché mentre scorre la pellicola sullo schermo, dagli occhi, mi riaffiorano in mente letture quali "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury, "1984" di George Orwell, "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley e "Gli androidi sognano pecore elettriche?" di Philip K. Dick. Questo film è intriso da una miscellanea di idee tratte da questi capolavori, e magari anche da altri che non ho ancora letto, ma nonostante ciò il tutto è esplicitato da una particolare atmosfera. L' atmosfera, irrespirabile concettualmente, ospita una originalità nella quale l'assenza di colore visualizza l' encefalogramma piatto di questa utopia e ciò colpisce particolarmente. Ottima la scenografia ed i costumi; gli effetti speciali sono ben usati, non abusati, e ciò fa si che un bel combattimento prenda forma senza la ridondanza presente nella trilogia di "Matrix", per esempio, questo perchè l’arte marziale praticata, dal nome Kata-gun, è la sintesi di una arte sentita, in contrapposizione all'assenza di sentimenti, non una sola prodezza atletica fantasiosa persino nella realtà virtuale. l' eroe del film, inoltre, il quale è prima miglior seguace della setta governativa poi migliore ribelle spinto dal suo vortice di emozioni represse, non è il classico stereotipo irraggiungibile ma cela evidentemente il super-uomo che risiede in ognuno di noi mentre combatte il nichilismo moderno. Ovviamente i sentimenti avranno la meglio; come nella realtà, spesso i sentimenti prevalgono sulla razionalità, su ciò che si dovrebbe. Spesso i sentimenti sono deleteri ma l' Uomo non rinuncia ad un brivido, nemmeno per mediocri orizzonti. Meno male che esiste l'amore ad oscurarlo nelle sue malefatte. A riportare l’equilibrio.
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